Speciale Per Senza Bavaglio
Alessandra Fava
Roma, 16 luglio 2025
Il Consiglio Nazionale dei giornalisti dell’8, 9 e 10 luglio ha deliberato un incarico fisso forfettario di oltre 40 mila euro l’anno a uno studio legale per consulenze alle Commissioni del Consiglio. Intanto è proseguita la discussione sulle ipotesi di nuovo tesserino giornalistico, che l’esecutivo vuol far fare all’Istituto poligrafico e Zecca, per ora senza soluzioni alternative.
Infine sono state approvate delle nuove Linee Guida sui contributi e patrocini ad associazioni ed enti pubblici e privati con effetto immediato. Ma c’è anche la deroga per 60 mila euro da versare subito a 3 associazioni ed enti che difendono la libertà di stampa (Articolo 21, Carta di Roma e Ossigeno).
I soldi sono stati deliberati, ma è difficile far digerire che una delle nostre istituzioni spende denaro ad libitum mentre molti freelance faticano ad arrivare a fine mese.

Prima storia: a un importante studio legale romano verrano devoluti 28 mila e 500 euro al netto di Iva del 22 per cento e del contributo del 4 per cento alla Cassa avvocati e spese generali forfettarie del 15 per cento, per l’attività di consulenza di un anno.
La spesa che supera i 40 mila euro non sembra giustificata da niente, visto che le Commissioni giuridica, cultura, pari opportunità e ricorsi non hanno bisogno di supporto legale, anzi dovrebbero trovare le soluzioni anche legali all’interno della Commissione avvalendosi semmai della consulenza del personale amministrativo dell’Ordine nazionale (che annovera oggi 13 dipendenti tra cui alcuni ferrati in questioni legali).
Respinto un ricorso
Prova ne è che proprio in questo consiglio, nel pomeriggio del 9, è stato respinto il ricorso al Consiglio nazionale di un consigliere relativo alle ultime elezioni. La relazione a tale ricorso è stata elaborata dalla Commissone ricorsi con l’aiuto degli uffici interni dell’Ordine, senza ricorrere al parere di alcun legale esterno.
Il presidente dell’Ordine, Carlo Bartoli, sostiene invece che “viene dato un corrispettivo per avere una continuità di 12 mesi per un supporto giuridico importante”. Diversi consiglieri hanno manifestato perplessità invocando il fatto che le commissioni sono “giustizia domestica”, che si delegittima il loro lavoro e la loro indipendenza di giudizio. Ma siccome la maggioranza qui è granitica, alla fine la delibera è passata con 35 sì, 11 astenuti tra cui la sottoscritta e 2 no.
Il Consiglio dell’8 luglio ha anche votato le nuova Linee Guida sulla concessione di patrocini e contributi (delibera n. 100). Si è stabilito che i fondi vadano a enti pubblici, enti privati, associazioni, comitati e istituzioni di carattere privato che fanno “attività di sostegno e promozione della libertà d’informazione e della professione giornalistica”.
Domanda di patrocinio
Tra i diversi aspetti delle nuove regole, la domanda di patrocinio deve arrivare entro 60 giorni prima dell’inizio della manifestazione; devono essere specificati contenuti, obiettivi, svolgimento. Alla richiesta va allegato copia dello stato costitutivo e/o lo statuto del soggetto organizzatore.
Finanziamenti importanti superiori a 3 mila euro saranno deliberati dal Cnog; l’erogazione dei fondi avviene in seguito a manifestazione, l’Ordine darà somme cash ai vincitori a seguito di rendicontazione puntuale e dal 2026 le richieste dovranno arrivare entro il primo dicembre. Sono state inseriti anche patrocini onerosi a enti che dedicano sezioni alle scuole di giornalismo.
L’ultimo giorno però sono stati erogati subito 60 mila euro di fondi a Ossigeno, Articolo 21 e Carta di Roma. Il presidente ha spiegato che “la scelta è di non mortificare le aspettative, visto che ci sono stati dei ritardi sull’erogazione dei fondi a causa delle elezioni e inoltre è stato inserito che per i prossimi 45 giorni dall’approvazione altri soggetti possano presentare richieste di finanziamento per contributi massimi di 20 mila euro”.
Tesserino anticontraffazione
Altro argomento caldo è la questione tesserino. Al momento l’esecutivo propende per la proposta di fare una Carta Valori con appalto affidato all’Istituto poligrafico e Zecca di Stato. Questo garantirebbe l’impossibilità della contraffazione.
I consiglieri nazionali non hanno mai avuto un preventivo scritto. Nello scorso consiglio si è parlato del costo di 1,5 milioni di euro per la validità annuale e 2,5 per la validità di 3 anni, ma l’ultimo CNOG propende per la validità decennale.
Il presidente Bartoli ha ripetuto che “siamo in una fase consultoria” e quindi non è stata adottata nessuna decisione. Tuttavia le proposte di diversi consiglieri di chiedere preventivi su carte plastificate dove con PIN o QR si possa vedere anche la regolarità del pagamento del bollino annuale o la regolarità sulla partecipazione ai corsi di formazione, per ora non è stata accolta.
L’esecutivo dice che “bisogna allora fare una gara europea”. Alcuni Ordini hanno inviato delle comunicazioni contro l’idea del nuovo tesserino. Quello lombardo in particolare sottolinea che tra due anni tale Carta Valori potrebbe essere superata dal Wallet digitale UE.
Alessandra Fava
alessandrafava2023@proton.me
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