Le critiche alla FNSI di Negri e Stigliano (QP
condivide)
LA PRESIDENZA DELLA LOMBARDA CRITICA LA STRATEGIA DELLA FNSI SUL CONTRATTO.
QUARTO POTERE STA CON LA PRESIDENZA DELL'ALG
Cari colleghi,
come sapete la Giunta della Fnsi ha proclamato ieri nuovi scioperi a
sostegno della vertenza nazionale: da effettuarsi subito nei periodici,
rinviati a due giorni consecutivi di dicembre da definire per quotidiani,
agenzie, radio e tv.
Qui di seguito riportiamo invece il comunicato emanato oggi dalla Presidenza
dell'Associazione lombarda dei giornalisti, firmato dal presidente Giovanni
Negri e dal vicepresidente Daniela Stigliano (di Quarto Potere), che critica
i metodi e le strategie della maggioranza della Federazione nelle trattative
per il rinnovo contrattuale.
Quarto Potere ritiene che le critiche formulate dalla Presidenza dell'Alg
alla maggioranza della Fnsi siano assolutamente condivisibili. Vi invitiamo
dunque anche noi a partecipare, per disciplina sindacale, agli scioperi
indetti dalla Federazione ma pure a far sentire la vostra voce e a esprimere
le vostre riflessioni sulle vicende contrattuali.
Quarto Potere
18 novembre 2005
La Presidenza dell'Associazione lombarda dei giornalisti comunica:
"La Federazione nazionale della stampa ha proclamato una seconda tornata
immediata di scioperi nel settore dei periodici e ha preannunciato altri due
giorni consecutivi di astensione dal lavoro nel mese di dicembre per
quotidiani, agenzie, radio e tv. Una decisione che la presidenza
dell'Associazione lombarda dei giornalisti ha criticato fortemente e alla
quale si è opposta, ritenendola l'ulteriore dimostrazione della mancanza di
una chiara strategia del vertice della Fnsi sulle trattative per il rinnovo
del contratto nazionale.
Nel corso della riunione di Giunta e Consulta delle Associazioni regionali
di stampa, che si è svolta a Roma ieri, 17 novembre, il presidente dell'Alg
Giovanni Negri ha sostenuto che la scelta di una nuova risposta dura della
categoria all'oggettiva rigidità delle posizioni degli editori è la naturale
conseguenza delle decisioni sbagliate e prive di metodo finora prese.
L'abbandono del tavolo delle trattative per un possibile accordo ponte
biennale, attuato senza voler verificare fino in fondo le pur minime
aperture offerte dalla Fieg nell'incontro del 4 novembre, è stato un errore
gravissimo e un'occasione persa per tutti. L'occasione di rinnovare subito
la parte economica del contratto e di congelare per due anni la parte
normativa, con alcune fondamentali garanzie sulla legge 30 e il lavoro
autonomo, rinviando a tempi probabilmente migliori, a livello legislativo e
di congiuntura economica, il confronto sulle due, inconciliabili piattaforme
che sono invece ora tornate sull'ipotetico tavolo di trattativa: la
piattaforma degli editori, che pongono come pregiudiziale per aprire le
trattative l'eliminazione degli scatti biennali di anzianità e pretendono di
smantellare diritti economici e normativi dei giornalisti, e la piattaforma
della Fnsi, articolata in 77 punti, per aumentare tutele e garanzie per la
categoria e per l'informazione.
Al termine dell'incontro del 4 novembre, e dopo la decisione della rottura
presa dalla maggioranza della Fnsi, la segreteria federale aveva chiesto
alla presidenza dell'Associazione lombarda dei giornalisti di non
esplicitare pubblicamente la posizione di forte perplessità e contrarietà
espressa nel corso del dibattito anche da altri componenti della Giunta
federale. E a questa richiesta la presidenza dell'Alg si è attenuta con
serietà e senso di responsabilità. Oggi però, di fronte alla reiterata
scelta di utilizzare l'unica arma del muro contro muro, ritiene che questo
impegno sia venuto meno.
La maggioranza della Fnsi ha dimostrato di non avere metodo, di non avere
strategia, di non avere tattica. E questo è tanto più grave nel momento in
cui è lo stesso vertice del sindacato a ipotizzare tempi anche lunghissimi,
fino a due anni, per la conclusione del confronto che dovrebbe portare alla
firma di un rinnovo contrattuale. La strada è stata percorsa sin dall'inizio
con troppa ideologia e poca concretezza, ma soprattutto senza un piano di
azione di lungo respiro. E ingenerando nei colleghi una profonda confusione
sull'obiettivo vero per il quale sono stati e sono ancora chiamati a
lottare. Una parte consistente dei giornalisti italiani non sa se ha
scioperato e sciopererà per inseguire ancora l'accordo ponte, difendere gli
scatti biennali, sostenere ognuno dei 77 punti della piattaforma sindacale o
garantirsi l'esistenza stessa di un contratto nazionale. E il sospetto è che
l'obiettivo non sia chiaro neppure per lo stesso vertice della Fnsi.
La presidenza dell'Alg esprime una grande soddisfazione per la riuscita di
adesione dei colleghi di quotidiani, radio, tv, agenzie e periodici della
Lombardia all'ultima tornata di scioperi, ma al contempo non nasconde una
grande amarezza per l'uscita in edicola di tante testate. E si interroga
oggi, con profonda preoccupazione, sulla sostenibilità di una battaglia che
vada avanti a colpi di due giorni di scioperi in quotidiani, agenzie, radio
e tv e probabilmente fino a cinque giorni nei periodici. Non può del resto
non far riflettere l'aumento dei ricorsi, a livello nazionale, contro
colleghi che scelgono di non scioperare: un percorso che fino allo scorso
rinnovo contrattuale era episodico e concentrato su casi davvero sporadici.
La presidenza dell'Associazione lombarda dei giornalisti è in ogni caso
consapevole che la disciplina sindacale impone di adeguarsi alle decisioni
assunte dalla maggioranza della Fnsi, e invita quindi tutti i colleghi ad
attenersi al rispetto degli scioperi programmati e delle ulteriori azioni di
lotta che la Federazione deciderà. È altresì convinta che mai come in questo
momento sia necessario dare voce ai colleghi, ascoltare e confrontarsi con
tutte le realtà di una regione così centrale e importante per l'editoria
come la Lombardia. Ecco perché sollecita Comitati e Fiduciari di redazione a
riunire nei prossimi giorni le assemblee e tutti i colleghi a pronunciarsi
sullo stato delle trattative per il rinnovo contrattuale e sulle azioni di
lotta varate dalla Fnsi, a far sentire la loro presenza e le loro opinioni
all'Associazione e alla Federazione.
Giovanni Negri (presidente dell'Alg) e Daniela Stigliano (vicepresidente
dell'Alg)
18 novembre 2005