Eran trecento, eran giovani e forti e sono stati eliminati

danilo-lenzo-francobolloIl Diario di Piero
Danilo Lenzo
Milano, 20 ottobre 2016

La festa è terminata e come spesso accade in Italia la torta se la sono divisa i soliti noti.

Nel mese di giugno, prima della pausa estiva a Milano, ex capitale morale d’Italia, si è svolto “BioWorld”, una grande e importante manifestazione internazionale che è durata 21 giorni, in cui sono stati trattati temi come: stili di vita alternativi e sostenibili, comunicazione alimentare 3.0 e perfino la libertà di stampa ai tempi dei social.

diariopieroL’evento ha coinvolto i rappresentanti di oltre 50 Stati e migliaia di persone, tra partecipanti e visitatori, anche grazie alle numerose iniziative collaterali di carattere culturale, musicale ed enogastronomico, comportando ricadute economiche molto positive. Così dicono gli organizzatori, anche se ancora oggi non si conosce il bilancio finale. Bisogna avere fede, credere sulla parola. Non importa se sono stati coinvolti enti governativi e pure stanziate ingenti somme di denaro pubblico.

Andiamo al nocciolo della questione puntando l’attenzione sui giornalisti. La manifestazione internazionale ha richiesto l’attivazione di un grande apparato di comunicazione ospitando mass media di tutto il mondo. Compito questo che è stata affidato ad una piccola e quasi sconosciuta agenzia milanese. In Italia piccolo è bello, purché non riguardi i noti ammennicoli.

Mesi prima della manifestazione in pompa magna su più canali, tradizionali e social, con la complicità di illustri personaggi che hanno fatto da sponsor, questa agenzia ha lanciato una martellante campagna per selezionare ben 10 giornalisti da assumere a tempo determinato nel proprio staff per coprire in maniera adeguata la manifestazione.

Alle selezioni si sono presentati circa 300 giornalisti, provenienti anche da altre regioni italiane. La metà dei partecipanti è stata subito mandata a casa senza se e senza ma. Alla fine, quasi si trattasse di un talent show o del film Highlander, al grido ne resteranno solo 10, progressivamente il numero è stato ridotto fino a 50 giornalisti.

I fortunati finalisti sono stati poi invitati (leggi obbligati) a seguire un articolato corso di formazione intensivo di durata settimanale per essere adeguatamente preparati a coprire l’evento internazionale e i temi trattati, anche con la promessa che, nella peggiore delle ipotesi (l’eliminazione), avrebbero comunque maturato dei crediti formativi.

C’è stato un esame finale che ha permesso all’agenzia di ridurre il numero degli aspiranti lavoratori a 20, ognuno dei quali ha poi ricevuto una lettera con la comunicazione dell’esito e l’impegno di ricevere entro aprile un ulteriore missiva in caso di conferma di inserimento nel gruppo dei 10 da inserire nel proprio staff.

Tutto questo tortuoso percorso per tentare di conquistare un contratto di lavoro a tempo determinato, dal 15 maggio al 15 luglio 2016. Non si è saputo più nulla. Nessuno dei 20 finalisti è stato più contattato. Nessuno dei partecipanti al corso di formazione ha ricevuto crediti. La manifestazione si è svolta regolarmente, curata dall’agenzia con un supporto di cinque giornalisti che non avevano neanche partecipato alle selezioni. Altro mistero della fede.

La notizia ovviamente è circolata e buona parte dei 300 partecipanti ha chiesto conto e ragione ma inutilmente. Tutto tace. È stata l’ennesima presa per i fondelli di massa a scapito dei giornalisti. Perché l’agenzia ha messo in piedi questa farsa? Erano forse in ballo ulteriori fondi per il suo corso di formazione? Era solo una prova per poi fare partire un vero talent show con i giornalistici protagonisti? Chi vince avrà un contratto. Non lo sapremo mai.

È tutto per oggi.

Danilo Lenzo

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