Quando l’intelligenza artificiale caccia l’impiegato: 26 esuberi Henry Schein Krugg

Prima negli Stati Uniti. Adesso a Rozzano. Cambia il territorio ma la solfa è sempre uguale: a pagare sono sempre i lavoratori

Senza Bavaglio
Milano 19 settembre 2026
(1 – continua)
Prima negli Stati Uniti. Adesso a Rozzano. Cambiano i Paesi, ma le funzioni aziendali coinvolte sono sorprendentemente simili: contabilità clienti e fornitori, recupero crediti, reporting, assistenza e processi amministrativi. Sono proprio i settori nei quali outsourcing e intelligenza artificiale stanno rendendo possibile svolgere lo stesso lavoro con strutture diverse e meno personale interno.
Alla Henry Schein Krugg italiana questa trasformazione ha oggi un numero preciso: 26. Sono gli esuberi indicati nella procedura aperta il 31 agosto 2026. La sede di Rozzano conta complessivamente 34 dipendenti. Se il piano arrivasse a compimento nelle dimensioni comunicate ai sindacati, rimarrebbero otto lavoratori su 34.
La motivazione ufficiale è una ristrutturazione organizzativa del gruppo. Non è però una ristrutturazione nella quale scompaiono prodotti, clienti o necessariamente le attività svolte dagli uffici coinvolti. Devono continuare a essere registrate fatture, controllati pagamenti, gestiti fornitori, recuperati crediti e prodotti dati contabili.
Ed è proprio qui che comincia la parte più interessante della storia.
Negli Stati Uniti il cambiamento è già iniziato. Da giugno dipendenti ed ex dipendenti della capogruppo hanno raccontato online tagli e trasferimenti all’esterno di funzioni amministrative e di Customer Service. Le testimonianze parlano anche di lavoratori chiamati a trasferire le proprie conoscenze a chi avrebbe successivamente svolto quelle attività.
Sono racconti anonimi e, da soli, non sarebbero sufficienti per stabilire quale strategia abbia scelto un gruppo multinazionale. Poi è arrivata la conferma aziendale.
Ad agosto i vertici della capogruppo hanno spiegato agli investitori di avere scelto un fornitore globale al quale affidare all’esterno una parte delle attività Finance e Customer Service e che l’operazione era già partita negli Stati Uniti.
Lo scopo dichiarato è anche economico: ridurre i costi e ottenere una parte consistente dei risparmi previsti dal piano di riorganizzazione. Secondo le testimonianze dei lavoratori americani, parte delle competenze sarebbe passata verso strutture in India.
Ora guardiamo l’Italia. Secondo le informazioni raccolte da Senza Bavaglio, le attività interessate dai 26 esuberi di Rozzano potrebbero essere destinate a Genpact attraverso le sue strutture in Romania. Le società non hanno reso pubblico questo collegamento. I fatti già verificabili online rendono però interessante la pista.
Genpact nasce in India come struttura di General Electric dedicata alla gestione dei processi aziendali. Da allora è diventata una multinazionale con oltre 140 mila dipendenti, quotata a New York e presente in decine di Paesi. La Romania è uno dei suoi poli europei, con strutture a Bucarest, Cluj-Napoca e Iași.
Nelle settimane interessate dalla ristrutturazione italiana Genpact ha pubblicato in Romania offerte di lavoro per Accounts Payable, Accounts Receivable, Collections, General Ledger e Record-to-Report.
Tradotto dal linguaggio delle multinazionali: contabilità fornitori, contabilità clienti, recupero crediti, contabilità generale e reporting.
Senza Bavaglio
(1- continua)
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Le iconografia pubblicate sul sito di Senza Bavaglio sono di Valerio Boni

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