Documento eletti Lombardia Clan e Assemblea Nazionale 25 giugno

Il lavoro giornalistico è per il 65% realizzato da precari (cococo, cocopro, false partite Iva) e da freelance che vengono pagati molto al di sotto degli standard minimi di decenza, ma anche con ritardo. E si affacciano nuove pesanti forme di sfruttamento del lavoro giornalistico, coinvolgendo – con stage gratuiti o addirittura a pagamento – studenti e giovani che giornalisti non sono.

Con questo documento vogliamo focalizzare in pochi punti i temi su cui la Commissione Lavoro Autonomo Nazionale, alla luce del lavoro svolto sinora, dovrà/potrà essere chiamata a collaborare con la FNSI non in un’ottica di subordinazione ma di cooperazione e think thank per una riforma complessiva della professione e del welfare che l’accompagna, in un’ottica di flessibilità positiva che possa garantire:

  • Certezza dei pagamenti e del riconoscimento del diritto d’autore

  • Tutela del lavoro giornalistico

  • Formazione professionale effettiva e riqualificazione professionale per chi perde il lavoro

  • Aiuto all’imprenditorialità giornalistica

  • Rappresentanza sindacale rinnovata e aperta a tutte le figure giornalistiche

Crediamo che la Clan abbia il compito di indicare non solo nuovi strumenti legislativi, normativi e operativi a favore dei giornalisti, ma anche suggerire nuove fonti di finanziamento a tutela del lavoro giornalistico. Per questo motivo riteniamo che dovremo concentrare l’attenzione sulle aree:

  • NUOVO WELFARE

  • EQUO E CERTO COMPENSO

  • NUOVA RAPPRESENTANZA SINDACALE E DIFESA DELLA PROFESSIONALITA’

L’obiettivo sarà quello di ribadire che accanto alla libertà di pensiero per tutti i cittadini, esiste il diritto dei cittadini ad essere informati, da cui ne consegue che l’informazione va affidata a professionisti la cui indipendenza economica e giuridica va tutelata. In estrema sintesi proponiamo di lavorare su:

  • organismo di base a livello sindacale

  • a livello di equo e certo compenso proporre un fondo a favore dei giornalisti che paghi in assenza di pagamenti dell’editore e poi si rivalga sugli editori, suggerendo anche con quali forme finanziare il fondo stesso (es. vedi sotto)

  • a livello di difesa del diritto d’autore e dell’editore suggerendo una normativa che costringa i grossi contenitori di pubblicità ma non di contenuti giornalistici a pagare una tassa non tanto sui diritti d’autore ma per garantire il pluralismo e la libertà d’informazione. Dovremo suggerire di introdurre agevolazioni fiscali per chi fa pubblicità passando dagli editori (anche online) e vincolare gli editori a percepire i fondi già esistenti solo dietro certificazione e bollino.

  • a livello di nuovo welfare col fondo si potrebbero anche finanziare riqualificazione professionale, start up di giornalisti, una sorta di assegno di disoccupazione legato a progetti per mettersi in proprio o riqualificarsi, il fondo potrebbe dare prestiti a tasso rasente lo zero per l’acquisto di smartphone e pc, prevedendo anche un comodato gratuito per i più indigenti e riconoscendo un assegno di genitorialità a uomini e donne per i primi mesi di vita del bambino. Sempre a livello di nuovo welfare si potrebbe sensibilizzare le grosse realtà immobiliari ad affittare a canone quasi sociale a giornalisti, con la garanzia del fondo stesso in caso di temporanea insolvenza.

  • Rigettare il Cnlg firmato e proporre la stabilizzazione (anche alla luce di una normativa più favorevole prevista nel Job Act) per cococo e false partite Iva.

Il discrimine non dovrà più essere tra contrattualizzati e precari/freelance, ma in un’ottica di flessibilità e sicurezza (da affidare al sistema del welfare) tra collaboratori stabili delle testate giornalistiche e freelance liberi di scegliere con chi lavorare.

Crediamo, infine, che il riscatto dei liberi professionisti dell’informazione passi da un’alleanza tra contrattualizzati e freelance senza la quale si rischia di restare agganciati a vecchie politiche che finora non hanno raggiunto alcun risultato. L’impegno della Clan in questo senso deve essere deciso e portato in tutte le sedi opportune, con incontri ed audizioni ad hoc (Agcom, Senato/Camera, Governo, Autorità garante per la concorrenza del mercato, Presidenza della Repubblica, eccetera).

Milano, 24 giugno 2015