Già pronte le liste liste per le votazioni FNSI in Campania: Falco ko, Lucarelli boccheggia

da www.iustitia.it
Napoli, 26 settembre 2018

Grande sorpresa a Cappella Vecchia alla presentazione delle liste per il congresso della Federazione della stampa fissato dal 5 al 7 febbraio 2019 a Levico Terme: per la prima volta le molte centinaia di pubblicisti campani capitanati da Domenico Falco non avranno delegati.

Ma procediamo con ordine. Alle 12 del 22 settembre è scaduto il termine per le candidature dei giornalisti in corsa per le undici caselle dei delegati professionali e le quattro dei collaboratori. Sei le liste presentate (quattro, due di professionali e due di collaboratori che fanno riferimento al gruppo che governa il Sugc, il sindacato unitario dei giornalisti campani, guidato dal segretario Claudio Silvestri e dal presidente Armando Borriello, e due liste organizzate dai vertici dell’Ordine regionale, il presidente Ottavio Lucarelli e il vice Domenico Falco) ma soltanto cinque sono state ammesse dalla commissione elettorale presieduta da Pier Paolo Petino.

Non ha superato l’esame la lista dei pubblicisti ‘avversa’ al sindacato che era formata da Roberta Albano, Donatella Ferrigno, Mario Passaretti e Massimo Sparnelli perché gli ultimi due non erano in regola con le quote e, venuta meno la componente maschile, non c’erano più rappresentanti dei due sessi come richiesto dalle norme che regolano le elezioni. Va però precisato che contro le decisioni della commissione sono già stati presentati ricorsi e la situazione potrebbe cambiare.

Domenico Falco e Ottavio Lucarelli

Se per Falco è andata male, Lucarelli non se l’è cavata meglio. Dal 2007 dominus incontrastato dell’Ordine regionale, ha deciso, per motivi poco chiari, di aprire un fronte di guerra con il sindacato e lanciarsi nell’allestimento improvvisato di una squadra di professionisti. Il primo dato negativo è che non è riuscito a presentare undici candidature ma si è fermato a dieci. Eppure si è speso con una ricerca a tappeto in cui ha incassato una lunga serie di no, anche in territori ‘amici’ come l’Ordine regionale (hanno rifiutato il segretario Titti Improta e il tesoriere Paolo Mainiero) e la redazione di Repubblica (Edoardo Scotti). Ed è uno smacco per chi nel voto per l’Ordine ha sempre ottenuto il primo posto, l’elezione al primo turno, raccogliendo ogni volta centinaia di preferenze (509 nel 2017, 465 nel 2013).

Il secondo dato riguarda le firme per la presentazione delle candidature. Per i professionali ne occorrevano 55, ne sono state presentate 81 ma soltanto 55 hanno superato l’esame della commissione; con una firma valida in meno saltava la lista.
Infine delle candidature presentate due sono state bocciate (Massimo Calenda e Adriana Costanzo) perché non in regola con il pagamento delle quote. Nelle urne aperte dal 12 al 14 ottobre a vico Cappella Vecchia si contenderanno il posto di delegato per i professionali i candidati delle liste che si richiamano al sindacato (Claudio Silvestri, Gerardo Ausiello, Armando Borriello, Fabrizio Cappella, Maria Cava, Renato Valerio Cavallo, Francesca Ghidini, Cristina Liguori, Gianni Rinaldi, Luigi Roano, Imma Laura Viggiano e nell’altro team Massimo Ieppariello e Donatella Alonzi) e i giornalisti schierati dal presidente dell’Ordine (Alfonso Pirozzi, Marisa La Penna, Ottavio Lucarelli, Gianni Colucci,Carla Errico, Vanni Fondi, Barbara Mustilli e Gianni Russo).

Fuorigioco i collaboratori di Lucarelli e Falco, si contendono i quattro biglietti per Levico Terme i pubblicisti vicini al sindacato: la prima squadra è formata da Giampaolo Necco, Luciana Esposito, Massimo Mastrolonardo e Alberto Cuomo; la seconda da Stefano Andreone, Martina De Biase, Gianfranco Stabile e Andrea Ruberto.

Iustitia

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