Licenzia in Italia e assume all’estero: immorale e pericolosa la strategia di Hearst

Senza Bavaglio
Milano, 4 settembre 2017

Prosegue il percorso tortuoso di Hearst, fatto di dislocazioni ma anche di dimensionamenti, come raccontato tre mesi fa in un articolo rispetto al quale ci sono inquietanti aggiornamenti. E’ arrivato infatti il licenziamento di una seconda giornalista – dopo Alba Solaro a fine 2015 – Clara Settimo, che si trova insieme con i colleghi di fronte al fatto compiuto, appena ricevuta la lettera dal gruppo editoriale.

Fermissima la risposta del Cdr HMC: “Ribadiamo il nostro dissenso – si legge nel primo comunicato – nei confronti di una politica aziendale che per risolvere i problemi taglia l’occupazione, e a 19 mesi di distanza dal licenziamento di Alba Solaro, mette in atto di nuovo la pratica aggressiva dei licenziamenti individuali in un momento in cui le redazioni sono impegnate al massimo per garantire l’uscita dei mensili, degli allegati e per contribuire alla versione online marieclaire.it.

Esprimiamo anche il nostro dissenso nei confronti di una strategia DEL GRUPPO HEARST che da una parte fa ricorso ad ammortizzatori sociali, prepensionamenti, incentivi all’uscita (HMI) e licenziamenti (HMC) e dall’altra assume ma delocalizza il lavoro fuori dai confini italiani e fuori dalle tutele del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico.

E manifestiamo una profonda preoccupazione per il senso stesso della professione giornalistica che in questo momento di grandi sfide e trasformazioni in cui più che mai la professionalità fa la differenza, pare minacciata dalle fondamenta”.

Il 25 luglio i giornalisti del gruppo editoriale Hearst a Milano hanno effettuato un’ora di sciopero presidio sotto la sede di lavoro. Le ragioni nel secondo comunicato del Cdr: “L’ora di sciopero era stata indetta per esprimere il dissenso contro il licenziamento di una collega di Marie Claire per giustificato motivo oggettivo ‘nell’ottica del contenimento dei costi’.

Durante il presidio i giornalisti del gruppo Hearst supportati da Anna Del Freo, vicesegretaria nazionale Fnsi, e da Paolo Perrucchini, presidente Alg, hanno manifestato anche contro una politica aziendale che per risolvere presunti problemi economici taglia l’occupazione.

Questo in un momento in cui le redazioni sono impegnate al massimo per garantire l’uscita dei mensili, degli allegati e per contribuire alle versione online dei periodici”.

La situazione rimane strana e complessa: con la divisione svizzera (CEO e direttore generale Giacomo Moletto, come in Italia) che di fatto produce contenuti giornalistici per le testate on line del gruppo (Elle.it, Gioia.it, Marieclaire.it, Cosmo.it, Elledecor.it). In realtà però nessuno di chi ci lavora ha un contratto di tipo giornalistico – in Svizzera non esiste nemmeno un Ordine dei giornalisti, solo un sindacato.

Senza Bavaglio esprime tutta la sua solidarietà alla collega licenziata e al Cdr, e naturalmente seguirà attentamente e da vicino gli sviluppi della situazione.

Senza Bavaglio
@sbavaglio

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