A Cosenza il sindaco divide i giornalisti tra buoni cattivi. E l’Ordine sta a guardare

Senza Bavaglio
Cosenza, 10 maggio 2018

Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ci prova ancora. Ad amministrare, chiederanno gli incuriositi lettori? Non proprio, il suo operato, infatti, non si limita solo al governo della città in cui è stato eletto, ma spesso esorbita dalle sue mansioni, in special modo quando bacchetta i giornalisti scomodi, critica violentemente le reti televisive e i giornali che danno spazio ai giornalisti indipendenti o, di contro, eroga contributi economici ai media accondiscendenti, almeno stando a quello che racconta…..per qua.

Si contano sulle dita delle due mani i giornalisti che ha preso di mira  perché non hanno mostrato benevolenza verso il suo operato, o che hanno denunciato, anche con video e foto, i problemi di una città che – secondo loro – è diventata un sepolcro imbiancato. Forte di una claque di fedelissimi, i malcapitati giornalisti che parlano di mancanza di trasparenza, malgoverno cittadino, spreco di risorse, vengono messi alla berlina e scherniti da lui e dei suoi amici si facebook,  fin quando il giornalista (spesso un collaboratore) preso di mira non perde il lavoro.

Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto

Poche settimane fa, l’aggressione verbale che Occhiuto ha scatenato nei confronti del giornalista Nello Trocchia, reo di aver mostrato nella trasmissione dal titolo “Nemo” le immagini del centro storico cosentino in rovina e di aver sottolineato il pericolo a cui sono esposti i suoi residenti, ha toccato il culmine e indignato chi ancora si batte fortemente per una stampa libera.

È andato oltre Occhiuto quando ha aizzato i cittadini a compiere una marcia fino alla sede Rai, invitandoli a non pagare il canone. Ma è stato il comportamento tenuto nei confronti del giornalista e le parole pronunciate contro di lui a non passare inosservate. Non contento, il sindaco, ha, nell’immediatezza dei fatti, inviato i vigili urbani a fare accertamenti e intervistare i protagonisti della puntata di Nemo in questione, per costringerli a dare un’altra versione dei fatti.

Molti cittadini non hanno apprezzato il comportamento del sindaco, a cui non è seguita, purtroppo, la giusta reazione dell’Ordine dei giornalisti, che avrebbe dovuto sostenere Trocchia e strigliare il sindaco e i suoi accoliti.

La libertà di stampa a Cosenza è ormai un bel ricordo, così come lo sono i giornalisti liberi, ridotti a un numero esiguo e allontanati a forza dal mondo dell’informazione cittadina. Ma le poche voci libere lottano e lotteranno per la giustizia e la democrazia che l’amministrazione comunale cerca in ogni modo di soffocare.

Senza Bavaglio
twitter @sbavaglio

Dl sito iachite.com

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