Il terrore dei dirigenti di perdere il potere. Hanno paura dei non contrattualizzati

Il terrore dei dirigenti di perdere il potere

Hanno paura dei non contrattualizzati

di Nicoletta Morabito

A nome di Senza Bavaglio i 14 novembre ho seguito a Firenze il tavolo sul lavoro autonomo, presenti una quindicina di colleghi provenienti da Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Umbria. Subito dopo il giro di dichiarazioni su cosa avremmo voluto ottenere dal prossimo Congresso ho capito che le posizioni della maggioranza dei presenti ruotavano principalmente su questo tema: UNITARIETA del sindacato, ovvero garantiti, precari, freelance tutti insieme appassionatamente.

Un richiesta precisa sulla rappresentanza: precari e autonomi devono essere rappresentati adeguatamente in tutti i vari organismi direttivi ed esecutivi. E ci mancherebbe altro, ormai il popolo di precari e freelance è più numeroso dei contrattualizzati e quindi si chiede quello che democraticamente ci è dovuto.

Dove sta la novità? Dove sono le idee innovative? Quando ho cercato di far capire che invece questo Congresso era loccasione giusta per proporre lOrganismo di Base di precari e freelance, insomma dei non contrattualizzati a tempo indeterminato, mi è stato risposto da molti colleghi, veneti e toscani in testa, che così si divide il sindacato, invece si deve essere uniti.

Inutile spiegargli che esistono già due organismi di base in seno alla FNSI, i pensionati e soprattutto quello dei giornalisti RAI, e se veramente gli organismi di base dividessero sarebbero da abolire anche quelli. Inutile spiegare a chi non ha dimestichezza con la democrazia che la fondazione dellOrganismo di Base è una delibera congressuale (approvata allunanimità) che dovrebbe essere applicata. Il terrore che i non contrattualizzati, ormai la stragrande maggioranza dei giornalisti, assumano il ruolo guida in una FNSI dominata dai contrattualizzati paralizza ogni decisione in proposito.

Quando poi ho detto che il mio primo scopo sarà quello di licenziare la vecchia dirigenza che ha fatto solo disastri, mi è stato risposto che non si possono fare attacchi personali (ma come le responsabilità non sono forse personali?) anche se si sono trovati daccordo con me che bisogna cambiare i grandi capi. Veneti e Toscani hanno poi tirato fuori dal cappello a cilindro i loro documenti già pronti che spiegavano questi due punti base: Unità e maggiore rappresentanza del popolo precario ai vertici del sindacato. Vuote parole per lasciare tutto come sta.

Alla fine è stato stilato un altro documento conclusivo pieno di parole vuote e di buoni propositi (siamo alle solite!) cui io non ho contribuito e mi sono espressa contro. La parola freelance non compare mai, si preferisce definirli autonomi, non c’è nessuna una proposta veramente innovativa, viene chiesto solo ed esclusivamente quello che ci spetta di diritto, unica novità una rappresentanza anche a livello aziendale. Ve lo ripropongo qui sotto, perché serva a capire che se si continua così si distrugge anche quel poco che resta.

Dai giovani virgulti del giornalismo precario mi aspettavo qualche cosa di più, non basta chiedere la riorganizzazione del sistema della Commissioni e Assemblee lavoro autonomo. Finora non hanno funzionato, a detta degli stessi componenti, a causa del muro di gomma della segreteria e della giunta, perché dovrebbero funzionare in futuro?

Al documento del Veneto devo riconoscere che contiene una serie di richieste concrete che si possono condividere per dare più garanzie e più diritti agli autonomi, ma la posizione politica dellUnitarietà mi sembra debole e senza futuro.

FNSI è già un sindacato unitario, non serve ribadirlo è un po come dire lasciamo tutto come sta, diamo solo una spolverata alla facciata. Questo è quello che ho percepito.

Nicoletta Morabito
Candidata di Senza Bavaglio nelle liste dei collaboratori in Lombarda

USGF – www.usgf.it

Tavolo Lavoro autonomo

La rappresentanza del lavoro atipico/autonomo deve avere origine in un processo elettivo democratico. I lavoratori atipici/autonomi devono essere presenti in modo politicamente e numericamente rilevante anche negli organismi direttivi ed esecutivi a livello federale e regionale, anche attraverso opportune modifiche statutarie e regolamentari, pure in vista del prossimo rinnovo contrattuale.

. Occorre lavorare per ottenere una rappresentanza di atipici/autonomi anche a livello aziendale, promuovendo coordinamenti di testate e, o di gruppo editoriale.

. Va restituito ruolo effettivo in tutto il processo di elaborazione contrattuale e di politica sindacale a tutti gli organismi statutari, comprese le rappresentanze del lavoro autonomo/atipico, e agli strumenti di consultazione previsti

. Nuovi servizi e consulenze pensati per le specifiche esigenze degli atipici/autonomi

. La piena cittadinanza contrattuale agli atipici/autonomi

. L’applicazione degli accordi e la promozione di vertenze laddove non vengano rispettate

. Rafforzare il ruolo e il peso politico del sindacato nei confronti di governo, parlamento e partiti per ottenere quelle riforme normative urgenti e necessarie per rinnovare le regole della professione, e per ottenere gli strumenti di legge, oggi inesistenti, necessari per garantire forme di welfare per atipici/autonomi

. Instaurare un legame virtuoso e reciproco fra Federazione, Associazioni regionali di Stampa ed esperienze territoriali.

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