NO AL CONTRATTO/Assemblea il 5 luglio a Roma

No al contratto, no all’accordo su equo compenso e lavoro autonomo

Assemblea nazionale aperta

Roma 5 luglio 2014 dalle 10 alle 14

ALL’ORP VIA DELLA PIGNA, 13/a

Per aderire mandate una mail a: perunanuovafnsi@yahoo.it

PER UN SINDACATO DEI GIORNALISTI

Siamo giornaliste e giornalisti che vogliono ricostruire un sindacato vero, fatto di colleghe e colleghi capaci di battersi e di fare accordi ma sempre a tutela dei diritti di tutte e tutti. Con lo sciagurato accordo su Equo Compenso e Lavoro autonomo e un rinnovo contrattuale che cancella diritti acquisiti consentendo di assumere (anche a termine) professionisti di grande esperienza al livello dei giovani appena usciti dalle Scuole, la FNSI ha toccato il punto più basso della sua storia.

Il contratto firmato è lesivo di molteplici diritti ma, soprattutto, umilia il lavoro cosiddetto non garantito, impoverendolo e chiudendogli la prospettiva di garanzie future. In questo modo indebolisce anche i cosiddetti garantiti, creando un futuro drammatico per la stessa Inpgi, e per le pensioni future, che in assenza di lavoro “buono” non ha basi materiali per vivere. Senza contare che, sul piano delle retribuzioni, la categoria, continua a restare al palo.

L’opacità del negoziato sindacale, la subalternità agli editori, la scarsa conoscenza della vita delle redazioni e la mancanza di una visione strategica che ricomprenda la carta stampata, le televisioni e l’universo senza regole dell’informazione digitale pongono il drammatico problema dell’efficienza del sindacato e della sua democrazia interna. Serve un nuovo progetto:

 

1. Per un sindacato di tutti coloro che hanno fatto della ricerca delle notizie una scelta professionale, contrattualizzati, free lance, precari

2. Per un sindacato in grado di leggere i cambiamenti della società e del mercato e allarghi numero, possibilità e retribuzione di chi lavora.

 

3. Per un sindacato che sia controparte degli editori e punti ad uno scambio alto nelle trattative contrattuali

4. Per un sindacato che trovi nell’innovazione e non nella conservazione su logiche politiche e correntizie, le ragioni del consenso, riscrivendo un contratto nazionale fermo alla linotype

5. Per un sindacato che incalzi la politica per una legge di settore su start up, risorse dai grandi motori di ricerca, investimenti su vecchia e nuova editoria, servizio pubblico radiotelevisivo