Mondadori, l’editrice dei Berlusconi in sciopero sulla trattativa per vendere 2 riviste al croato dalle spalle deboli

I giornalisti: “Operazione di dismissione mascherata
per liberarsi dei lavoratori senza metterci la faccia”.
Nel mirino il compratore di Tu Style e Confidenze Andelko Aleksic,
nella morsa dei debiti con fornitori e fisco

Da www.IlFattoQuotidiano.it
Fiorina Capozzi
Milano, 19 meggio 2018

La Mondadori fa affari con un piccolo editore croato

Aleksic, nella morsa dei debiti con fornitori e fisco. E prepara una sorta di “operazione di dismissione mascherata per liberarsi dei lavoratori – dei settimanali Tu Style e Confidenze -, senza metterci la faccia” come spiega una nota dei giornalisti della casa editrice della famiglia Berlusconi. Per giunta, tutto questo accade dopo tre anni di stati di crisi. Segrate è infatti alle battute finali per la vendita delle due riviste alla European Network, controllata da Aleksic (80%) e dalla Advertising business unit srl presieduta da Gianluca Teodoro.

Mio, un rotocalco che era pubblicato dalla European Network

Ma i giornalisti della Mondadori hanno “fondati sospetti” sull’acquirente che “ per dimensione ed esperienza non riteniamo assolutamente affidabile”, come prosegue la nota che annuncia due giorni e mezzo di scioperi.

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Il dubbio è legittimo visto che la European Network non è esattamente quello che si direbbe una casa editrice dalle spalle forti. Già proprietaria dal 2004 dei settimanali gossip Eva3000 e Vip, nel 2016 l’azienda di Aleksic era in leggero utile (poco più di settemila euro), ma  piena di debiti (3,14 milioni). Secondo l’ultimo bilancio disponibile, la società deve ai fornitori 1,7 milioni e circa 444mila euro all’Erario. Il fatturato da vendite ammontava a 4,7 milioni, ma tutto il lavoro era svolto con un costo del personale di appena 39mila euro. Oneri sociali inclusi. Un segno evidente che buona parte delle attività erano affidate all’esterno. Inoltre il capitale sociale era di soli 10mila euro, il patrimonio netto di 70mila euro e la cassa a fine 2016 poteva contare su 65mila euro. L’asset principale dell’azienda era costituito da immobilizzazioni immateriali (995mila euro) sostanzialmente i marchi delle testate acquisite il cui valore è peraltro in peggioramento rispetto al 2015 (poco più di 1 milione).

I numeri dell’azienda di Aleksic, rampante editore classe 1980, non confortano insomma i giornalisti della Mondadori, azienda che ha archiviato il primo trimestre 2018 in perdita (13,6 milioni) e con ricavi in calo (-6%) su una posizione finanziaria netta negativa da 221 milioni. La maggiore preoccupazione è che la cessione diTuStyle e Confidenze sia solo un tassello di un più ampio piano di smantellamento della divisione periodici da cui potrebbero ben presto uscire le riviste Il mio PapaStar bene e persino Panorama, il cui ex direttore Giorgio Mulè ha recentemente lasciato a sorpresa per una inedita passione politica. Del resto, in occasione della trimestrale a fine marzo, Mondadori ha spiegato in una nota che le trattative con Aleksic si inseriscono “nell’ambito della strategia più volte annunciata di focalizzazione del portafoglio prodotti sui brand core a maggiore redditività e potenzialità di sviluppo multicanale”. E fra questi ci sarebbero essenzialmente il polo cucine con la neoacquisita Giallo Zafferano accanto a Donna ModernaGrazia e Tv Sorrisi e Canzoni.

Ernesto Mauri

Ma per il sindacato dei giornalisti, Fnsi e Alg, la strategia di Mondadori è “inaccettabile”. Tanto più che l’annunciata cessione delle due riviste “giunge al termine di tre stati di crisi ai quali non ha fatto seguito l’annunciato rilancio delle testate sul mercato. Non è possibile credere che i sacrifici sopportati dai colleghi in questi anni (…) si rivelino oggi inutili. Soprattutto quando il gruppo ha dichiarato per il 2017 utili e ha distribuito bonus ai managermaturati in presenza anche di ammortizzatori sociali e, quindi, di risorse della categoria”. I giornalisti della Mondadori hanno infatti ricordato che la cessione dei due giornali arriva alla vigilia della chiusura del terzo stato di crisi e nonostante un utile 2017 della divisione Periodici da 15 milioni che ha fatto scattare per l’ad Ernesto Mauri un bonus da 3 milioni.

Fiorina Capozzi

 

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