NO! per l’Ema a Milano: un altro segno dei sospetti sull’Italia

I gessetti di Sylos Labini
Giovanni La Torre
Roma, 27 novembre 2017

L’agenzia del farmaco non è andata a Milano. Il voto negativo dei paesi del Nord Europa, a mio avviso, la dice lunga sui sospetti che in certi ambienti europei si nutrono sull’Italia in tema di corruzione. Si sa che la sanità è diventata la fucina dove vengono bruciati miliardi di euro per corruzione e siccome l’Italia è considerato il paese più corrotto dell’Ue era inevitabile che gli venisse detto NO!

In tante occasioni l’Ue ha lanciato l’allarme corruzione in Italia (ultimamente anche il Fondo Monetario Internazionale), e altrettante volte ha invitato il nostro paese a fare qualcosa di concreto per ridimensionarla. Indico solo il documento più importante: il report del 3 febbraio 2014, che è rimasto senza risposta, anche se conteneva dati e considerazioni gravissime sulla corruzione in Italia, documento che avrebbe dovuto indignare una classe politica e imprenditoriale degna di questo nome e provocare una reazione. E invece niente, segno che sono tutti consapevoli del livello di corruzione del nostro paese ma a tutti sta bene che sia così.

L’Ue vede che i suoi report non vengono nemmeno presi in considerazione, cosa deve pensare del nostro paese? Semplicemente che la corruzione è endemica e ha infettato nell’intimo tutto il tessuto politico, imprenditoriale e sociale. E in questa situazione gli vanno a dare l’agenzia del farmaco? Ma non ci pensano proprio.

Avranno pensato che l’organigramma sarebbe stato: Poggiolini presidente, Greganti amministratore delegato e Frigerio direttore generale.

Giovanni La Torre
latorre.giovanni@libero.it

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