La PRS accusa un direttore licenziato: “Colpa sua se OK Salute andava male”

Un attacco diretto e personale come non si è mai visto nel mondo dell’editoria italiana contro il direttore di un giornale, OK Salute, da parte dell’editore PRS, la storica concessionaria pubblicitaria controllata da Alfredo Bernardini de Pace che ha ampliato la propria attività anche all’editoria, soprattutto da quando un paio d’anni fa ha rilevato da Rcs Mediagroup alcune testate periodiche (non solo OK Salute, ma anche Novella2000, Visto, Astra, e una serie di periodici di enigmistica), ottenendo dal gruppo di via Rizzoli una dote di 5 milioni. Da quanto emerge dal bilancio 2014 della stessa Prs, per risanare i conti è stato essenziale il licenziamento del direttore di OK Salute.

Cosa è successo nello specifico? Come riportato con ampia documentazione dal quotidiano Italia Oggi nell’edizione di giovedì 24 settembre, nel documento contabile emerge un attacco diretto a un professionista di comprovata esperienza, il direttore del mensile Ok Salute, la collega Eliana Liotta.

Il gruppo Prs ha chiuso lo scorso esercizio con un giro d’affari di 40,7 milioni (in crescita del 28%) e con una perdita di 1,7 milioni, un dato in linea con il rosso del 2013, 1,8 milioni. A impattare in maniera significativa sui conti della società sono stati i numeri e la gestione delle ex testate Rcs: come riferito da Italia Oggi, infatti, i periodici acquisiti hanno prodotto perdite per 2,15 milioni. Un buco comunque previsto al punto che è stato coperto proprio con la dote, 5 milioni, riconosciuta da Rcs al momento della vendita dei periodici a Prs.

E qui viene il bello, se così si può dire. Perché Bernardini de Pace entra a gamba tesa contro una professionalità, quella di Eliana Liotta, poi uscita nel marzo 2014 dopo una trattativa e un accordo economico con la casa editrice. Nel bilancio dello scorso anno si legge esplicitamente che durante l’ultimo esercizio il mensile «Ok Salute ha risentito positivamente del licenziamento del direttore, ex Rizzoli».

Da questa frase si evince che dunque i numeri negativi di un periodico solo legati essenzialmente alle vicissitudini del suo direttore. E che la collega, una volta messa alla porta, ha impattato sui conti e sulla gestione.

Una frase e una valutazione choc che Senza Bavaglio stigmatizza e non può assolutamente condividere perché non si può riassumere tutto in un conflitto azienda-giornalista. Tanto più in un documento pubblico, accessibile a tutti, dietro pagamento di una cifra irrisoria di pochi euro, in Camera di Commercio.

Senza Bavaglio chiede formalmente alla Federazione Nazionale della Stampa e all’Associazione Lombarda dei Giornalisti di prendere una posizione chiara e ferma a tutela di una giornalista dalla comprovata professionalità ed esperienza che non merita certo questo dileggio e questo trattamento e che nulla c’entra con la gestione complessiva di un’azienda, la Prs, che perde soldi per ben altre ragioni e che ha ottenuto una dote, 5 milioni, solo per togliere una rogna alla ben più grande strategica Rcs.

Senza Bavaglio
www.senzabavaglio.info

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