I rischi del voto elettronico all’Ordine e gli inquietanti scenari comparsi all’INPGI/1

Inchiesta speciale/1
Senza Bavaglio
Novembre 2020

Il voto elettronico usato per elezioni pubbliche è ancora in sperimentazione in Europa. Al momento è stato introdotto per referendum e votazioni di piccole realtà amministrative, solo l’Estonia lo sta sperimentando per elezioni nazionali. Sempre più invece sta entrando nella prassi di pubbliche amministrazioni, società private anche multinazionali, banche e università per elezioni degli organi interni.  Gli organismi europei da anni si stanno ponendo quesiti su come garantire ai cittadini trasparenza nel voto online, anonimato del voto e come evitare che chiunque possa interferire durante il voto o allo spoglio.

Il Consiglio d’Europa (organismo internazionale estraneo alla Ue che raggruppa 47 Stati e include ad esempio Turchia, Azerbaijan, Bielorussia etc) e il suo Comitato dei ministri nel 2016 e nel 2017 hanno elaborato delle Raccomandazioni come vedremo. Il Garante italiano ha multato la piattaforma Rousseau, sia per la poca tutela della privacy e del dato personale che per i meccanismi di votazione online. Quindi non siamo in una prateria senza alberi e confini come qualcuno vorrebbe farci credere. Le regole ci sono e sono facilmente applicabili. Basta volerlo.

La nostra inchiesta parte dalle elezioni Inpgi 2020. Per rinnovare gli organi di amministrazione, l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani Giovanni Amendola è ricorso ad elezioni grazie alla piattaforma Eligo dell’azienda IT Technology con sede a Milano. Per gli iscritti era possibile partecipare sia in via telematica che fisicamente al seggio.

La votazione elettronica è stata fissata tra il 10 e il 12 febbraio 2020, mentre quella cartacea il 15 e 16 febbraio 2020. Già la discrepanza temporale di tre giorni tra la fine del voto elettronico a distanza e quella in luogo fisico non collima con le più recenti prescrizioni europee. Ma continuiamo con i dati.

Per il voto telematico gli iscritti potevano votare dalle ore 8 di lunedì 10 febbraio 2002 alle ore 22 di mercoledì 12 febbraio. Dal sito Inpgi.it http://www.inpgi.it/?q=node/1623 si legge:

I colleghi potranno votare utilizzando il proprio codice iscritto, la password personale e un codice PIN, generato in tempo reale al momento dell’accesso e recapitato via SMS sulla propria utenza telefonica mobile, tramite il sito web dell’Istituto (www.inpgi.it). Ogni iscritto potrà votare on line in pochi minuti, utilizzando un PC, uno smartphone, un tablet o ogni altro device collegato a internet, seguendo un semplice e veloce percorso guidato”.

Il voto cartaceo ai seggi è avvenuto il 15 e 16 febbraio dalle 8 alle 20 nelle circoscrizioni di appartenenza e negli uffici regionali di riferimento. http://www.inpgi.it/?q=node/1623

VOTANTI

Dalla tabella finale http://www.inpgi.it/sites/default/files/INPGI%20-%20AFFLUENZA%202020%20ORGANO%20CIRCOSCRIZIONE.pdf risultano espressi per organo 22.945 voti via web e 8.255 voti cartacei al seggio. Da qui si deduce il peso del voto elettronico rispetto al totale dei voti espressi.

Alla chiusura del voto telematico risultano aver “votato via web un totale di 8.685 giornalisti, pari al 16,78% dei 51.751 aventi diritto al voto”. http://www.inpgi.it/?q=node/1652. Il sito non riferisce quante persone hanno votato fisicamente ai seggi.

Nel prospetto del sito Inpgi attivi (non pensionati) risultano raccolti 21.917 voti.

https://www.senzabavaglio.info/wp-content/uploads/2020/10/allegato-6-elezioni-inpgi2020_ATTIVI-da-sito-Inpgi.pdf

PROBLEMI DURANTE IL VOTO ONLINE

Anche se nel sito Inpgi alle pagine sulle elezioni viene riferito che sono state evase 5 mila domande di assistenza http://www.inpgi.it/?q=node/1624:

“Gli Uffici dell’Inpgi, nella sola giornata di oggi, hanno evaso circa 1.600 richieste di assistenza e di rilascio delle credenziali di accesso, per un totale complessivo nei tre giorni di voto elettronico di circa 5.000 richieste”, da diverse fonti abbiamo appreso che le password fornite per il voto online specie quelle durante le votazioni non funzionavano o risultavano sbagliate, quindi alcuni colleghi non sono riusciti a votare.  Pierangelo Maurizio candidato nel Lazio dice che “nella giornata di martedì e soprattutto mercoledì (ultimo voto dell’urna elettronica) in molti casi le password fornite dal sistema non funzionano, una volta immesse non vengono riconosciute e non compare la mascherina “cambia password”, dopo un certo numero di tentativi il sistema si blocca e bisogna attendere che sia di nuovo accessibile, dopo tentativi che possono durare ore diversi colleghi rinunciano a votare (non tutti andranno a votare al seggio “fisico”…).

Maurizio denuncia anche che “nel Lazio si è verificato il caso di un collega a cui è stata fornita la password di un altro giornalista (la password permette l’accesso ai dati ex-sensibili, oggi definiti dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati ‘particolari’). In molti casi si è manifestata la mancanza di “dialogo” tra piattaforma Eligo e il sistema Inpgi. La richiesta di password va inoltrata alla piattaforma di voto tramite mail, ma la password viene comunicata alla mail registrata nel sistema Inpgi che non necessariamente coincide, può essere cambiata o anche non esistere più.

LA TEMPISTICA DELLO SPOGLIO

Ufficialmente le votazioni online chiuse mercoledì sera 12 febbraio non sono state subito analizzate e pubblicate, ma si è atteso che finisse anche la votazione cartacea, quindi lo spoglio è iniziato solo domenica sera.

CHI VINCE IN CARTA PERDE ONLINE

Durante lo spoglio nelle diverse regioni sono subito emerse divergenze macroscopiche tra i risultati del voto cartaceo e quelli dell’online.

Pierangelo Maurizio per il Lazio ha rilevato che: “Noi 7 di Sosinpgi siamo tutti dentro (eletti), loro passerebbero in 5. P. Maurizio, cioè il sottoscritto sul filo del rasoio ma cmq dentro. Con il voto elettronico (in allegato il comunicato Inpgi), il risultato si rovescia 7 eletti loro, 5 noi. Da notare la rimonta dei due di Controcorrente (Polli e Rustichelli) che nel voto cartaceo erano fuori, a svantaggio del sottoscritto e Mantovani (il portavoce di Informazionefuturo, la corrente di Pappagallo)… Altri esempi ancora più eclatanti ci dovrebbero essere in altre circoscrizioni, Lombardia; stesse rimonte pazzesche anche tra i pensionati (collegio nazionale)”.

Pierluigi Franz eletto sindaco Inpgi su Roma: “Controcorrente  a livello nazionale ha vinto con un margine di mille voti in più tra cartaceo e online per quel che riguarda l’Inpgi 2. Com’è possibile? Spacchettando il voto online si vedono blocchi di voti, è chiaro che in alcune regioni come Liguria e Puglia hanno votato in massa la stessa identica lista. Il voto al seggio è molto più libero. Sul cartaceo io vincevo come sindaco Inpgi 1 di 650 voti sul cartaceo e alla fine sono stato votato con 3.400 voti e 3.200 la mia sfidante di Controcorrente, ma lei non si era mai presentata in Inpgi, era poco conosciuta a Roma e non ha mai lavorato per Inpgi, non ha mai scritto niente. Ho impressione che lei alle elezioni al seggio sapesse già il risultato dell’online infatti si è presentata per pochi minuti a fare campagna elettorale. A Roma le elezioni al seggio si sono tenute nella basilica di San Lorenzo in Lucina e nella sede Usigrai la seconda giornata. Nell’ambito della stessa regione si vede un voto a senso unico online e un altro al seggio. Non penso che ci sia un imbroglio sul voto elettronico, il conteggio probabilmente è giusto, penso che invece il conteggio sia formato di prevaricazioni e induzione a votare in un certo modo e con certe liste bloccate. Comunque i voti cartacei nelle circoscrizioni vidimati da un notaio sono stati trasmessi a Roma e contati dal notaio Paolo Fenoaltea di Roma. Mi risulta che sia un atto notarile pubblico. Mi risulta anche che Inpgi abbia mandato password contattando 10 mila mail, ma potrebbero aver sentito al telefono anche altri spingendoli a votare in un certo modo. Comunque mi chiedo come mai non hanno fatto prima voto cartaceo e poi quello elettronico: sarebbe stato più trasparente”.

 

Gigi Ronsisvalle candidato Inpgi eletto nel 2016 per la Sicilia, nelle elezioni 2020 era candidato sindaco, ha perso ed è il primo dei sindaci supplenti: “nella votazione Inpgi del 2012 mi sono accorto che un collega aveva preso più preferenze rispetto al numero dei votanti. Feci un esposto alla Polizia postale. Rintracciarono un IP di Licata (Agrigento). Rintracciarono una signora, moglie di un panettiere, che in un minuto e 20 secondi era riuscita ad entrare con una password e votare nelle diverse sezioni. Le password vengono mandate per lettera e può esserci sempre qualcuno che vede la password e la trasmette a qualcun altro. La panettiera fu interrogata dalla polizia postale e disse che non ne sapeva niente, che c’era un giornalista che andava a comprare da lei, che aveva fatto tutto sua figlia. L’indagine finì lì. Nelle ultime elezioni i primi degli eletti cartaceo non sono risultati eletti nello spoglio complessivo. Anche io ho perso”.

Anche noi di Senza bavaglio sulla Lombardia abbiamo notato apparire voti sul cartaceo e li abbiamo visti volatilizzarsi col voto online. Anche in Lombardia si è replicato il fenomeno curioso.

Senza Bavaglio
(1 – continua)

Ecco la seconda puntata di questa inchiesta:

Votazione Inpgi 2020: quando la dirigenza decide le regole del gioco/2

 

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