Barbara Pavarotti
Roma, 25 aprile 2026
A casa Ungp e Fnsi sono proprio arrabbiati. Pensavano di fare cosa lodevole svelando finalmente SOLO AGLI ISCRITTI AL SINDACATO il segreto dei segreti: ovvero quanto spetta ancora ai creditori dell’ex fissa.
Apriti cielo. Accuse di discriminazione fra creditori, di ricatto: o ti iscrivi o non ti dico nulla. Di scorrettezza perché l’ex fissa fu istituita, decenni fa, per tutti, non solo per gli aderenti al sindacato. E ora perché i giornalisti pensionati non sindacalizzati devono pagare questa sorta di penale, l’iscrizione al sindacato, per conoscere quanto spetta loro di diritto? E anche, corna facendo, per poter documentare tale credito agli eredi.

Poverini, questi dell’Unione nazionale giornalisti pensionati (Ungp). Sull’ex fissa non ne combinano una giusta. In genere se ne disinteressano, anche se è la cosa che più sta a cuore ai pensionati che dovrebbero rappresentare. Quando, raramente, se ne occupano, è un pasticcio. Pensavano di fare una grande azione di trasparenza invece è stato un boomerang.
E ora parlano di “iniziative di disturbo” perché alla segreteria della Fnsi sono giunte lamentele, proteste e anche – udite udite – richieste di conoscere il proprio credito anche da non iscritti al sindacato. Ma come si sono permessi? Non pagano la quota associativa, quindi, scrive Ungp, “non contribuiscono al funzionamento del sistema sindacale della categoria” e vogliono pure sapere quanto viene loro negato da una quindicina d’anni?
Mica i soldi, eh. Quelli rimangono un miraggio. Solo sapere a quanto ammonta attualmente il loro accantonamento individuale. Che, come ben si sa, è sfumato. Volatilizzato nel calderone dei precedenti pagamenti perché i soldi, senza alcuna regola scritta in proposito, sono stati usati a ripartizione.
Poi, attenzione: non è che vi viene mandato un pezzo di carta con su scritto il vostro credito. Questa sarebbe una traccia pericolosissima. Voi mandate una mail alla segreteria Fnsi con i vostri dati e venite richiamati: il segreto viene comunicato rigorosamente a voce.
E poi, naturalmente, ci sono gli errori. A un collega iscritto al sindacato dal 1984 e pure eletto in una Commissione regionale, la Fnsi ha risposto che non risulta iscritto!!! Mah.
Nel comunicato sul suo sito l’Ungp difende a spada tratta, com’è suo dovere, la Fnsi. Non ha alcun obbligo, non va confusa col Fondo ex fissa. E chi la confonde? La Fnsi è “solo” la madre dell’ex fissa insieme alla Fieg e ad altri soggetti ormai spariti, come Inpgi. Insomma, l’ex fissa l’hanno istituita costoro fin dal lontano 1985, ma, stranamente, il Fondo ex fissa è orfano di qualsiasi potestà genitoriale, non ha un responsabile con nome e cognome.
E’ proprio questo paradosso, volutamente mai chiarito, che ha creato l’assurdità di creditori – qualcosa al momento come oltre 2500 giornalisti pensionati – senza un debitore.
Poi Ungp scrive che il Fondo ex fissa è “privo di natura previdenziale”. Ok, ma in tutti gli atti e gli accordi relativi all’ex fissa c’è scritto che è “un trattamento previdenziale integrativo di fine rapporto”. D’accordo, previdenza di natura contrattuale, ma sempre in ambito previdenziale si naviga. Altrimenti, se non fosse previdenza, l’ex fissa potrebbe essere erogata anche dal sindacato, no? Invece le mini rate annuali arrivano dal nuovo Inpgi, che è un ente previdenziale (ma non le paga lui, attenzione, è il “distributore” dei soldi versati dagli editori su un apposito conto corrente).
Ungp scrive infine che il Fondo non ha personalità giuridica. E qui entriamo nel top del delirio. Ungp e Fnsi dimenticano che il Fondo Ex Fissa è stato espressamente identificato dal Parlamento (art. 59, comma 28, legge 27 dicembre 1997 n. 449) come “Fondo integrativo di previdenza per i giornalisti professionisti”, gestito dall’INPGI. E ci risiamo con la definizione di “previdenza” negata dall’Ungp. Lo ha scritto il Parlamento, santo cielo, mica Facebook.
Pertanto, il Fondo ex fissa è un Fondo riconosciuto dalla legge a tutti gli effetti e anche dalla Cassazione. La sesta sezione civile con ordinanza n. 6131 del 9 marzo 2017 ne ha confermato la natura previdenziale (e non di retribuzione differita). E’ anche citato in ben 15 relazioni della Corte dei Conti – Sezione Controllo Enti relative ai bilanci INPGI 1 dal 1996 al 2019 – in cui è definito “fondo integrativo di previdenza dei giornalisti italiani” o “fondo di previdenza integrativa dei giornalisti” .
Ungp, per piacere, informati: il Fondo ex fissa NON E’ PRIVO DI NATURA PREVIDENZIALE.
E’ palese che avrebbe dovuto avere un responsabile, una sede, un patrimonio. Macché, tutto all’insegna della regola “facciamo come ci pare”. E avrebbe dovuto avere dei bilanci. Bilanci approvati, fino al 2007, dal Cda di Inpgi 1, che, prima della scomparsa, era il custode del Fondo ex fissa. Dopo il 2007 non si sa da chi siano stati approvati. Poi, nel 2014 i bilanci sono stati segretati e allora ciao.
Insomma, tutto è stato e rimane avvolto nelle nebbie. Come il fatto che, oltre ai giornalisti, risulta creditore anche il fisco italiano, che deve incassare l’IRPEF per varie decine di milioni di euro sulle somme che dovrebbero essere erogate ai creditori. E la Corte dei Conti Sezione Controllo Enti, che si è ripetutamente occupata del Fondo EX FISSA nelle relazioni ai bilanci dell’INPGI 1, magari avrebbe qualcosa da ridire se l’Erario non potesse mai recuperare questo suo ingentissimo credito.
Va anche tenuto conto che lo Stato negli ultimi 20 anni ha erogato a fondo perduto alle aziende editoriali svariate centinaia di milioni euro senza, però, che queste abbiano mai provveduto a sanare il disavanzo del Fondo ex fissa.
Dai, Ungp, non ti arrabbiare. Piuttosto cerca di sbrogliare la matassa, se vuoi davvero essere utile ai giornalisti pensionati che rappresenti. La comunicazione del credito al telefono riservata agli iscritti è solo fumo negli occhi. Ora che sai quanto ancora devi ricevere, che fai? Nulla. Come nulla farà l’Ungp. Anzi, forse la cosa brucia ancora di più perché sai che questi soldi non li vedrai proprio mai.
Barbara Pavarotti
barbara.pavarotti@yahoo.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le iconografie pubblicate sul sito di Senza Bavaglio sono di Valerio Boni
Vuoi contattare Senza Bavaglio? Manda un messaggio WhatsApp con il tuo nome e la tua regione (o Paese) di residenza al numero +39 345 211 73 43 e ti richiameremo.
Senza Bavaglio viene diffuso in tempo reale sulla piattaforma Telegram al canale
https://t.me/senzabavaglio
e sulla piattaforma WhatsApp:
https://whatsapp.com/channel/0029Vag6h6r9mrGbzOXhJs3Q
ai quali ci si può abbonare gratuitamente
Ultima beffa ai creditori Ex Fissa: “Ti riveliamo il tuo credito solo se sei iscritto alla FNSI”









Leave a Comment