L’Università della Calabria chiude l’Ufficio stampa: assurda decisione del rettore

Senza Bavaglio
Cosenza, 23 luglio 2017

Il mondo va avanti, procede speditamente verso traguardi sempre più ambiziosi, ma l’Università della Calabria indietreggia. Arranca. Anzi, segna un clamoroso punto di arretramento su un settore strategico e di fondamentale importanza.

E’ clamorosa, infatti, la decisione assunta dal rettore, Gino Mirocle Crisci, e dal direttore generale, Alfredo Mesiano, di cancellare dall’organigramma l’Ufficio Stampa. Attenzione: non la sostituzione di chi finora se n’è occupato, decisione accettabile quando adeguatamente motivata, ma l’eliminazione della struttura deputata ad occuparsi della comunicazione istituzionale e, perciò, posta al servizio dell’Università.

Una decisione cervellotica e sorprendente, che sembra rientrare più nella categoria, purtroppo molto diffusa, delle determinazioni concepite per punire qualcuno o qualcosa, piuttosto che rispondere a criteri e logiche “aziendali”.

Il rettore di Unical, Gino Mirocle Crisci

Il decreto con il quale l’Ufficio Stampa dell’Unical viene cancellato presenta vistose contraddizioni e forzature evidenti. Mentre, da un lato, si afferma che la sua costituzione non è un obbligo delle pubbliche amministrazioni, e dunque anche per l’Unical (ignorando completamente quanto è successo nel nostro Paese dal 2000 in poi, dopo l’approvazione della legge 150 e del suo regolamento di esecuzione); dall’altro si sottolinea l’importanza del Portavoce, “con compiti di diretta collaborazione ai fini dei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione”.

Un’assurdità istituzionale e, soprattutto, un’inaccettabile sconfessione della lungimirante impostazione data dall’Ateneo nel 2008, a seguito di uno specifico concorso bandito per le attività di Relazioni esterne e Comunicazione, con la costituzione dell’intera filiera organizzativa/operativa (Ufficio Stampa, Urp, Rapporti istituzionali etc.) preposta a tali esigenze.

Un modello organizzativo, che ha peraltro rappresentato un unicum nel sistema universitario italiano, grazie al quale l’Ateneo era riuscito a costituire un Ufficio stampa con professionisti (interni) di comprovata competenza ed esperienza.

Università della Calabria a Rende, alle porte di Cosenza

Lo smantellamento dell’Ufficio Stampa è, purtroppo, avvenuto nel silenzio delle organizzazioni sindacali e del sindacato dei giornalisti della Calabria.

Un atteggiamento sorprendente, vista la gravità del decreto e la superficialità con cui il rettore e il direttore generale dell’ateneo hanno proceduto, eliminando un presidio fondamentale anche per assicurare nei collegamenti con gli organi di informazione il massimo grado di trasparenza, chiarezza e tempestività delle comunicazioni, in tutte le materie di interesse dell’Amministrazione.

Senza Bavaglio
@sbavaglio

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