Cinque Stelle, programma blandamente anti Ue, pro Putin, ignora il deficit della Germania

I gessetti di Sylos Labini
Giovanni La Torre
Roma, 7 aprile 2017

Ho letto i punti programmatici della politica estera del Movimento 5 stelle fatti votare agli iscritti. Il movimento sembra essere già entrato nella fase del pragmatico politichese, perché da quel testo emerge, senza dubbio, un atteggiamento blandamente anti Ue e pro Putin ma, come detto, questo orientamento è così blando che potrà essere revocato in qualsiasi momento per qualche esigenza “superiore”.

Beppe Grillo
Il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo.

Per contro manca l’unica cosa che, se detta, avrebbe rappresentato un impegno programmatico concreto: l’invito all’Ue a ritenere tutti “uguali” i paesi aderenti, e quindi con l’obbligo di far rispettare i trattati non solo ai paesi debitori ma anche a quelli creditori, così come previsto dai trattati medesimi.

Come sa chi ha la bontà di leggere i miei “gessetti”, la Germania è in costante violazione dei trattati europei per il suo “surplus eccessivo” verso l’estero, ma la Commissione europea mentre fa la voce grossa e la faccia feroce con i paesi, come l’Italia, che sforano di uno zero virgola il deficit di bilancio, non dice nulla, o dà solo un affettuoso buffetto alla Germania che sfora il limite del 6% di ben due o tre punti percentuali.

Questo, se indicato, sarebbe stato un concreto punto programmatico, ben verificabile sul piano attuativo. Non so se l’omissione sia dovuta a non conoscenza della questione (chi sono gli economisti e gli strateghi che consigliano i 5 stelle?) o di paura di sollevare un tema che può inimicare la Germania, fatto sta che la cosa più importante manca.

C’è invece la solita solfa che non si vuole una Ue prigioniera dell’austerità, come dicono tutti, ma questa affermazione, senza l’altra questione del surplus eccessivo, rischia sempre di favorire la Germania. Come abbiamo detto tante volte, se non si blocca la “spugna” tedesca, ogni provvedimento espansivo adottato da chicchessia andrà a beneficio della Germania. Così è stato con il Qe di Draghi, così sarebbe con un aumento della spesa degli altri paesi fatta con gli euro o con la presunta “moneta fiscale”.

E questa considerazione vale ancora di più oggi, in quanto il protezionismo di Trump non farà altro che aumentare l’aggressività dell’export tedesco verso i paesi Ue.

Giovanni La Torre