FIRMATO IL CONTRATTO SUL LAVORO AUTONOMO: LA FNSI LEGALIZZA LO SCHIAVISMO

Alle 4:30 di questa notte è stata firmata la parte del contratto che riguarda il lavoro autonomo. Gli editori hanno vinto. Non ci saranno più vertenze davanti ai giudici (questa era una delle richieste pressanti degli editori). Il precariato è stato legalizzato sotto forma di CoCoCo.

Questa relazione non vuole essere esaustiva. Aspettiamo il documento finale. Comunque rileviamo subito che:

La FNSI è riuscita a peggiorare le proposte della FIEG. Un accordo raggiunto in precedenza per 27 Euro lordi per un articolo di 1500 battute è sceso a 20,80 euro per “almeno” 1600 battute. Dopo i primi 12 pezzi il valore degli articoli scende. Ignobile!

Naturalmente non si paga sul lavoro ordinato, ma su quello pubblicato. Inoltre se vi chiedono un pezzo di 1800 battute e ne pubblicano 1550, mi dispiace siete sotto le 1600 del contratto quindi non vi pagano. In altre parole è stato legalizzato lo schiavismo.

Se l’editore rispetta le lunghezze richieste, con quaranta pezzi al mese si guadagnano 500 euro. Attenzione: naturalmente nessun rimborso spese, se non concordato in precedenza.

E’ stata pattuita un’assicurazione infortuni. L’editore pagherà pochi spiccioli (da 6 a 11 euro) al mese. Non si conoscono le condizioni pattuite. C’è il timore che non sia stato concordato neppure l’ammontare dei risarcimenti.

E’ stata strappata la promessa di un ingresso dei collaboratori in Casagit. Sì, avete letto bene: solo la promessa! E naturalmente con il profilo più basso.

Non ci sono ammortizzatori sociali. Se decidono di non servirsi più di un collaboratore, via: un editore lo caccia senza problemi (per lui). Neanche i lavori più umili sono inquadrati così.

Nessuno può fare più causa per essere assunto ex art. 1 e ex art. 2. Legalizzato il precariato a vita: se ti rivolgi al giudice perdi, perché questo pessimo accordo prevede il precariato.

Mancato l’obbiettivo di mantenere il diritto alla firma, con equiparazione della firma del collaboratore con quella del redattore. (Attenzione il diritto alla firma verrà propagandato come un obbiettivo raggiunto: non è vero. Le cose restano esattamente come prima.)

Perché correre così in fretta e firmare senza aver consultato i veri giornalisti, quelli che lavorano (non quelli in permesso sindacale anche da 26 anni)? Semplice, perché oggi c’è la riunione della Commissione Equo Compenso. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti era stato molto chiaro: se la parti (FNSI/FIEG) non si fossero messe d’accordo le tariffe le avrebbe fissate il governo.

Da qui il comprensibile terrore della FIEG: sicuramente il sottosegretario non avrebbe mai deciso cifre così ridicole e umilianti per una professione seria come quella dei giornalisti.

Con i compensi decisi da questo accordo, dove andrà a finire la qualità dell’informazione, l’etica dei giornalisti e la correttezza di questo lavoro, compresa la verifica delle fonti fondamentale per tutelare i lettori?

La FIEG, quindi, ha esercitato pressioni sulla FNSI, perché si firmasse il contratto prima di questa riunione. La FNSI di buon grado ha accettato.

Ieri pomeriggio nella sede del sindacato si è tenuta una riunione della giunta e delle associazioni regionali per decidere se andare o meno in FIEG a firmare.

Non hanno votato la Lombarda e la Romana, le due associazioni più grosse che da sole rappresentano 8.199 giornalisti professionali, più del 50 per cento degli iscritti. Per la Lombarda non c’era nessuno, per la Romana non c’era il segretario Paolo Butturini, ma il vicepresidente, Lorenzo Monteforte. Che – sembra pazzesco – non ha votato.

In particolare Giovanni Rossi (Emilia Romagna e presidente della FNSI) ha pressato perché si andasse a chiudere l’accordo sostenendo che la commissione equo compenso potrebbe fissare cifre più basse (più basse di queste ridicole fissate dal contratto? Anche questo, pazzesco, oltre che un insulto all’intelligenza del sottosegretario Lotti)

Franco Siddi è stato sostenuto dall’intera giunta (ma come, Guido Besana e la sua corrente,  Nuova Informazione, non erano critici?). Per fortuna c’è ancora chi ha il coraggio di esprimere le proprie idee con coerenza e onestà intellettuale: Fabio Morabito. Non ha avuto paura – unico – di votare contro una maggioranza arrogante e prevaricatrice che ormai non rappresenta più nessuno. Elena Polidori si è astenuta.

Mentre la petizione di Andrea Montanari, che chiede un congresso anticipato della FNSI e di consultare la base prima di qualunque accordo, viaggia verso gli 800 sottoscrittori, noi di Senza Bavaglio chiediamo a tutti i colleghi di formulare proposte per bloccare questo sciagurato accordo.

Massimo A. Alberizzi
malberizzi@senzabavaglio.info
twitter @sbavaglio

Formulate le vostre proposte a:
Fabio Gibellino fgibellino@senzabavaglio.info
Simona Fossati
sfossati@senzabavaglio.info