All’Ordine della Lombardia trionfa “Etica & Libertà”: sbaragliata ControCorrente

La coalizione di cui fa parte Senza Bavaglio ha conquistato la maggioranza, per 5 a 4. Cappotto totale al nazionale dova “E&L” ha preso tutti gli 8 posti disponibili. In arrivo altri due appuntamenti elettorali. Casagit e Fondo complementare.

Intelligenza Artificiale: insidia per il giornalismo. Per l’Ordine a Milano scegli “Etica e Libertà”

Mercoledì 2 aprile e giovedì 3 aprile aperto il seggio online sul sito www.odg.it . Domenica 6 aprile si vota in presenza dalle 10 alle 18 all’Hoel Westin Palace in piazza della Repubblica 20 a Milano

Ballottaggio Ordine del Lazio: competenza e onestà, attenzione ai revisori dei conti

Vota in blocco i candidati di Riforma e Dignità, sostenuti da Senza Bavaglio

Ordine si vota: Senza Bavaglio presente a Milano e a Roma nelle liste di coalizione

Senza Bavaglio Milano, 17 marzo 2025 Si vota per l’Ordine dei giornalisti: Senza Bavaglio c’è..

A cena con Senza Bavaglio il 13 marzo, pronti per le elezioni dell’Ordine

Senza Bavaglio Milano, 5 marzo 2025 Cari Amici, eccoci a una nuova cena di Senza.

L’ultimo capolavoro di TeleMeloni: arriva il censore anti-Report

Una nuova circolare Rai stabilisce che tutti i programmi dovranno avere un supervisore che approvi temi, ospiti e budget. In pratica la fine dell’indipendenza di programma

Abusi in Chiesa: pubblicata l’indagine della Diocesi di Bolzano-Bressanone

Speciale per Senza Bavaglio Emanuela Provera Milano, 23 gennaio 2025 La Diocesi di Bolzano-Bressanone ha.

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“Aiutateci”: appello dei giornalisti palestinesi a Gaza

“Siamo stati abbandonati dalle organizzazioni internazionali dei reporter, nessun supporto per noi che documentiamo da 459 giorni il primo genocidio della storia trasmesso in diretta”.

Il nostro augurio ai media per il 2025: abbandonare il sistema del doppio standard

Senza Bavaglio e Africa ExPress 1° gennaio 2025 Lo scriveranno tutti che il 2024 è.

Troppi favori agli editori per addomesticare l’informazione

Le erogazioni pubbliche sollevano sospetti di “inciuci” tra governo e case editrici (soprattutto se queste hanno interessi prioritari in altri settori economici), quando i loro giornali celebrano politici influenti