“Basta critiche al Direttore”. Al Sole, 17 fedelissimi (e premiati) all’attacco del Cdr

Clima rovente nella redazione del giornale di Confindustria. Il Comitato di redazione disapprova gli interventi prospettati da Tamburini, già sfiduciato tre anni fa, perché ritenuto troppo schierato con l’editore a danno dell’autonomia della redazione. Il giudizio non è cambiato: a parte i beneficiati dalle promozioni.

Speciale per Senza Bavaglio
Laura Verlicchi
11 settembre 2023

Al Sole 24 ore la minoranza rumorosa va all’attacco del comitato di redazione, reo di aver criticato le discutibili scelte organizzative del direttore Fabio Tamburini. Non a caso molti di questi “indignati” (peraltro 17 su 180 redattori) figurano tra i neopromossi annunciati in una lunga lista di nomine, assunzioni e spostamenti, che ha suscitato la reazione del CdR.

Il nostro parere sugli interventi prospettati dal direttore è fortemente negativo – scrive l’organismo sindacale – perché non orientati a un principio di corretta ed equilibrata gestione del lavoro in redazione. A fronte di promozioni ripetute in un breve arco di tempo per alcuni colleghi, vengono totalmente ignorate da anni intere redazioni. Sebbene la direzione rivendichi un ritrovato ordine nel nostro organigramma, segnaliamo poi come restino da anni redazioni senza desk e redazioni senza un responsabile operativo a titolo definitivo: su questi problemi l’ordine di servizio non accenna a intervenire. Quanto all’invio di un corrispondente all’estero, non possiamo che accogliere con favore la decisione. Tuttavia teniamo a ricordare che sedi cruciali per una redazione che provinciale non intende essere restano ancora scoperte: gli Stati Uniti, per esempio, nel segno di una malintesa spending review, sono da anni ormai coperti nei fatti soltanto grazie all’impegno di un redattore articolo 2, con significativo taglio della retribuzione. Tutto ciò accade in un clima già teso, a causa delle recenti decisioni del direttore, sempre più mortificanti per i giornalisti del Sole 24 Ore, come dimostrano le ultime scelte volte a privilegiare l’utilizzo di collaboratori esterni, al posto dei redattori del giornale”. Il riferimento è all’intervista di Maria Latella a Giorgia Meloni.

Sentendosi punti sul vivo, i 17 fedelissimi del direttore si sono affrettati a reagire: “ Siamo stanchi- scrivono – del clima di guerriglia che da tempo e ostinatamente seminate. Continuate a scrivere comunicati che danneggiano ovunque la nostra immagine e professionalità. Vi arrogate il compito di pubbliche pagelle sui nuovi assunti o sui promossi trincerandovi, in modo vergognoso, dietro la funzione sindacale. Basta, non ci rappresentate!”. Molto rumore per nulla, visto che, come ricorda il Cdr, “attualmente al Sole 24 Ore lavorano 180 colleghi. Il 91% dei nostri giornalisti non ha firmato la lettera. E il comitato di redazione è stato eletto con larghissimo consenso”.

Il clima al giornale, comunque, non è dei migliori. E non da oggi: Tamburini è già stato sfiduciato tre anni fa, perché ritenuto troppo schierato con l’editore, ossia Confindustria, a danno dell’autonomia della redazione. Il giudizio non è cambiato: a parte i beneficiati dalle promozioni, sempre gli stessi, la maggior parte dei giornalisti è preoccupata, temendo che una perdita progressiva di autorevolezza e credibilità presso i lettori metta a rischio il futuro dello storico quotidiano.

Laura Verlicchi
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Le iconografie di Senza Bavaglio sono di Valerio Boni

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