Referendum farsa alla Lombarda: non andiamo a votare

NON ANDIAMO A VOTARE AL REFERENDUM FARSA
LA CASTA VUOLE CAMBIARE LO STATUTO DELLA LOMBARDA
COSI’ POTRA’ DISPORRE DEI 12 MILIONI SENZA CONTROLLI

La Lombarda ha predisposto un referendum non previsto dalle norme per far passare modifiche statutarie che permetteranno al presidente di vendere il patrimonio del sindacato senza controlli e senza alcuna trasparenza. Al referendum è comunque previsto un quorum. Se non sarà raggiunto non avremo bisogno di rivolgerci a un magistrato, cosa che abbiamo intenzione di fare. Perciò, intanto, cominciamo con il NON andare a votare.

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Come una casta intoccabile, che sovverte e ribalta regole e norme a piacimento, i dirigenti della Lombarda stanno mettendo in atto strumenti non previsti dalle norme per far passare gli emendamenti che vogliono allo statuto della Lombarda.

Se approvati daranno al presidente tutto il potere, compreso quello di vendere i beni del sindacato senza nessun controllo. Appartamenti, box, negozi, il cui elenco è stato reso pubblico da Senza Bavaglio per la prima volta e lo trovate a questo link:

I beni immobiliari dall’Associazione Lombarda dei Giornalisti

Il nuovo statuto elimina tutti quei pesi e contrappesi che garantivano chiarezza e trasparenza e che la democrazia moderna impone.

Il referendum per far passare le modifiche, poi, non è previsto dallo statuto attuale. Infatti per cambiare lo statuto l’articolo 32 di quello attuale prevede che si voti personalmente in assemblea o per corrispondenza. Non è previsto nessun voto elettronico.

La trasparenza è diventata un obbligo, visto che il sindacato non è in grado di tutelare i colleghi ma perde il suo tempo a distillare giochi interni e alleanze. E’ diventato soltanto un organo di gestione del potere. Oggi in Lombarda ci sono ben cinque vicepresidenti, il che farebbe pensare a un sindacato fortissimo e attivissimo. Come sappiamo tutti non è vero. Ci troviamo invece davanti a un sindacato subalterno agli editori che pensa solo a spartirsi le poltrone.

Le modifiche allo statuto potevano essere l’occasione per modernizzare un sindacato asfittico che non ha oramai più voce in capitolo sulle vertenze. Invece si è scelta la via burocratica: freelance precari sono stati abbandonati a se stessi. Gli è stata cinicamente negata una rappresentanza autonoma e incisiva propria, che noi invece volevamo inserire nello statuto. Così si vuol dare l’estrema unzione a un sindacato moribondo. Lo si condanna alla tomba, senza neppure tentare di salvarlo.

Al banchetto del potere sono state chiamate a partecipare le cosiddette opposizioni, quelle che votano contro solo per fare sentire la propria voce ma che sono pronte a convertirsi appena viene loro offerto un posticino di sottopotere, utile non tanto a esercitare un’influenza sulla  tutela dei colleghi, quanto ad appuntarsi una stelletta qualunque sulla giacca.

Cosa vi aspettate da una Lombarda che non denuncia per comportamento antisindacale la Condé Nast che ha licenziato una giornalista mentre è in stato di solidarietà?

Non andare a votare a un referendum farsa come quello proposto in Lombarda è un dovere per tutti i colleghi che si sentono defraudati della loro dignità da una casta famelica e incompetente.

Senza Bavaglio
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