CLAN: Equo compenso, contratto, nuovo welfare e riforme

E’ stata una riunione proficua quella di fine luglio della Commissione Lavoro Autonomo Nazionale, i cui rappresentanti lombardi sono esponenti di Senza Bavaglio: molti gli argomenti affrontati senza nascondersi i problemi della categoria, piuttosto evidenziandoli nell’ottica di essere propositivi e trovare soluzioni fattibili ma non “umilianti”.

Ferdinando Baron
Ferdinando Baron

La Commissione ha avviato un’ampia discussione nella quale sono emerse varie posizioni. La  maggioranza degli interventi si è espressa su: contrarietà netta all’equo compenso così come votato dalla Fnsi e bocciato dal Tar; a questo proposito l’intero istituto sarà ridiscusso da un gruppo di lavoro che si occuperà anche del contratto nazionale.

Sono stati pensati e diverranno operativi altri tre gruppi di lavoro: uno dedicato a formazione (anche sindacale) e modifica della rappresentanza sindacale; uno su nuovo welfare e servizi a favore degli autonomi (ad esempio progettazione europea, accordo per abbattere del 70% le spese di tenuta contabile/fiscale tramite piattaforma digitale nazionale, accordo per ora valido solo in Veneto, Marche e Sardegna); uno su riforma dell’Ordine dei Giornalisti e Carta di Firenze.

E’ stata espressa viva preoccupazione per il futuro pensionistico degli autonomi/freelance e per la mancanza di welfare le cui risorse però non possono essere trovate sottraendole dai versamenti degli iscritti alla Gestione Separata (Inpgi2).

In questo senso non sono mancate critiche alla decisione di Inpgi di destinare 9 milioni di euro in 3 anni alla Casagit per la creazione di un profilo a favore degli autonomi con prestazioni sanitarie di cui però non è ben chiara l’entità. A tale proposito è stato sottolineato come una somma così cospicua avrebbe potuto essere usata per istituire un fondo a favore dei freelance/co.co.co./autonomi che perdono il lavoro. In ogni caso è stato ribadito che il profilo per gli autonomi dovrà prevedere prestazioni e coperture maggiori rispetto al profilo più basso previsto dalla Casagit, rafforzando al contempo l’istituto della maternità. Secondo l’Inpgi ne beneficeranno 6mila 200 iscritti alla Gestione Separata che dovranno confermare l’adesione non appena il provvedimento otterrà il via libera dai ministeri vigilanti.

Criticata la decisione di Inpgi di istituire un contributo per le pensioni più alte, perché provvedimento ad alto rischio di incostituzionalità e non risolutivo dei problemi. In questo senso sarebbe molto più importante allargare la platea dei contribuenti, con maggiore rispetto dell’attuazione del contratto giornalistico nei casi in cui ad esempio non viene applicato (spesso in molti uffici stampa pubblici e privati).

Infine è’ stato deciso di avviare i lavori preparatori per la convocazione di una conferenza organizzativa della Fnsi sulle problematiche del lavoro autonomo e della precarietà da tenersi entro l’autunno.

Al termine della riunione si è convenuto che, al di là degli aspetti specifici, a livello generale la Clan dovrà battersi soprattutto per il rilancio del reddito da lavoro giornalistico, oggi continuamente calpestato e messo sempre più in pericolo. I rappresentanti della Lombardia hanno fatto mettere agli atti un documento con alcune proposte che sarà discusso nei gruppi di lavoro e su cui vi terremo aggiornati.

Ferdinando Baron e Ottavia E. Molteni
Senza Bavaglio
Rappresentanti in CLAN per la Lombardia