"Caro Giovanni, cara Daniela...". Noe consiglieri rispondono a presidente e
vicepresidente
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE E VICEPRESIDENTE DELL'ALG
Caro Giovanni, cara Daniela,
abbiamo aspettato qualche ora prima di metterci al computer e rispondere al
vostro documento presentato per mera presa d'atto (e non votato) venerdì
mattina a dibattito concluso, alla fine della riunione del Consiglio della
Lombarda. Volevamo essere certi di aver capito bene, data la gravità di
quanto è scritto nel vostro testo, che abbiamo letto e riletto più volte.
Ebbene, cari colleghi, voi partite dal presupposto che ci siano ancora
margini di manovra, che non siano state sufficientemente verificate fino in
fondo quelle che voi definite "le pur minime aperture offerte dalla FIEG".
Ma basta andare sul sito degli editori per rendersi conto di cosa la nostra
controparte pensa di noi e delle nostre idee sul contratto: "La FNSI -
scrivono gli editori - motiva ancora una volta la sua decisione imputando
alla FIEG di non aver concesso le garanzie richieste sul lavoro dei
giornalisti autonomi, dei cd. "precari" e sull'attuazione della legge Biagi.
Richieste queste prive di fondamento, per l'inconciliabilità con il diritto
delle aziende di applicare le leggi vigenti dello Stato e con la reale
situazione del lavoro autonomo nel settore, ben lontana da quella
configurata dai giornalisti".
Non è sufficiente questa dichiarazione per ritenere che la FIEG non abbia
nessuna intenzione di trattare su quelli che sono gli argomenti chiave delle
nostre rivendicazioni? E il disprezzo, tutto il disprezzo che manifestano in
quel "cd." (cosiddetti)? Non vi sembra che disegni alla perfezione quel
nuovo modello di giornalismo (se è ancora giornalismo) perseguito dagli
editori, che non ha bisogno di professionismo e competenze? Se occorre solo
incollare veline e rendere bassi servizi bastano quattro tizi malpagati e
una star superpagata. Se l'Italia è in queste pietose condizioni è anche
colpa dei giornalisti che finora non hanno reagito a dovere.
Queste posizioni intransigenti e calunniose nei confronti dei giornalisti,
già da sole sarebbero sufficienti a dichiarare una settimana di sciopero. Ci
pare che voi, invece, intendiate queste parole come un incoraggiamento a
riaprire un tavolo di trattative.
Queste valutazioni differenti sulle reali intenzioni della FIEG ci dividono
profondamente. Vi ricordiamo, tra l'altro che il nostro Paese è arretrato
(da sempre) anche perché il diritto - contratti compresi - non viene
rispettato.
Voi accusate la maggioranza della FNSI di non avere metodo, di non avere
strategia, di non avere tattica. Ma allora, per favore, proponete un altro
metodo, un'altra strategia, un'altra tattica.
Non siamo d'accordo neppure sulla considerazione secondo cui una gran parte
dei giornalisti non sa neppure perché ha scioperato e comunque, ammesso e
non concesso che abbiate ragione, si tratta di problemi di comunicazione
imputabili a tutti i dirigenti sindacali quindi non solo ai dirigenti della
Federazione ma anche a quelli delle associazioni locali e quindi anche a
voi.
Non siamo d'accordo neanche noi, in linea di principio, sul muro contro
muro. Ma questa scelta, che ci rendiamo conto comporta dei rischi, ci è
stata imposta dagli editori e dalla loro intransigenza. Non capiamo poi il
vostro sospetto che l'obbiettivo (degli scioperi) non sia chiaro neppure per
lo stesso vertice della FNSI. Cosa vuol dire? A noi sembrano - scusate la
franchezza - parole al vento, senza senso, anche un po', in questo grave
momento, irresponsabili.
E' vero che parecchi colleghi non hanno scioperato ma, attenzione! Anche
durante la trattativa per lo scorso contratto ci sono stati colleghi che non
scioperarono e testate che uscirono. Allora molti criticarono una presunta
prudenza della FNSI che portò a un contratto che non piacque a parte della
categoria e a voi, se non ricordiamo male, in particolare.
Possiamo anche condividere, comunque, i vostri timori sulla sostenibilità di
una lotta a lungo termine, ma la lotta può e deve risultare sostenibile
proprio se c'è l'impegno di tutti, come singoli e come componente, a
lottare. Qui non si tratta solo di scioperare, ma anche di far scioperare.
Infine, sulle richieste ai probiviri perché puniscano i crumiri. Non è una
bella cosa "ricorrere ai ricorsi", ma ci rendiamo conto che occorre
difendere la dignità di quei colleghi che hanno scioperato e che hanno
risposto con consapevolezza al richiamo alla lotta. Come spieghiamo a questi
colleghi che i crumiri (Daniela, sappiamo che la parola non ti piace ma
così, secondo la Garzanti, si chiama chi rifiuta di partecipare a uno
sciopero continuando il lavoro, o chi si presta a sostituire chi sciopera)
sono tollerati dal sindacato anzi, in certi casi, accettati o proposti come
suoi dirigenti?
Certo, bisogna distinguere chi è ricattato e quindi subisce il peso di un
giogo (ed è allora costretto a lavorare), da chi asseconda felice e
consapevole la sua greppia forte del suo ruolo di vertice. Anzi, è un dovere
distinguere. Ma non si può far finta di niente. Come voi suggerite, abbiamo
riflettuto sul vertiginoso aumento dei ricorsi contro i colleghi che hanno
scelto di non scioperare e ci siamo resi conto che la maggior parte di
coloro che lavorano, lo fanno perché subiscono ricatti violenti da parte di
direttori ed editori.
È anche per difendere questi colleghi senza protezione, costretti a
rinunciare ai loro diritti sindacali che non possiamo sottrarci alla sfida
degli editori, che dobbiamo impegnarci a lottare per ottenere un contratto
in grado di garantire la loro dignità. Il momento sindacale è
difficilissimo. Possiamo anche comprendere le vostre perplessità, ma in
questo momento non ci si può (e non ci si deve) tirare indietro. Se non
otteniamo un buon contratto ora, non lo otterremo mai più.
Speriamo, nonostante le divergenze, di trovarvi al nostro fianco
Giuseppe Ceccato - Consigliere della Alg
Marco Cremonesi - Consigliere della Alg
Rosella Del Castello - Consigliere Alg
Gabriele Eschenazi - Consigliere della Alg
Simona Fossati - Consigliere della Alg
Irene Merli - Consigliere della Alg
Nicoletta Morabito - Consigliere della Alg
Olga Piscitelli - Consigliere della Alg
Maxia Zandonai - Consigliere della Alg
18 novembre 2005