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La FNSI risponde alla FIEG: "Non raccontate falsità"

La Segreteria della Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

"La Fieg replica al nostro comunicato di stamani con un clamoroso falso e
con affermazioni tutte tese a tentare di far fallire gli scioperi dei
giornalisti. La categoria non si farà prendere in giro da sciocchezze come
quella secondo la quale la Fnsi agirebbe per questioni che non hanno
relazione con gli interessi contrattuali e previdenziali.

Non comprendiamo proprio a quali questioni si faccia riferimento, forse non
lo sa la stessa Fieg. Una provocazione scorretta, inaccettabile perché,
appunto, falsa.

Il sindacato dei giornalisti è autonomo, democratico e preoccupato
seriamente per il futuro di un giornalismo offeso e svillaneggiato nella
maggior parte delle redazioni, con editori che violano quotidianamente leggi
e contratti, non versano i contributi previdenziali, utilizzano contratti a
termine, precari e stagisti in sostituzione dei colleghi dipendenti cercando
di mettere gli uni contro gli altri.

Contro questa situazione ed i rischi di un aggravamento ulteriore delle
condizioni di vita e di lavoro nelle redazioni sono stati decisi gli
scioperi dei giornalisti. Sui freelance la Fnsi vorrebbe tre cose: che
fossero pagati; che fossero pagati entro 60 giorni; che il loro lavoro fosse
rispettato. Sulla legge 30 la Fnsi chiede che la sua applicazione sia
negoziata nell'ambito delle regole e della compatibilità della professione
giornalistica.

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: siamo disponibili ad iniziare il confronto
sui temi contrattuali realmente essenziali che interessano le aziende ed i
giornalisti, e non su una demagogica riduzione delle retribuzioni.

La linea politica della Fnsi è quella di respingere il tentativo di ridurre
il salario dei giornalisti e di svilirne il ruolo professionale minando
l'autonomia dell'informazione. Tutto ciò i giornalisti italiani lo hanno
compreso e continueranno a partecipare compatti agli scioperi indetti dalla
Fnsi nonostante numerosi tentativi illegali di vanificarne la riuscita".

18 novembre 2005


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