ANCI-uffici stampa: FNSI rinnega se stessa e s’inchina al contratto degli enti locali

Senza Bavaglio
Roma, 14 luglio 2014

La Federazione nazionale della stampa italiana ha annunciato con toni trionfalistici la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con l’ANCI (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), contenente “un sistema condiviso di criteri – si legge nel documento –  cui le amministrazioni comunali possano ispirarsi per uniformare le procedure di assegnazione degli incarichi presso i propri uffici stampa”. Nei ben dieci articoli del protocollo d’intesa, le parti auspicano la costituzione di uffici stampa nei Comuni nel rispetto di quanto previsto dalla legge 150/2000 e l’estensione ai giornalisti che si occupano di informazione negli enti locali delle tutele previdenziali e sanitarie della categoria.  Trattasi di un  documento che ha tutt’al più una valenza informativa nei confronti degli ottomila comuni italiani, messi tra l’altro a conoscenza dell’esistenza del Fondo di previdenza complementare dei giornalisti e della CASAGIT, ma che non impone alcun obbligo alle parti.

Restiamo sorpresi (e amareggiati) nel constatare che nel protocollo ANCI-FNSI il sindacato dei giornalisti dimentica il suo compito principale, cioè la contrattazione per l’applicazione del contratto giornalistico, e riconosce di fatto la primazia del contratto degli enti locali.

Infatti, anziché ribadire che ai giornalisti va applicato il contratto di lavoro giornalistico, la FNSI sottoscrive un documento in cui si legge che “i Comuni possono valutare, in linea di principio e tendenziale, l’eventuale regime del contratto giornalistico, fermo restando che le parti riconoscono che allo stato attuale il rapporto di lavoro dei giornalisti assunti in dotazione organica è regolato dal Contratto collettivo del comparto Regioni Autonomie locali/Funzioni locali”.

Al di là di altri aspetti sui quali non intendiamo soffermarci, e pur consapevoli del valore più che altro simbolico di siffatti documenti, riteniamo grave che la FNSI non colga l’occasione per ribadire che la via maestra è l’applicazione del contratto giornalistico: la sottoscrizione di tale protocollo rappresenta un passo indietro del sindacato dei giornalisti nell’attesa infinita dell’apertura del tavolo di contrattazione con l’ARAN, previsto dalla legge 150/2000.

Riteniamo inoltre che tale atto tradisca i colleghi che si battono nelle aule di tribunale, per l’affermazione del sacrosanto principio che ai giornalisti, anche nella pubblica amministrazione, deve essere applicato il contratto di lavoro giornalistico.

Senza Bavaglio
@sbavaglio

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