Ex Fissa: la mini rata del 2025 slitta a febbraio 2026

Speciale Per Senza Bavaglio
Barbara Pavarotti
Roma, 31 dicembre 2025

Ormai ve ne sarete accorti. Niente mini rata dell’ex fissa nel 2025. I 3000 euro lordi arriveranno – pensate un po’ – entro la fine di febbraio 2026. Con un ritardo di quasi tre mesi, rispetto agli anni precedenti.

Ma che sta succedendo? Fnsi informa che è uno slittamento “eccezionale e solo per quest’anno”, conseguenza del cambiamento dell’aliquota di finanziamento del Fondo che – in base all’accordo siglato nel 2014– sarà aggiornata dal primo gennaio 2026. In parole povere, in questo accordo c’è una regola che prevede, dal 2026 appunto, un’aliquota meno pesante nel calcolo della trattenuta Irpef su questi 3000 euro. Quindi avremo una mini rata netta con qualche spicciolo in più.

Insomma, quasi tre mesi di slittamento (di solito la rata veniva pagata fra novembre e dicembre) in cambio di un pugno di lenticchie in più a nostro favore. Una roba che rasenta il ridicolo, perché questa, probabilmente, è solo la motivazione ufficiale.

L’altra, quella vera, è che trovare i soldi per pagare chi ne ha diritto è sempre più difficile.

Intanto, con questo spostamento, la Fieg ottiene la possibilità di trasferire la somma nel bilancio 2026, mentre la Fnsi ha dato alle aziende editoriali la scadenza del 16 gennaio 2026 per versare i soldi pregressi in un apposito conto corrente dell’Inpgi.

Insomma, con questa dilazione, si spera di accumulare “il tesoretto” da distribuire ai creditori già fin troppo mazziati.

Quanti sono questi creditori? Non si sa. Un paio di anni fa erano 2400, ora, con i nuovi pensionamenti, saranno ovviamente aumentati. A casa Fnsi rispondono con un’unica frase buona per ogni domanda: “Ci spiace, ma al momento non disponiamo di dati aggiornati”. E se non li hanno loro, chi li deve avere, santo cielo?

L’Inpgi si limita a fare da ufficiale pagatore. Il Fondo ex fissa, dopo il passaggio a Inps, non esiste più. La famosa Commissione paritetica Fieg-Fnsi è un fantasma. L’Unione nazionale giornalisti pensionati – quella che maggiormente dovrebbe tutelare i creditori in pensione – tutto fa meno che occuparsi di questo diritto negato.

I colleghi vorrebbero almeno sapere a quanto ammonta il loro credito. Impossibile, nessuno glielo dirà mai. Non dispongono di dati aggiornati….

Insomma, caos totale e silenziatore su tutto. Alla casella postale del “Comitato diritto ex fissa”, ormai impotente dopo averle tentate tutte, continuano ad arrivare mail indignate:

“Non so a chi rivolgermi. Fnsi e la mia associazione di stampa regionale non si sono degnate di rispondere nemmeno una volta a ripetute e-mail. Ho disdetto l’iscrizione”.

“Continuo a essere indignata per il silenzio di chi ci dovrebbe tutelare. Noi siamo a piatire per un diritto che ci viene ogni volta messo in discussione. E che, di fatto, ci viene negato se non attraverso un piccolo obolo. E’ in dubbio anche questo?”.

“Non so più a quante rate dell’ex fissa avrei diritto. Credevo di vedere un bonifico, come l’anno scorso, il 21 novembre 2024. Non ho visto nulla, ahimè. Potete dirmi qualcosa voi? O dirmi a chi chiedere per avere lumi?”.

Chiedere “lumi”? A nessuno, ovviamente. Col brillante risultato che tanti pensionati creditori, disillusi e arrabbiati, fuggono dal sindacato e non ne vogliono più sapere.

Barbara Pavarotti
barbara.pavarotti@yahoo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le iconografie pubblicate sul sito di Senza Bavaglio sono di Valerio Boni

Vuoi contattare Senza Bavaglio? Manda un messaggio WhatsApp con il tuo nome e la tua regione (o Paese) di residenza al numero +39 345 211 73 43 e ti richiameremo.
Senza Bavaglio viene diffuso in tempo reale sulla piattaforma Telegram al canale
https://t.me/senzabavaglio
e sulla piattaforma WhatsApp:
https://whatsapp.com/channel/0029Vag6h6r9mrGbzOXhJs3Q
ai quali ci si può abbonare gratuitamente

Condividi questo articolo

more recommended stories