Autosospensione!

Perché dimissioni (come sostiene Salvatore Rotondo, ndr)? Le guerre si combattono. Una resa rende più facile il lavoro degli avversari e non cambia nulla delle nostre posizioni. Siamo stati sconfitti e lo restiamo.  Peraltro c’è chi propone un’autosospensione dal sindacato. Per non pagare più quote che finanziano sindacalisti professionisti che pensano di più alla propria seggiola che non agli interessi della categoria e che respingono forme di democrazia come un referendum confermativo, temuto perché sanno di essere perdenti.

E c’è già chi dall’interno del sindacato pretende il 51% non di partecipanti ma di sì o no sulla totalità degli iscritti. Assurdo.

Un’autosospensione forse non è prevista dai regolamenti e dagli statuti ma avrebbe nell’immediato un valore politico simbolico. Sarebbe da subito, prima ancora della riunione dei Cdr a Roma (il 3 aprile), un modo per far sentire la nostra voce.

Paola D’Amico
anche a nome di altri colleghi