Come con le figurine Panini: ecco i candidati sindaci di Milano

Di programmi, proposte, idee per ora zero al quoto, se non la solita babele di frasi via social tra il banale e il demagogico e buone per le tutte le stagioni, soprattutto quelle in cui si vota

Speciale Per Senza Bavaglio
Maxia Zandonai
Malano, 17 settembre 2026
L’Album delle figurine Panini, da una parte e dall’altra, si sta compilando. Soprattutto da quella parte che, si sa, svetta per capacità di differenziarsi, atomizzarsi, benaltrizzarsi, anche se poi, a ben guardare, c’è più fuffa che sostanza. Ma con le primarie risolveranno tutto. Anzi, sarà un bel regolamento di conti effetto soluzione finale. Per ora le figurine sinistre sono sette.
Candidata vicesindaca in piena continuità con Sala: Scavuzzo, celo.
Candidato assessore delfino e contemporaneamente manager di Banca Intesa: Conte, celo.
Candidato mancato presidente di Regione più di sinistra, ma in continuità con Sala di cui è stato assessore: Majorino, celo.
Candidato gggiovane, sssocial e forse più a sinistra, ma che sta in centro (Municipio 1): Pacini, celo.
Candidato attivista ciclista ex manager Airbnb ed ex staff di Sala: Goisis, celo
Forse candidata dal cognome giusto (quello del nonno) per la sinistra sinistra: Cossutta, celo.
Forse candidato che ci sta pensando e che piace a Calenda e soprattutto alla stampa, ma non tanto ai giornalisti de La Stampa e La Repubblica: Calabresi, celo.
Le figurine della destracentro sono due, quattro, dieci, cento a seconda dei giorni e dei chiari di luna. Ma alla fine, c’è da giurarci, saranno come un sol uomo anche nella denegata ipotesi sia una donna. E senza primarie, che i giochini al massacro li lasciano agli altri.
Candidato noimoderato di La Russa: Lupi, celo.
Candidato autocandidato col “Panino giusto” e forse non solo quello: Civita, celo, (Panino non Panini, ndr).
Candidato a disposizione presidente dell’Ordine degli avvocati (sempre utili): La Lumia, celo.
Candidato vittima di malagiustizia (appunto): Tatarella, celo.
In realtà le uniche due figurine già incollate finora, celo celo, sono il generalissimo bonificatore sull’estremissima destra della pagina destra (Burgio) e il Raoul Bova de noaltri, “nè di destra nè di sinistra”, ma in contenzioso col Comune che gli ha tolto il redditizio Leonardo3 in Galleria, che ho messo in mezzo al posto delle graffette (Lisa).
Di programmi, proposte, idee di livello al di sopra di quelle compilate con la AI, per ora zero al quoto, se non la solita babele di frasi via social tra il banale e il demagogico, generalgeneriche, e buone per le tutte le stagioni, soprattutto quelle in cui si vota.
Ovvio, sull’urbanistica si tace, altrimenti qualsiasi cosa si dica l’osservazione sarà: e tu dov’eri, cosa hai detto? E di conseguenza su San Siro, sull’Ippodromo del Trotto, sugli Scali ferroviari, sul Lido, sulla cementificazione, sul verde, sugli alberi e persino sulle periferie che, si sa, esistono sempre e solo in campagna elettorale.
Giuro che, se trovo la figurina, voto Pizzaballa. E per richiudere la scheda userò l’indimenticabile Coccoina. Almeno lei, inebriante.

Maxia Zandonai
zandomaxia@yahoo.it

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Le iconografie pubblicate sul sito di Senza Bavaglio sono di Valerio Boni

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