La Zanzara, pessimo programma di pseudo informazione, inchiodato dal Covid

Wolfgang Achtner
Roma, 28 dicembre 2021
Per anni, Giuseppe Cruciani e Davide Parenzo hanno raschiato il fondo del barile, trasformando deliberatamente La Zanzara su Radio24 nel peggiore e più diseducativo programma radio di pseudo-informazione all’italiana. Va sottolineato che Il valore informativo di questo programma osceno, che spaccia ogni sorta di disinformazione e propaganda, e ospita cialtroni di ogni genere pur di fare audience, è meno di zero.
Cruciani e Parenzo agiscono come quelli che consapevolmente diffondono nell’ambiente pericolosi rifiuti tossici: se ne fregano d‘informare e molto furbescamente puntano esclusivamente sull’audience, ospitando regolarmente nel loro programma la peggiore feccia che si può trovare in Italia.
Un esempio su tutti, il No Vax “Mauro da Mantova”, un personaggio con apparenti disturbi mentali, utilizzato come un giullare dai due malefici conduttori de La Zanzara, che lo hanno usato e abusato – spacciando per buona la peggiore disinformazione – e, come minimo, confondendo gli ascoltatori del programma di cui quel povero scemo era assiduo commentatore e quindi trattato come un personaggio comunque degno di nota.
Dato che nel caso specifico si parlava di Covid-19, dando piu volte spazio a questo personaggio che non aveva nessuna credibilità in materia di vaccini, e pensando di poter fare i furbi e di riuscire a maneggiare l’immondizia senza sporcarsi le mani, proprio mentre pensavano di manipolare impunemente questo personaggio ridicolo, Cruciani e Parenzo sono diventati suoi complici anche se non possono essere considerati responsabili della sua morte.
Lunedì 27 dicembre, Maurizio Buratti, il 61enne No Vax di Mantova, noto per le sue partecipazioni alla trasmissione radiofonica La Zanzara, è morto all’ospedale di Borgo Trento di Verona, dove era ricoverato da qualche settimana. Il carrozziere mantovano è morto dopo essere stato contagiato dal Covid di cui aveva sempre negato l’esistenza, vantandosi anche di essere entrato in un supermercato di Mantova quando già era preda della malattia.
Buratti era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale veronese in gravi condizioni, ma non aveva mai fatto marcia indietro sulle sue convinzioni. Il giorno dopo, sul suo profilo Instagram, Giuseppe Cruciani ha pubblicato questo post: “Mauro non c’è più. Ho sperato, abbiamo sperato, che la sua pellaccia ancora una volta potesse vincere su tutto. Niente. Era una testa dura, e quella maledetta settimana è stata forse fatale. Aveva deciso di campare in un certo modo, nessuno lo avrebbe fermato e la nostra grande comunità gli voleva bene nonostante le sue storture, le sue teorie, i suoi umori. Conservo nel cuore tutti i tuoi messaggi di insulti, le contumelie e le lunghe conversazioni al telefono quando eri più calmo. Eri Belvaman, volevi essere Re, l’interventista radiofonico per eccellenza, eri felice quando qualcuno ti riconosceva per strada e ti chiedeva un selfie. Eri, sei, Mauro da Mantova. Ti abbiamo preso in giro, ci hai insultato, ce ne siamo dette di tutti i colori fino alle soglie di un tribunale, ma ci siamo divertiti come mai nella vita. E oggi ho ricevuto un colpo al cuore. Prevale il vuoto, nell’anima, e penso a quello schermo in radio dove non ci sarà più scritto: Mauro da Mantova, vuole intervenire. Ciao Maurone, ovunque tu sia.”
A proposito di questa vicenda oscena, il mio collega Nicola Borzi ha scritto quanto segue su FB: “Dopo la morte di Mauro #Buratti, credo che tutti coloro che lavorano per la #Zanzara di #Radio24 (Gruppo #IlSole24Ore, proprietaria #Confindustria) dovrebbero porsi qualche domanda sui personaggi che hanno contribuito a creare.
C’è gente che pur di diventare ‘l’interventista radiofonico per eccellenza’ è disposta a dire e a fare di tutto. Dall’inscenare un personaggio a diventarlo, assumendone tutte le stigmate, il passo è purtroppo molto breve.
Qualche mente meno forte è più incline di altre a trasferire nella vita reale il ruolo che si è scelta per poter fare comparsate gratuite di due minuti in una trasmissione radiofonica. La gratificazione di poter diventare qualcuno, anche solo perché si inveisce per radio, è troppo forte per qualcuno. Il dramma è che questi personaggi trovano corda nei conduttori che alimentano le loro corbellerie perché, loro sì, grazie a questo Circo Barnum ricevono un lauto stipendio, a sua volta pagato da chi grazie a quel Circo Barnum ottiene ascolti e introiti pubblicitari.
Giuseppe Cruciani, David Parenzo, quelli che lavorano per la Zanzara e quelli che sulla Zanzara fanno business non possono di certo essere considerati corresponsabili delle scelte che hanno portato Buratti alla sua morte, ma sono corresponsabili delle scelte che hanno trasformato la Zanzara in un Circo Barnum, quel circo del quale Buratti ha voluto essere ‘l’interventista per eccellenza’”.
Wolfgang Achtner

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