ELEZIONI FNSI/Il programma dei siddiani: esilarante

di Senza Bavaglio
Milano,

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Franco Siddi

Siddi scende in campo anche a Roma (oltre che in Lombardia dove il suo fan, Pino Nardi, lo scimmiotta da sempre). Eppure non è più rieleggibile: ha già fatto due mandati da presidente, due da segretario, per complessivi 13 anni. Cosa vuole ancora? Nel Lazio la lista che lo fiancheggia, si chiama giornaLista, ed ha un programma esilarante. Perché chiede cose che la maggioranza di Siddi in questi tredici anni non ha fatto e non ha voluto fare.

Vediamole punto per punto:

1) “La riforma dell’Ordine e dell’accesso alla professione appare improcrastinabile”. Bene, è competenza dell’Ordine. Il sindacato può proporre, ma la lista pro-Siddi di proposta non ne fa mezza. Usa solo aggettivi: “improcrastinabile”, “ineludibile”;

2) “Nessuna azienda può immaginare di basare le proprie fortune sull’impoverimento dei salari e sulla fiscalizzazione degli oneri sociali od altre misure che si limitano a trasferire debito alle generazioni future”. Non solo lo immaginano, le aziende, ma lo mettono in pratica: con il rinnovo contrattuale, voluto dalla maggioranza siddiana, è proprio quello che gli editori hanno ottenuto. Impoverimento dei salari uguale salario d’ingresso; contributi previdenziali decurtati e carico per metà allo Stato nei contratti a tempo determinato; debito alle generazioni future, con l’ex fissa tolta quasi del tutto ai più giovani, del tutto ai neo-assunti e al prelievo a spese dei neo-assunti per pagare il debito degli editori;

3) “Nel sistema radiotelevisivo urge una rideterminazione di regole”. Nella gestione Siddi, in quattro anni il dipartimento che doveva lavorare sull’emittenza si è riunito due volte. Una volta ogni due anni!;

4) “I fondi per l’editoria non possono essere erogati agli editori che licenziano”. La Fnsi ha firmato stati di crisi per decine di milioni di euro di tagli in costo sul lavoro a chi aveva licenziato appena qualche mese prima;

5) “Nell’anno 2014 è inaccettabile che possano continuare a persistere nel concreto differenze di trattamento salariale tra uomini e donne”. Se è per questo è inaccettabile da sempre: ma non bisogna dirlo agli elettori (anzi, alle elettrici…) bisogna dirlo agli editori. E questo non è stato fatto; neanche una parola, mezzo accenno, un colpetto di tosse;

6)  “L’inclusione di collaboratori e freelance nel contratto è un passo fondamentale”. Vero, giusto. Ma come? La maggioranza della Fnsi sui co.co.co. ha firmato un accordo che legalizza compensi da fame;

7) “I giornalisti pensionati sono stati in larga parte penalizzati negli ultimi anni. Tra le priorità c’è la battaglia per trattamenti equi e non punitivi in ambito previdenziale”. Eppure, l’unica proposta in questo senso è venuta dalla solitaria voce della minoranza nella Giunta Fnsi, sostenuta anche da Senzabavaglio. Dalla maggioranza: silenzio tombale.

Forse bisognerebbe evitare di prendere in giro i colleghi. E votare le liste che hanno detto chiaro e tondo “no” a questo contratto che mette le mani in tasca ai giornalisti. Cercando per una volta di dire all’amico magari simpatico ma non competente, e cooptato per far numero dalla maggioranza: “No, scusa, il voto non te lo posso dare. Bisogna premiare un progetto, la coerenza, e non le promesse a vanvera”.

Nell’urna non sbagliare.

Senza Bavaglio
www.senzabavaglio.info
twitter @sbavaglio

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