Senza Bavaglio
10 giugno 2026
Le criticità del sistema sanitario calabrese sono al centro del volume Calabria, Sanità Perduta – Ritratto di una regione in agonia dove la salute si disperde tra le attese, firmato da Francesca Canino e Rodolfo Gualtieri. L’opera propone un’inchiesta documentata sulle fragilità della sanità regionale che incidono negativamente sul diritto alla salute dei cittadini.
Il volume sarà presentato giovedì 11 giugno 2026, alle ore 17.30, presso il Museo del Presente di Rende. L’iniziativa vedrà la partecipazione di Agata Mollica, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Cosenza, di Eugenio Corcioni, già presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza, e di Federico Jorio, esperto di diritto sanitario. Al termine degli interventi seguirà un dibattito aperto al pubblico.

L’incontro si configura come un’importante occasione di riflessione e confronto pubblico su una delle questioni più delicate e strategiche per il futuro della Calabria: la condizione del Sistema sanitario regionale. Attraverso un’indagine rigorosa e documentata, arricchita da dati, testimonianze dirette e approfondite analisi sul campo, il volume restituisce il quadro di una sanità segnata da persistenti criticità, tra tempi di attesa sempre più lunghi, carenza di personale e un crescente ricorso dei cittadini alle cure fuori regione.
Ripercorrendo l’evoluzione del sistema, dall’istituzione del Servizio sanitario nazionale alla successiva gestione regionale, emerge come la Calabria non sia ancora riuscita a garantire livelli di assistenza omogenei, efficaci e tempestivi, alimentando disuguaglianze che incidono profondamente sul diritto alla salute e sulla qualità della vita delle comunità locali.
Le Aziende sanitarie provinciali, istituite per garantire una sanità più vicina ai cittadini, si rivelano spesso strutture inefficienti, talvolta segnate da gravi distorsioni amministrative, come attestano bilanci irregolari, appalti sovradimensionati, forniture inutilizzate e infiltrazioni della criminalità organizzata. Dal Pollino allo Stretto, la sanità territoriale continua a mostrare profonde disparità e vaste aree prive di adeguata copertura assistenziale.
La carenza di medici costituisce una delle emergenze più allarmanti: concorsi senza candidati, turni gravosi, avvisi disattesi e una cronica insufficienza di medici e guardie mediche alimentano una crescente rinuncia alle cure. Nel frattempo, le prestazioni essenziali diventano sempre meno accessibili, la migrazione sanitaria aumenta e il settore privato amplia il proprio spazio sfruttando le debolezze del sistema pubblico. Anche gli accordi interregionali rischiano di limitare ulteriormente l’accesso alle cure per i cittadini calabresi, mentre l’Autonomia differenziata e il mancato rispetto dei Livelli essenziali di assistenza contribuiscono ad accentuare le disuguaglianze, mettendo in discussione l’effettività del diritto alla salute.
In questo contesto, gli ospedali calabresi si trovano ad affrontare sfide sempre più complesse. In ogni provincia, i presìdi sanitari operano tra strutture incompiute, contrapposizioni politiche, vicende giudiziarie e criticità gestionali. Sullo sfondo permane il piano di rientro dal debito sanitario, la cui reale consistenza continua a rimanere incerta dopo circa diciassette anni.
Calabria, Sanità Perduta offre un ritratto rigoroso e necessario di questa realtà, portando alla luce responsabilità, sprechi e inefficienze e richiama alla consapevolezza e all’azione, nella convinzione che solo attraverso scelte lungimiranti e un impegno concreto sia possibile restituire ai cittadini la piena tutela del loro fondamentale diritto alla salute.
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