Senza Bavaglio
Barbara Pavarotti
Roma, 13 giugno 2026
È finito l’esperimento della “tv dei cittadini”, basata solo su donazioni del pubblico, per non dipendere, nelle intenzioni del suo fondatore Claudio Messora, da alcun “potere”, e con circa 3.200 piccoli azionisti. Si chiude, fra polemiche e toni accesi, l’era della televisione Byoblu, varata nel 2020 con cinque canali regionali e, un anno dopo, diventata tv nazionale.
Le donazioni non sono bastate, fare televisione costa e anche pagare circa una trentina di dipendenti, fra giornalisti, tecnici e personale amministrativo.

Byoblu in realtà è un marchio storico nel mondo della cosiddetta “controinformazione o informazione alternativa”. Quando era solo un sito su Youtube registrava fino a un milione di visualizzazioni. Ma qualche anno fa Youtube ha chiuso il canale, con oltre 500.000 iscritti, per violazione delle regole della piattaforma. Messora (che non è un giornalista) ha parlato di censura e ha deciso di fare il grande salto creando una tv, viste anche le donazioni in continua crescita.
Poi la radio, la casa editrice, la pubblicità solo di prodotti etici sganciati dalle multinazionali, le news rigorosamente “non allineate”, del genere “quello che gli altri vi nascondono”. Un sogno, un miraggio che si è scontrato con la realtà. Ovvero i soldi. Ogni mese l’appello: “donate o chiuderemo”. Finché stop, schermo nero.
E ora è scontro fra la redazione e l’ex editore ed ex amministratore delegato di Media Pluralisti Europei (l’azienda editrice di Byoblu), Claudio Messora.
BYOBLU, COMUNICATO DELLA REDAZIONE
La redazione ritiene doveroso aggiornare il pubblico sulla situazione che sta interessando la società Media Pluralisti Europei S.p.A., editrice della testata. Lo scorso 25 aprile, su iniziativa dell’editore Claudio Messora, è stata organizzata una giornata di festa trasmessa in diretta televisiva nazionale per celebrare i cinque anni di presenza di Byoblu sul digitale terrestre. Nei minuti conclusivi della trasmissione Claudio Messora dichiarava: “Siamo stati capaci di realizzare nella storia ciò che nessuno ha mai realizzato prima. Sono felicissimo di essere qui con il nuovo Byoblu, il vecchio Byoblu e il Byoblu che verrà perché questa storia non finisce mai”.
Si trattava di un messaggio positivo rivolto ai dipendenti, ai soci, agli abbonati e ai telespettatori, nel quale veniva espressa una prospettiva di continuità del progetto editoriale. Il 28 aprile 2026 il Consiglio di Amministrazione di Media Pluralisti Europei S.p.A., preso atto della necessità di procedere agli adempimenti previsti dalla legge, ha deliberato all’unanimità la convocazione dell’assemblea dei soci, chiamata a valutare e deliberare le misure necessarie, inclusa l’eventuale ricapitalizzazione, per affrontare la situazione emersa e tutelare la continuità della società e del progetto editoriale. In quella sede il Presidente del Consiglio di Amministrazione Claudio Messora aveva assunto l’incarico di procedere alla convocazione dell’assemblea.
Il 5 maggio 2026 Claudio Messora, azionista di maggioranza della società, Presidente del Consiglio di Amministrazione, Consigliere ed editore, rassegnava le dimissioni da tutte le cariche ricoperte, mantenendo solo la propria partecipazione azionaria di maggioranza.
Le dimissioni hanno determinato una situazione di discontinuità nella gestione della società e nel percorso di convocazione dell’assemblea dei soci. Il giorno dopo le sue dimissioni, 6 maggio 2026, Messora ha inviato alla società una diffida con richiesta di corresponsione delle royalties relative all’utilizzo del marchio Byoblu entro trenta giorni.
Tale richiesta ha portato all’attenzione del Consiglio di Amministrazione rapporti contrattuali relativi all’utilizzo del marchio Byoblu che non risultavano essere stati oggetto di deliberazione consiliare. Nella medesima giornata, a seguito delle dimissioni e delle numerose richieste di chiarimento pervenute alla redazione dal pubblico, quest’ultima ha diffuso un comunicato sindacale con il quale ribadiva il proprio impegno a proseguire l’attività giornalistica e informativa.
Successivamente, in data 11 maggio 2026, Claudio Messora ha inviato a Media Pluralisti Europei, al direttore responsabile e al comitato di redazione una diffida con richiesta di pubblicazione di una propria replica al comunicato della testata.
Nelle settimane successive il Consiglio di Amministrazione, pur dimissionario e operante in regime di prorogatio, ha continuato a svolgere le attività consentite dalla legge e dallo statuto al fine di garantire, per quanto possibile, la continuità operativa della società.
Il 5 giugno 2026 il sito Byoblu.com è divenuto inaccessibile sia agli utenti sia al personale che vi operava quotidianamente. Sul canale Telegram Byoblu, fino a quel momento utilizzato dalla redazione come canale ufficiale di comunicazione con il pubblico, è comparso un messaggio a firma dello stesso Messora nel quale si affermava, tra l’altro, che “è necessario aprire nuovi punti di riferimento e ridefinire quelli attuali preservando la continuità di Byoblu e accompagnando una transizione ordinata, distinta dalla situazione di Media Pluralisti Europei”.
Nel frattempo, è stato impedito l’accesso alla redazione ai canali social associati alla testata Byoblu, tra cui Telegram, Instagram, WhatsApp e X. Ma non solo. Negli stessi giorni la redazione ha appreso dell’esistenza del sito news.byoblu.com, denominato “Byoblu 3.0”, descritto come “sito di informazione libera e indipendente a cura di Claudio Messora”.
Un sito web che descrive la nostra attività e i circa 3.200 soci di Media Pluralisti europei come “qualcosa di simile a uno spin-off”e che a detta dello stesso Messora “fa un uso estensivo e allo stato dell’arte delle nuove tecnologie”.
La redazione sottolinea di essere totalmente estranea alla realizzazione e alla gestione del sito, che sembra abbracciare l’impiego dell’intelligenza artificiale in sostituzione dei dipendenti.
Ad aggravare la situazione, il sito con dominio www.byoblu.com, che conteneva tutto il lavoro svolto dalla redazione negli ultimi sei anni, risulta essere stato sostituito dal nuovo sito web Byoblu 3.0. Denunciamo quindi la perdita di migliaia di articoli, inchieste, documentari di cui rivendichiamo la paternità.
Ricordiamo che la testata giornalistica Byoblu risulta regolarmente registrata presso il Tribunale di Milano dal 2020 e che le responsabilità editoriali e giornalistiche restano disciplinate dalle norme vigenti.
Ad oggi non sono state inviate ulteriori comunicazioni di un eventuale cancellazione dal registro del tribunale. Alla luce degli eventi descritti, la redazione ritiene doveroso garantire la massima trasparenza nei confronti dei soci, degli abbonati, dei sostenitori e di tutti coloro che hanno seguito e sostenuto il progetto negli anni. Ci riserviamo ogni iniziativa ritenuta opportuna a tutela del lavoro svolto, della nostra professionalità e dei nostri diritti. Nel frattempo, continueremo a svolgere il lavoro di informazione attraverso l’unico canale operativo e nella nostra disponibilità: il canale YouTube “Media Pluralisti”.
La redazione
LA RISPOSTA DI MESSORA
Un comunicato che Messora, nel suo nuovo blog “Byoblu 3.0”, definisce “falso”. E pubblica la sua risposta spiegando:
Mi sono dimesso perché non c’erano più le condizioni per proseguire. Byoblu e Media Pluralisti Europei oggi non coincidono. Riparto dall’idea originaria del blog che ho creato nel 2007 per mantenerne viva la memoria digitale e continuare a offrire al pubblico un punto di riferimento.
Il comunicato della redazione contiene informazioni inesatte, incomplete e fuorvianti. In Media Pluralisti Europei il capitale sociale è sceso sotto i limiti di legge (situazione disciplinata dall’art. 2447 del codice civile) e la società deve convocare un’assemblea straordinaria per decidere se ricapitalizzare, trasformarsi o sciogliersi. Il server è stato disattivato dal fornitore perché la società non era riuscita a saldare fatture arretrate.
Non è stato perso nulla: articoli, inchieste e documentari si trovano sul server del fornitore e saranno accessibili quando la situazione della società sarà regolarizzata.
Non sono sparito, le dimissioni sono state accompagnate da comunicazioni formali a chi di dovere. E’ vero che il 6 maggio ho inviato una diffida, ma chiedeva o il pagamento dei corrispettivi maturati (circa 56.000 euro) o la perizia di rivalutazione che – se il marchio fosse cresciuto di valore – avrebbe azzerato quella stessa cifra, portando i conti a pareggio. La testata giornalistica Byoblu è una cosa. Il marchio, da me registrato nel 2018, e concesso in licenza alla società, un’altra.
Quanto ai canali social, fanno parte del marchio Byoblu. La restrizione sugli accessi non è un dispetto, ma una misura cautelativa per non confondere il pubblico e non disperdere il valore dell’azienda, valore che comunicati come quello della redazione contribuiscono a danneggiare.
Prima di diffondere un comunicato così grave la redazione avrebbe potuto chiedere informazioni al Cda o chiamarmi. E, per chi rivendica di fare giornalismo, prima di attribuire responsabilità pesanti a una persona, il minimo è verificare.
Alla guida di Media Pluralisti Europei servono profili con una competenza tecnica nelle società in crisi. Ha tutte le possibilità di trasformarsi e ripartire. Ma comunicati pubblici inesatti e accusatori non la avvicinano a questa possibilità: la allontanano.
Qui la risposta integrale di Messora alla redazione:p https://www.byoblu.com/chiarimento-pubblico-sui-fatti-relativi-a-byoblu-e-media-pluralisti-europei/
Occorre però puntualizzare che sarebbe stato dovere di Messora comunicare alla redazione la sua decisione di dimettersi e del parchè intendeva lasciare i suoi incarichi. Se come scrivono i gioornalisti è vero che la redazione ha saputo tutto a cose fatte, quello di Claudio Messora non è stato un comportamento corretto. Terremo informati i lettori di Senza Bavaglio degli ulteri sviluppi della vicenda. C i sauguriamo che si sia trattato solo di un ingrescioso equivoco perchè Byoblu era una preziosa fonte informativa.
Barbara Pavarotti
barbara.pavarotti@yahoo.it
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Le iconografie pubblicate sul sito di Senza Bavaglio sono di Valerio Boni
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