REGIONE LAZIO/Il PD contro i giornalisti affossa la norma sul contratto

Senza Bavaglio
Roma, 31 dicembre 2016

Niente norma per l’applicazione del contratto di lavoro giornalistico nell’ufficio stampa istituzionale del Consiglio regionale del Lazio. L’assemblea dei consiglieri neppure ha potuto discutere le diverse proposte emendative in tal senso al testo della legge di stabilità. La Giunta ha stroncato la discussione in corso sulla manovra di bilancio, presentando un maxi-subemendamento tombale che ha fatto decadere gli oltre milleseicento emendamenti ancora da discutere, compreso quello sul Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico dei consiglieri di maggioranza Bonafoni, Favara, Fichera, Petrassi. Decaduto anche l’emendamento pro CNLG della consigliera del Movimento 5 stelle Valentina Corrado.

La sede della Giunta regionale del Lazio a Roma, vista da via Cristoforo Colombo. Agli addetti stampa del governatore Zingaretti è applicato il CNLG, ai giornalisti dell’ufficio stampa del Consiglio regionale invece no.

Ha prevalso la linea rozza del presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, e del capogruppo del Pd, Massimiliano Valeriani. E a nulla è valso l’intervento del presidente della commissione consiliare “Vigilanza sul pluralismo dell’informazione”, Giuseppe Emanuele Cangemi, il quale riferiva all’Aula di una inspiegabile “resistenza di una parte del Pd”, e ne chiedeva conto a Leodori, e ricordava le rassicurazioni date da Valeriani, il quale dopo aver fatto cassare una prima volta la norma dalla recente proposta di  legge sulla comunicazione, si era impegnato  a riaprire la discussione sul tema proprio in occasione di questa sessione di bilancio. E neppure l’ordine del giorno che impegnava la Giunta a risolvere la questione sempre entro questa sessione di bilancio ha avuto un seguito.

O meglio: il seguito è stato l’affossamento dell’emendamento sul contratto giornalistico, senza poterne discutere. E’ passata invece la norma presentata dai consiglieri del Pdl e approvata in commissione Bilancio contro il parere dell’assessore al ramo, Alessandra Sartore, che prevede l’applicazione del contratto giornalistico ai colleghi in servizio presso i gruppi consiliari della Pisana e lo scorporo dei relativi costi dal budget dei gruppi stessi.

Bel modo di interpretare il concetto di democrazia per il Partito Democratico che ha negato la possibilità persino di un esame nell’Aula consiliare di nuove disposizioni sulle quali c’era la convergenza di forze politiche e consiglieri sia di maggioranza sia delle opposizioni.

I colleghi dell’ufficio stampa istituzionale del Consiglio regionale continueranno ad essere vessati dai vertici di via della Pisana, a loro volta sobillati, come la Giunta, dalla Cisl, qui notoriamente ostile al sindacato dei giornalisti.

Massimiliano Valeriani
Massimiliano Valeriani, presidente del gruppo consiliare Pd del Consiglio regionale del Lazio.

Dopo le sentenze di primo e secondo grado del Tribunale del lavoro di Roma nella causa pilota promossa dall’Associazione stampa romana (ASR), conclusasi con il riconoscimento dell’effettivo svolgimento di mansioni superiori da parte dei colleghi dell’ufficio stampa istituzionale del Consiglio regionale, dopo una sentenza di condanna della Regione Lazio per comportamento antisindacale nei confronti dell’ASR, dopo la mancata concertazione sul profilo professionale, dopo la recente riduzione del trattamento economico a quattro di loro, effettuata in modo discrezionale da personale non giornalistico in palese violazione della nostra legge professionale, con la legge di stabilità 2017 la Regione Lazio aveva l’occasione di invertire la rotta e compiere finalmente un atto di giustizia ed equità. Ciò non è avvenuto. Quali altri soprusi dovranno aspettarsi questi colleghi?

Senza Bavaglio stigmatizza duramente la linea antidemocratica del Pd del Lazio guidato da Zingaretti, Leodori, Valeriani e c. e chiede alla Federazione nazionale della stampa italiana e all’Associazione stampa romana di intraprendere nuove e più incisive azioni di lotta per far valere un’elementare norma di giustizia come quella dell’applicazione del CNLG a tutti i giornalisti che svolgono attività di ufficio stampa nella Regione Lazio, così come avviene nella maggior parte delle regioni italiane, incluso il Lazio ma solo per i colleghi dell’ufficio stampa del governatore Zingaretti e adesso anche dei gruppi consiliari.

Senza Bavaglio continuerà a battersi al fianco di FNSI e Stampa romana, per il riconoscimento del CNLG nella Regione Lazio e a vigilare su tutte le determinazioni che verranno congegnate sulla testa dei colleghi del Consiglio regionale del Lazio.

Giornalisti Senza Bavaglio
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