Scontro tra il cardinale Sepe e Giorgia Scaccia: “Cara, ricordati che devi morire”

Da Iustitia
Buck Mulligan
Napoli, 7 novembre 2017

È una simpatica usanza in voga tra i monaci trappisti, che incontrandosi di buon mattino per la preghiera (si chiamano lodi) delle 5 si salutano con un cordiale: “Fratello, ricordati che devi morire”. Serve a ricordare la caducità delle cose terrene e la frivolezza dei beni materiali.

Se ne è ricordato, a proposito di questioni frivole e banali, anche il cardinale Crescenzio Sepe che come da tradizione il 2 novembre è andato al cimitero di Poggioreale a dire messa. La domanda frivola l’ha posta la giornalista Giorgia Scaccia di Mediaset che ha chiesto notizie sulla bizzarra situazione riguardante la pedofilia radicata nella Curia napoletana, con nuovi casi emersi negli ultimi giorni. L’arcivescovo ha risposto: “Non è il momento di parlarne. Vai in pace e preparati a morire”.

Tina Pica

Un garbato memento mori che ha lasciato la cronista perplessa con il notes tra le mani. Perché le è mancata la prontezza della risposta, oppure ha visto pochi film che hanno trattato l’argomento. Tra questi ‘Pane, amore e …’ in cui uno scapolone e crepuscolare Antonio Carotenuto (Vittorio De Sica) andando a letto mormora ‘Ricorda che devi morire’ e una monumentale Caramella (Tina Pica) gli risponde con un ‘Fratello vatti a coricare’.

Giorgia Scaccia

Ma la cronista aveva una seconda risposta da fornire al presule, se avesse visto o ricordato la scena di‘Non ci resta che piangere’, con Massimo Troisi e Roberto Benigni, ambientata nella Firenze medicea e savonarolesca dove un umile frate rivolgendosi a Troisi ripete la celebre frase beneaugurante. E Troisi dalla loggia gli risponde con un rassicurante: ’Mò me lo segno’. Ecco, è mancata la prontezza.

Ma per la cronista ci saranno certamente altre occasioni per chiedere notizie sui pedofili nella Curia partenopea. Magari il prossimo 2 novembre.

Buck Mulligan

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