Ci ha lasciato Pino Scaccia, seguì per la Rai guerre, rapine e fatti di mafia

Speciale per Senza Bavaglio
Marco Chinicò
28 ottobre 2020

Il giornalismo di inchiesta, ma non solo, piange una dolorosa scomparsa. All’età di 74 anni, è morto a Roma l’inviato della RAI Pino Scaccia. Giuseppe Schiaccianoce era il suo vero nome, classe 1946, giornalista professionista dal 1974. Negli ultimi 40 anni, ha raccontato diversi fatti che hanno scritto pagine e pagine di storia della cronaca nostrana e internazionale. Reporter nei teatri operativi di guerra, ha raccontato anche fatti sanguinosi della cronaca italiana, alcuni di essi legati alla criminalità organizzata. Si è occupato anche di fatti e lotta alla mafia, intervistando celebri personaggi come il compianto giudice, Giovanni Falcone. Fu il primo corrispondente a entrare a Cernobyl, dopo il terribile disastro nucleare del lontano 1986. Nel 1991, è uno dei tanti inviati della TV di Stato ad essere in prima linea per raccontare la prima Guerra del Golfo. Sono suoi, anche, i racconti della fine dell’Unione Sovietica e, conseguente, nascita del CSI, Comunità degli Stati Indipendenti, e del lungo e sanguinoso conflitto nella ex Jugoslavia. Sei anni dopo, nel 1997, è il primo a scoprire in Bolivia la fossa dove erano sepolti i resti di Che Guevara. Altro celebre servizio che porta la sua firma, riguarda le immagini dell’Area 51 del deserto del Nevada.

Pino Scaccia

Nel periodo 1997-1998, torna prepotentemente in azione l’anonima sequestri: dopo Cesare Casella, Farouk Kassam, e Silvia Melis, la grande organizzazione criminale prende in ostaggio due grossi imprenditori: Alessandra Sgarella Vavassori, e Giuseppe Soffiantini. Sul sequestro Soffiantini, Scaccia parla molto in TV e segue le principali tappe della vicenda; dal rapimento, al terribile conflitto a fuoco in cui restò ucciso l’agente dei NOCS, Samuele Donatoni, fino al giorno della liberazione dell’imprenditore bresciano. Un sequestro che sarà raccontato, anche, sulle pagine di un suo libro: “Sequestro di persona”.

Sono, in totale, 15 libri i scritti e firmati dal popolare reporter della Rai. Prima di andare in pensione, sempre da inviato racconta le guerre in Afghanistan e Iraq. Durante una delle sue spedizioni, nella terra dell’ex Rais Saddam Hussein, Scaccia conobbe Enzo Baldoni, reporter rapito e ucciso nel 2004, finito nella terribile morsa del dimenticatoio, dell’oblio più totale.

Andato in pensione dal servizio pubblico, si è dedicato alla sua attività di blogger e scrittore. E’ stato uno dei fondatori dell’associazione Articolo 21 e fino a due anni fa, seppur non in modo frequente, come ricordato dalla scrittrice Cornelia Toelgyes, interagiva dal suo profilo Facebook con Africa ExPress, postando qualche link che collegava a qualche articolo pubblicato. Quest’ultimo, quotidiano online di politica e affari internazionali, concentrato particolarmente sull’Africa, il Continente dimenticato. Giornale fondato dal collega Massimo Alberizzi, inviato del Corriere della Sera e fondatore di Senza Bavaglio.

Pino Scaccia è deceduto all’Ospedale San Camillo di Roma, dove era ricoverato da qualche settimana. Stando a quanto riportato sulle pagine online di alcuni principali quotidiani, un altro collega che se n’è andato per il virus, SARS Covid-19.

Marco Chinicò
m.chinics@gmail.com
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