Charlie Hebdo/Gli assassini hanno colpito l’essenza della nostra democrazia

Il commento più stupido che ho sentito ieri pomeriggio è stato: “Se la sono cercata”. Come si fa a non capire che se i giornalisti di Charles Hebdo avessero ceduto alle minacce e alle intimidazioni ricevute negli ultimi anni avrebbero abdicato alla loro funzione di giornalisti?

E’ vero che le vignette hanno provocato la reazione dei fondamentalisti, ma questo non deve farci cadere nell’errore di giustificare in qualche modo gli assassini che “poveracci”, hanno ceduto alla provocazione.

Il feroce attacco del 7 gennaio 2015 a Parigi non dev’essere affrontato né sul piano dei contenuti, né su quello delle reazioni folli. Qui si tratta di difendere uno dei cardini dell’organizzazione sociale che ha preso forma con la Rivoluzione Francese.

Si può non essere d’accordo con la satira di Charlie Hebdo, ma questo non c’entra nulla. Con la loro folle impresa gli assassini hanno voluto colpire non solo il settimanale, ma il diritto di ciascuno di noi di esprimere le proprie opinioni e i propri pensieri, compreso il diritto alla satira. Ogni cedimento sulla libertà di espressione è assai pericoloso.

 

La satira è di per se stessa dissacrante deve attaccare ciò che è “sacro”, i miti, le ipocrisie, il perbenismo tutto quanto si configura come centro di potere politico, religioso, economico.

E’ vero che i giornalisti di Charlie Hebdo sapevano di essere sotto tiro. Secondo qualcuno avrebbero dovuto abbandonare il loro lavoro soltanto perché minacciati. In un Paese come il nostro, dove sono tanti i giornalisti intimiditi dalla mafia e dalla malavita in genere, sarebbe come accettare senza reagire la scomparsa della libera informazione. E questo è inaccettabile. Onore ai giornalisti di Charlie Hebdo che hanno avuto il coraggio di continuare e non si sono fatti intimidire.

 

Partecipare alla manifestazione di sabato davanti al consolato francese di Milano è doveroso per tutti i giornalisti, al grido di “Non ci faremo intimidire dagli assassini” .

 

Massimo A. Alberizzi

 

malberizzi@senzabavaglio.info