La resa dei conti: 100 miliardi dalle Big Tech al giornalismo

Senza Bavaglio
Eugenio Gallavotti
Milano, 22 ottobre 2026

The Social Reckoning: il titolo originale del film di Aaron Sorkin non potrebbe essere più eloquente. Dopo venticinque anni, per i “cattivi” di Silicon Valley sembra arrivata la resa dei conti. Ma denunciare i danni non basta più: e se fosse giunto il momento della “restituzione”?

Per anni le grandi piattaforme hanno accumulato ricchezze immense, anche grazie alla circolazione gratuita del lavoro di giornalisti, autori e creativi. Intanto le redazioni si sono assottigliate e la disinformazione ha guadagnato terreno.

La proposta “impossibile” è provvisoriamente chiamata FOR NEW (Fund for Overdue Rebalancing of News Economics / Empowering Watchdogs): un Fondo mondiale da 100 miliardi di dollari in dieci anni, finanziato dalle grandi imprese digitali.

Quaranta miliardi per riequilibrare l’economia dell’informazione privata, anche attraverso un’equa remunerazione dei contenuti utilizzati dalle piattaforme. Sessanta miliardi per costruire una rete internazionale di redazioni indipendenti, professionali e senza scopo di lucro. Giornalismo come bene pubblico, soprattutto dove il mercato non riesce a sostenerlo.

Già, perché a questo punto per le Big Tech si pone anche una questione reputazionale. Preferiscono contribuire a un Fondo internazionale serio, trasparente e indipendente oppure continuare ad arricchirsi all’infinito anche grazie al lavoro di milioni di persone, quasi sempre senza retribuirle?

Preferiscono partecipare a un grande progetto di riequilibrio economico e sociale oppure andare incontro, nella migliore delle ipotesi, a uno stillicidio di film, libri, interventi normativi, sanzioni e controversie giudiziarie, Paese dopo Paese, come sta già accadendo su diversi fronti?

 

Per i giganti dell’online potrebbe essere l’occasione di tornare, almeno in parte, a essere i “buoni” come promettevano agli inizi della rivoluzione digitale. Non per sottrarsi alle proprie responsabilità, ma per contribuire concretamente a riparare alcuni dei guasti prodotti.

Naturalmente, restano altre questioni cruciali. Come distribuire le risorse senza clientelismi? Come garantire l’indipendenza dei giornalisti da chi li finanzia?

Su questi interrogativi ho avviato un confronto con economisti, giuristi e operatori dell’informazione. L’ipotesi è partire da uno studio di fattibilità e da un negoziato, sotto l’egida di un organismo internazionale.

I dettagli in quest’altro articolo: https://eugeniogallavotti.substack.com/p/la-resa-dei-conti-big-tech-lavoro-intellettuale

Un’utopia con il conto allegato? Forse. Ma prima di archiviarla come impossibile, perché non provare a discuterla e a svilupparla sul serio?

Eugenio Gallavotti
eugenio.gallavotti@iulm.it
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