FNSI/Ecco cosa chiediamo al nuovo presidente che si elegge il 7 ottobre

Massimo Alberizzi
In questi giorni ho frequentato
alcune redazioni di quotidiani e periodici, non solo milanesi ma in tutta Italia, e mi sono reso conto di quanto sia distante il sindacato dei giornalisti dalla vita di coloro che vorrebbe rappresentare. In una delle redazioni, in Puglia,  ho trovato, seduti alle scrivanie solo collaboratori, alcuni senza contratto, altri con un articolo 36. Due contrattualizzati: il caporedattore e il suo vice. Dov’è il sindacato?

L’illegalità diffusa va a braccetto con l’ignoranza su quanto sta accadendo in Federazione. Nessuno sa che il 7 ottobre il Consiglio Nazionale si riunirà per eleggere il nuovo presidente al posto di Santo della Volpe, prematuramente scomparso. Nessuno conosce i candidati: illustri sconosciuti nelle redazioni.

L’unico aspirante ufficiale, con una candidatura che ha il pregio della trasparenza e della chiarezza, è Paolo Butturini. Il risultato è stato immediato: l’ex presidente della Romana con un balzo mi ha superato nella classifica dei giornalisti più detestati della FNSI. (1)

Che cosa si rimprovera a Butturini? Di aver criticato apertamente l’ultimo sciagurato contratto e – soprattutto – di aver organizzato un referendum serio e democratico, attraverso il quale i giornalisti del Lazio hanno sonoramente bocciato quell’accordo che sta disintegrando non solo le redazioni ma anche il giornalismo. Insomma lo si accusa di lesa maestà verso una dirigenza sindacale burocratizzata e fuori dalla realtà che si è trasformata in una casta.

Questo spiega perché Butturini, ancora più di Senza Bavaglio, sia considerato il pericolo numero uno, la spina nel fianco di un gruppo senza grandi idee e senza possibilità di incidere sulle scelte degli editori e del governo.

 

La candidatura di Butturini getta panico e scompiglio. E così quel gruppo di potere comincia le grandi manovre per bloccarlo: Stefano Tallia, giornalista della RAI di Torino, candidato non si sa da chi, rinuncia alla candidatura, ma si guarda bene dall’innescare un dibattito pubblico. “Teniamo tutto tra quattro mura”, sembra essere il suo motto e propone l’ex presidente della Lombarda, Giovanni Negri. Il suo obbiettivo non è chiaramente quello di portare Negri alla presidenza, ma di sbarrare la strada a tutti i costi Butturini.

Paolo Butturini

 

La sua vera candidata è un’altra: Alessandra Mancuso, della RAI di Roma. Talcia sa che se lanciasse la candidatura della Mancuso pubblicamente la brucerebbe. La signora non è molto amata in parecchi ambienti anche della maggioranza, a Roma e non, che la considerano troppo arrogante e presuntuosa. Riscuote consensi solo tra qualche giornalista della radiotelevisione di Stato. In quel momento, una candidatura pubblica di Mancuso rafforzerebbe Butturini.

 

Insomma il presidente deve essere scelto da pochi, non per le caratteristiche di indipendenza e “saggezza”, ma piuttosto come frutto di accordi e convenienze. Quasi nessuno si pone il problema che la FNSI sta affondando, che ormai è senza seguito anche grazie alle emorragie di iscritti. Come sul Titanic che affonda e poche coppie continuano a ballare nel salone, così l’USIGRAI, non si sa bene in base a quale regola, rivendica il diritto ad avere per sé quella presidenza. Tutto crolla ma l’occupazione di quella poltrona sembra essere la principale preoccupazione. Nessuno – naturalmente – si perita di sentire cosa pensa l’opposizione, tantomeno Vittorio Di Trapani, il segretario della potente organizzazione della RAI.

 

Giuseppe GiuliettiL’ostilità verso Butturini è grande, ma anche quella verso Mancuso. Lo scontro tra i due è incerto. Se poi nell’arena si presenta anche Negri la partita diventa apertissima. Qualcuno quindi nella maggioranza si attiva per trovare un nome che piaccia a tutti: Beppe Giulietti, l’ultimo, grande, serio e preparato sindacalista che, in coppia con l’allora segretario della FNSI, Giorgio Santerini, fu protagonista dell’ultimo, grande e serio contratto (niente a che fare con le schifezze che sono state sottoscritte dopo).

 

Giulietti è un nome di grande prestigio e autorevolezza ed è forse l’unico che potrebbe bloccare nello stesso tempo Paolo Butturini e Alessandra Mancuso. Certo, per la maggioranza della FNSI non è un tipo affidabile e malleabile. Indipendente fino al midollo, capace a trattare con durezza e serietà, preparato sulle cose sindacali, non si presterebbe mai ad avallare operazioni poco ortodosse o contratti che penalizzano giornalisti e giornalismo. Ma per scongiurare il pericolo di avere alla presidenza Butturini o Mancuso, viene ritenuto il male minore.

 

Bene, la cronaca finisce (per ora) qui e mercoledì andremo al voto e vedremo come finirà la partita. Piuttosto che fare dei nomi, io preferisco fare un elenco delle caratteristiche che noi di Senza Bavaglio riteniamo debba avere il presidente del giornalisti, dando per scontato che non debba essere né partigiano né fazioso. Ecco cosa gli chiediamo:

1. Rappresenti tutti i colleghi, qualunque siano le loro posizioni

2. Garantisca la trasparenza della FNSI

3. Blocchi le tentazioni autoritarie

4. Vigili sull’applicazione dello statuto

5. Impedisca interpretazioni dello statuto volte a favorire una parte

6. Assicuri l’omogeneità del corpo elettorale

7. Protegga l’esercizio democratico del processo elettorale

8. Ostacoli la nascita di caste

9. Si ponga come arbitro imparziale

10. Combatta il malaffare e le pratiche irregolari diffuse in varie regioni

11. Favorisca la rappresentanza seria dei liberi professionisti dell’informazione

12. Vigili su come viene speso il denaro versato dall’INPGI alla FNSI e alle associazioni regionali e argini gli sperperi

 

Massimo A. Alberizzi

Consigliere Nazionale della FNSI
Senza Bavaglio

malberizzi@senzabavaglio.info

twitter @sbavaglio

www.senzabavaglio.info

 

(1)

A onor del vero ultimamente sono stato superato (e quindi degradato al terzo posto) anche da Daniela Stigliano. Ma non credo che Senza Bavaglio possa mai stipulare un’alleanza con lei e con il suo gruppo, dopo che l’ex dirigente della FNSI è stata la massima affossatrice dell’Organismo di base dei freelance (con un mirabile intervento durante il quale ha espresso tutta la sua antipatia verso i liberi professionisti dell’informazione), la più rigida sostenitrice dell’ultimo sciagurato contratto e l’autrice di un miserabile accordo sindacale alla RCS.

Milano, 5 ottobre 2015

 

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