Grazie alla AI la Henry Schein Krugg allontana i dipendenti

La società vende alle grandi aziende sistemi capaci di automatizzare parti consistenti proprio delle attività amministrative

Senza Bavaglio
Milano, 20 Settembre 2026
(2 – fine)
La sovrapposizione con le attività della Henry Schein Krugg colpite a Rozzano è notevole. A essere colpito è sostanzialmente il comparto amministrativo: contabilità, clienti, fornitori, recupero crediti e reporting. In alcuni annunci Genpact pubblicati in Romania viene inoltre richiesta o valorizzata la conoscenza della lingua italiana.
Non basta per sostenere che quelle persone saranno assunte per sostituire i dipendenti di Rozzano, ma è un elemento concreto che merita una spiegazione.
Genpact, però, non offre semplicemente lo stesso lavoro a costi diversi in un altro Paese. Il suo modello industriale punta apertamente sull’intelligenza artificiale.
La società vende alle grandi aziende sistemi capaci di automatizzare parti consistenti proprio delle attività amministrative che troviamo nel piano italiano: elaborazione delle fatture, riconciliazioni, controllo dei pagamenti, analisi degli insoluti, gestione delle contestazioni, recupero crediti e produzione delle informazioni necessarie ai processi contabili.
Li chiama anche sistemi di “agentic AI”: applicazioni progettate non soltanto per assistere l’operatore, ma per eseguire autonomamente determinate sequenze di lavoro. Per alcuni processi Genpact pubblicizza livelli molto elevati di automazione.
È questo passaggio a rendere il caso di Rozzano diverso da una normale delocalizzazione. Il vecchio outsourcing aveva una logica relativamente semplice: il lavoro svolto da dieci persone in un Paese veniva affidato a dieci persone, o magari a otto, in un Paese nel quale il costo del lavoro era inferiore.
L’intelligenza artificiale cambia l’equazione. Una funzione può essere trasferita in un grande centro internazionale, standardizzata e poi automatizzata in parte. A quel punto non è più necessario sostituire un lavoratore italiano con un lavoratore rumeno o indiano. Una parte delle operazioni può essere svolta dalle macchine e il personale umano rimasto può controllare un volume di attività molto maggiore.
Non sappiamo se questo sarà esattamente il modello applicato ai 26 posti di Rozzano. Oggi non sarebbe corretto scrivere che l’intelligenza artificiale li ha licenziati.
Sappiamo però che il possibile destinatario delle attività utilizza AI proprio negli stessi processi interessati dagli esuberi e che, negli Stati Uniti, il gruppo ha già iniziato a portare all’esterno alcune di quelle funzioni, trasferendole anche fuori dal continente.
Sono due circostanze che rendono inevitabile una domanda: che cosa resterà del lavoro umano una volta terminato il trasferimento?
Per gli impiegati italiani non è una questione accademica. La maggior parte ha una buona anzianità aziendale. Sono lavoratori specializzati che hanno costruito una parte importante della propria esperienza professionale all’interno della stessa organizzazione.
Il 31 agosto la Henry Schein Krugg ha formalmente comunicato ai sindacati l’apertura della procedura e il numero degli esuberi. È seguito un confronto tra azienda e rappresentanze sindacali e, successivamente, la UIL ha convocato i lavoratori per informarli.
Secondo quanto ricostruito fino a questo momento, non sarebbero emerse proposte concrete di ricollocazione interna, riduzione dell’orario o trasferimento verso altre funzioni.
E c’è un precedente.
Già nel 2025 il responsabile italiano delle risorse umane aveva lasciato la società. Il posto non è stato coperto con un nuovo responsabile nazionale e la gestione del personale è passata alla struttura europea della Henry Schein Krugg.
Una funzione prima presente in Italia era stata quindi già centralizzata. Oggi la scala dell’operazione è enormemente maggiore.
C’è poi un ulteriore problema, meno visibile dei licenziamenti ma non secondario: i dati. Una fattura non è soltanto un documento contabile. Può contenere nomi di clienti, importi, condizioni economiche e rapporti commerciali. Il recupero crediti consente di conoscere insoluti e posizioni debitorie. La gestione amministrativa permette di ricostruire una quantità considerevole di informazioni sull’attività economica di un cliente.
La Henry Schein Krugg opera nel settore medico e odontoiatrico. Questo non autorizza a concludere che gli uffici coinvolti negli esuberi trattino dati sanitari dei pazienti. Non abbiamo elementi per affermarlo.
Il problema documentabile è un altro. Genpact è organizzata come un gruppo globale. Nella propria documentazione sulla privacy prevede che dati personali possano essere trasferiti o resi accessibili tra società e infrastrutture collocate in diversi Paesi, anche fuori dall’Unione Europea e anche in India, attraverso gli strumenti previsti dal GDPR.
Avere il fornitore contrattualmente o operativamente in Romania non equivale quindi automaticamente a poter affermare che ogni dato resterà in Romania.
Per capire cosa accadrà alle informazioni provenienti dall’Italia servono risposte precise: dove saranno ospitati i sistemi, quali società del gruppo Genpact potranno accedervi, da quali Paesi sarà possibile collegarsi e quali dati verranno effettivamente trasferiti. Sono domande ancora senza risposta pubblica.
Sullo sfondo c’è poi la grande ristrutturazione finanziaria della capogruppo. La capogruppo ha avviato un programma internazionale destinato a proseguire fino al 2027. Nel frattempo nel capitale è entrato KKR, uno dei maggiori gruppi mondiali di private equity.
Nel 2025 fondi collegati a KKR hanno investito 250 milioni di dollari nella società, ottenendo inizialmente circa il 12% del capitale e rappresentanti nel consiglio di amministrazione. La partecipazione è successivamente aumentata.
Non esiste alcun elemento che consenta di attribuire a KKR la decisione sui 26 posti italiani. Il contesto economico è comunque significativo.
La capogruppo non sta presentando agli investitori una situazione di collasso. Nel secondo trimestre del 2026 ha comunicato circa 3,5 miliardi di dollari di vendite, una crescita rispetto all’anno precedente e un miglioramento delle previsioni per l’intero esercizio.
Il lessico utilizzato è quello dell’efficienza, della trasformazione e della creazione di valore. Sono espressioni perfettamente comprensibili nel linguaggio dell’impresa e degli investitori, dove efficienza, margini e rendimento del capitale misurano il successo di una ristrutturazione. Ma acquistano un significato molto diverso viste dalla scrivania di chi rischia di essere dichiarato in esubero.
Alla fine della riorganizzazione, se i numeri comunicati il 31 agosto resteranno questi, a Rozzano potrebbero rimanere otto dipendenti su 34. È probabilmente il dato che meglio misura cosa significhi, nella pratica, centralizzare e portare all’esterno le funzioni di un’azienda.
Il caso Henry Schein Krugg racconta quindi qualcosa di più di una vertenza aziendale. Mostra il punto nel quale tre trasformazioni che per anni sono state discusse separatamente stanno cominciando a incontrarsi: la delocalizzazione porta un processo fuori dal Paese, l’outsourcing lo consegna a un’impresa specializzata e l’intelligenza artificiale permette a quell’impresa di svolgerlo con una quantità diversa di lavoro umano.
Non sappiamo ancora quale percentuale delle mansioni di Rozzano verrà eseguita in Romania, quale potrà essere gestita dall’India e quale verrà automatizzata. È proprio ciò che Henry Schein Krugg dovrebbe chiarire. Perché per i 26 lavoratori coinvolti la questione non è se un giorno una macchina sarà capace di fare il loro mestiere. La questione è capire chi farà il loro lavoro quando loro non saranno più lì.
Senza Bavaglio
reportersenzabavaglio@gmail.com
(2 – fine)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le iconografia pubblicate sul sito di Senza Bavaglio sono di Valerio Boni

Vuoi contattare Senza Bavaglio? Manda un messaggio WhatsApp con il tuo nome e la tua regione (o Paese) di residenza al numero +39 345 211 73 43 e ti richiameremo.
Senza Bavaglio viene diffuso in tempo reale sulla piattaforma Telegram al canale
https://t.me/senzabavaglio
e sulla piattaforma WhatsApp:
https://whatsapp.com/channel/0029Vag6h6r9mrGbzOXhJs3Q
ai quali ci si può abbonare gratuitamente.

Condividi questo articolo

more recommended stories