Troppe scorrettezze nel nuovo statuto della Lombarda: i giudici lo bocciano

Per imporre il nuovo statuto, che tra l’altro avrebbe prolungato il loro madato da tre a quettro anni, i dirigenti hanno violato regole e norme. Senza Bavaglio voleva introdurre l’Organismo di Base dei freelance. Loro non lo vogliono perchè non sarebbero i grado di controllarlo: troppo autonomo e indipendente. Potrebbe veramente difendere chi è suo malgrado ai margini della professione

Senza Bavaglio dedica la vittoria per difendere le regole e la legalità
all’Associazione Lomarda dei Giornalisti a Giorgio Santerini,
che ne è stato per 16 anni il presidente,
e a Marilisa Verti, una fondatrice di SB, scomparsa prematuramente

Speciale Per Senza Bavaglio
Massimo A. Alberizzi
Milano, 15 settembre 2021

Abbiamo vinto. Sì, abbiamo vinto. Certo, siamo soddisfatti ma non facciamo i salti di gioia, perché vincere in tribunale vuol dire: “La dialettica democratica che dovrebbe guidare un’associazione di giornalisti ha perso”.

Volere imporre alla Lombarda un nuovo statuto violando le regole, vuol dire che qualcosa non ha funzionato e non funziona. Resistere in tribunale alla richiesta mia e di Paolo Crespi di seguire le procedure regolari, senza violarle, adducendo pretesti capziosi e cavillosi è stato un errore dettato dall’arroganza e dalla presunzione.

Solo i dittatori ragionano così, disprezzano le regole e le norme. Ed è quello che hanno sentenziato i giudici: volete cambiare lo statuto? Benissimo, seguite le procedure.

Opportune le dimissioni

Il presidente Paolo Perucchini e l’immarcescibile amministratore unico dell’Immobiliare Circolo della Stampa, in carica pensate dal 1989 (il secondo protagonista della resistenza della Lombarda in tribunale), Marco Volpati, dovrebbero prendere atto della loro inadeguatezza – sancita a questo punto anche dai giudici – e dimettersi dai loro incarichi.  Invece c’è da scommetterci che non lo faranno. Chi è, Totò che parlava di uomini, omuncoli e quaraquaquà?

Non voglio insultare nessuno; ma quando ho letto il comunicato della Lombarda dove si annunciava l’annullamento da parte del Tribunale della delibera scorretta mi sono venuti i brividi. La loro difesa è francamente infantile. Non solo nell’italiano (“svecchiare il vecchio regolamento “) ma la tesi di fondo è francamente inquietante e si può sintetizzare così: noi vogliamo migliorare lo statuto, siccome le regole richiedono una maggioranza qualificata che non abbiamo, siamo autorizzati a violarle.

Questi dirigenti dovrebbero andare a scuola di democrazia, un’arte difficile da esercitare soprattutto se si ha una mente autoritaria e dispotica disposta a fare carta straccia di regole e norme, inutili orpelli. Il disprezzo verso la democrazia è chiaramente espresso dalla allocuzione: “Ora, dopo la sentenza del Tribunale, tutto è da rifare, con dispendio di denaro ed energie che speravamo di dedicare più proficuamente alla categoria”.

Qualcuno vuole spiegare a costoro che la democrazia ha dei costi? Certo una buona dittatura, come quella che stanno esercitando non costa nulla. Anzi suggerisco loro che già in passato si sono allungati il mandato da tre a quattro anni in violazione dello statuto, di prolungarselo all’infinito: così risparmiamo sui costi delle inutili e superflue elezioni.

Organismo di base dei freelance

Comunque è bene che i lettori lo sappiano: al di là delle buffonate scritte dal comunicato della Lombarda (che riportiamo qua sotto così ci si può più facilmente rendere conto in che mani siamo), e la pretesa di essere loro i modernizzatori (ma lo sapete che nello statuto bocciato si allungavano il mandato portandolo da tre a quattro anni?) il vero dato del contendere di questa vicenda è uno solo: la rappresentanza seria dei freelance. Noi la vogliamo e loro non la vogliono.

Chi vuole modernizzare i sindacato siamo noi e infatti avevamo chiesto di inserire nello statuto un istituto previsto dalla FNSI e cioè l’organismo di base. Nel nostro caso organismo di base dei freelance e dei precari.

Sarebbe servito finalmente a difendere quella parte dei giornalisti che senza contratto e senza tutele viene lasciata in balia degli editori e il sindacato è incapace di difendere (o non vuole). Ma i dirigenti della Lombarda se ne infischiano di questi paria dell’informazione e infatti per loro finora non hanno fatto un bel niente, preferendo difendere se stessi e il loro misero potere.

Noi siamo pronti a rivedere lo statuto e a studiarne le modifiche ma seriamente e veramente in senso ammodernatore e al passo con i tempi, a cominciare dall’Organismo di Base dei freelance e dei precari. Non ci interessa fare solo abbellimenti cosmetici che rafforzano unicamente il potere di chi occupa seggiole e poltrone senza alcun giovamento per i giornalisti e il giornalismo.

Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com
twitter @malberizzi
#sbavaglio

 

Ecco qui il comunicato, piuttosto ridicolo,
con il quale la ALG annuncia di aver perso la causa

Modifica dello Statuto Alg: il Tribunale di Milano annulla il voto elettronico del 2017 – Pronti a fare ricorso

Il Tribunale di Milano, con una sentenza contro la quale valuteremo un ricorso, ha annullato la modifica allo Statuto della Lombarda varata nel 2017 con 1040 sì, 34 contrari e 4 schede bianche. Di fatto, ha annullato il nuovo Statuto voluto da praticamente tutti gli associati che si sono espressi allora, tramite consultazione elettronica.

Il ricorso contro il nuovo Statuto è stato avanzato dai soci Massimo Alberizzi e Paolo Acilio Crespi. I quali contestavano, fra l’altro, il fatto che si fosse votato online, cosa non prevista dal vecchio Statuto per il semplice motivo che ai tempi in cui fu varato, la votazione elettronica non era ancora possibile. Secondo i ricorrenti, si sarebbe dovuto votare alla vecchia maniera, per posta cartacea. Mentre uno degli intenti della riforma promossa dalla Alg è stata appunto quella di svecchiare il vecchio regolamento.

Ora, dopo la sentenza del Tribunale, tutto è da rifare, con dispendio di denaro ed energie che speravamo di dedicare più proficuamente alla categoria.

Oggi, quindi, l’Associazione Lombarda dei Giornalisti non può che prendere atto della delibera del Tribunale. In ogni caso, la sentenza di primo grado non ha alcun impatto sull’attività dell’Associazione.

Qui potete leggere la sentenza che boccia i comportamenti procedurali della Lombarda

La sentenza: “Scorretta la procedura della Lombarda per cambiare lo statuto”

Qui invece spieghiamo cos’è l’Organismo di Base

ORGANISMO DI BASE/Istruzioni per l’uso

E qui l’articolo che parla della bocciatura della FNSI nella causa contro il GIST

La FNSI perde in tribunale: il Gist è fuori dal sindacato

 

 

Condividi questo articolo