CONTRATTO/Roma blocca Siddi e appoggia la richiesta di congresso anticipato

SI è svolta a Roma la riunione “di tutti”: Consiglio Direttivo, la Giunta Esecutiva, La Consulta dei Cdr, il Collegio dei Probiviri, il Collegio dei Sindaci, la Commissione Contratto, il Coordinamento Lavoro autonomo atipico e precario, i Dipartimenti, le Consulte e le Commissioni dell’Associazione Stampa Romana, insomma proprio di tutti, per un incontro con il segretario della FNSI, Franco Siddi. La riunione è stata trasmessa in streaming (è bene ringraziare per questo il collega Alberto Marolda) anche se poi il collegamento si è interrotto per motivi imprecisati. Alberto ha comunque messo in rete il video registrato della riunione.

Chi ha sentito l’intervento di Siddi deve aver sofferto parecchio. Invece del capo del sindacato dei giornalisti sembrava di sentire il capo della federazione degli editori.

E’ stato un elenco di problemi che – secondo lui – si devono risolvere con il sacrificio dei lavoratori. Nel classico adagio i profitti a noi (editori) le perdite a voi (lavoratori e Stato). Per salvare il salvabile di quella che Siddi ritiene essere una crisi epocale, ci si deve rivolgere allo Stato che dovrebbe finanziare gli editori che hanno sperperato il loro (nostro) denaro.

E’ vero, in streaming abbiamo perso delle battute, ma non ci pare di avere sentito una parola di critica agli editori. Nulla. E’ passata sotto silenzio una ripresa evidente del settore, né è stata spesa una frase sul bilancio dell’Espresso in attivo, o sul Sole 24 ore in trend positivo o sul 1,1 miliardi spesi dalla RCS per comprare un’azienda decotta come la Recoletos (causa di tutti i mali del gruppo). Non una parola neppure sul fatto che la stessa RCS, che si è sbarazzata di oltre 800 lavoratori (tra giornalisti e poligrafici), abbia premiato l’uscita del suo amministratore delegato con 6 milioni di euro o volesse gratificare l’attuale con un sostanzioso bonus di poco meno di un milione di euro. Quello stesso manager che ha ridotto come uno strozzino i compensi già magri dei collaboratori.

Alla riunione di Roma comunque Siddi ha ricevuto pesanti critiche. Lo stesso segretario della Romana, Paolo Butturini, ha preso le distanze e ha chiesto che siano riaperte le trattative con gli editori in modo tale che siano tenute in considerazione le istanze e le richieste venute dalla base.

Sentite voi con le vostre orecchie l’intervento di Franco Siddi sul sito http://iogiornalista.com/incontro-con-il-segretario-della-fnsi-franco-siddi-sulla-trattativa-contrattuale-video/ messo a disposizione da Alberto Marolda. E paragonatelo con quelli della scorsa tornata di negoziazioni contrattuali. Il segretario parla per slogan. Come l’altra volta lancia promesse. Ricordate il “patto generazionale” di quattro anni fa? Fallito, miseramente fallito. Disegna un quadro catastrofico ma non individua mai come corresponsabile se stesso e gli altri dirigenti! Lui, in permesso sindacale da oltre 24 anni, non sa più nulla del lavoro dei giornalisti. Lo si capisce persino dal linguaggio, un sindacalese talvolta incomprensibile. Soprattutto non individua i motivi per cui vuole costringere i colleghi a ingoiare un contratto capestro che calpesta i più elementari diritti: l’incapacità del sindacato, rinchiuso ormai in una cittadella d’oro, di mobilitare la gente.

Qui sotto le due mozioni, presentate dai colleghi romani, che bloccano il tentativo di Franco Siddi di firmare il contratto senza ulteriori consultazioni, appoggia la richiesta di un gruppo di giornalisti indipendenti di indire un congresso anticipato della FNSI e in ogni caso di tenere un referendum vincolante prima di firmare qualunque accordo.

Senza Bavaglio si associa a questo documento ricordando però quanto sia importante organizzare un referendum con sistemi democratici. Già la scorsa volta un dirigente della FNSI si fece scappare una frase “bizzarra”: “Abbiamo promesso il referendum e dobbiamo tenerlo, ma organizziamolo con regole che ce lo facciano vincere”.

Senza Bavaglio
@sbavaglio
www.senzabavaglio.info
www.usgf.it

PS La richiesta di Congresso Anticipato è stata già firmata da membri di CdR (tra cui il Corriere della Sera), membri della Commissione Contratto, firme importanti del giornalismo, dirigenti degli ordini regionali e nazionali, del Fondo Complementare e dell’INPGI. Si può firmare sul sito:

http://www.change.org/it/petizioni/giornalisti-professionisti-pubblicisti-professionali-richiesta-convocazione-urgente-congresso-fnsi?share_id=OrgVkMBSrm&utm_campaign=share_button_action_box&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition

Ecco la mozione

CONTRATTO DI CATEGORIA: NON FIRMATELO!

Equo compenso-truffa, esproprio dei diritti acquisiti, legittimazione nel Contratto di categoria della precarietà, dello sfruttamento e di un mercato del lavoro che premia gli editori, fine del giornalismo professionale e, di fatto, via libera al dilettantismo, tramonto definitivo della libera informazione.

Questo è lo scenario che si prospetta se le ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNLG avanzate dalla segreteria Fnsi dovessero diventare realtà. Per cui:

Preso atto che

– tutte le proposte avanzate dai nostri rappresentanti negli organismi di categoria sia su equo compenso sia sul rinnovo del Ccnlg sono state ignorate bellamente, come pure quelle suggerite dall’Associazione stampa romana: eppure, puntavano su un contratto collettivo che, allo stesso tempo, mettesse al centro la qualità dell’informazione – anche per superare la crisi del settore – e che fosse  “inclusivo”, ovvero rispettoso di professionisti (e non dilettanti) che devono poter fornire le loro prestazioni professionali con maggiori garanzie economiche e contrattuali, soprattutto quando non hanno la certezza del posto fisso a vita

– nonostante la mozione approvata all’unanimità dalla Commissione nazionale contratto lo scorso 17 aprile, che vincolava la segreteria Fnsi a informare preventivamente i membri della suddetta Commissione sugli sviluppi della  trattativa in corso, a distanza di quasi due mesi non è stata più convocata, mentre in diverse occasioni pubbliche il segretario Fnsi afferma che si firmerà il Contratto entro giugno

Stigmatizziamo

la  proposta populistica e strumentale dei «mille posti di lavoro» per i giornalisti, che non indica né metodi né criteri per attuarla (tra l’altro, bastava copiare i suggerimenti proposti dal documento di Asr): se passasse così, significherebbe occupazione ancora una volta precaria e sottopagata (addirittura con retribuzione inferiore a quella dei redattori ordinari con esperienza professionale inferiore ai 30 mesi). Una “sanatoria” sulla pelle di colleghi che lavorano con contratti capestro che dissimulano lavoro dipendente, finora già troppo penalizzati.

Respingiamo con forza

la proposta – contraria, peraltro, allo spirito della legge n. 233 sull’equo compenso per i giornalisti non subordinati – di introdurre nel Ccnlg una nuova figura professionale, ovvero il «giornalista economicamente dipendente» cui andrebbe applicato un “equo” compenso-truffa, legalizzando in tal modo nel contratto di categoria lo sfruttamento con cifre che offendono la dignità delle persone e della professione.

Condanniamo con vigore

l’ipotesi di abolire gli articoli 2 e 12 che devono rimanere in vigore come unico inquadramento (assieme agli articoli 1 e 36, ovviamente) per garantire indipendenza intellettuale ed economica ai professionisti dell’informazione. Piuttosto vanno aboliti i cococo visto che nel nostro contratto di categoria già esistono le suddette figure professionali “flessibili”.    

Respingiamo il tentativo

di privare i giornalisti autonomi di ogni diritto (a partire da quelli elementari, come il diritto alle ferie o ai giorni di malattia o al tfr) e addirittura di “condannarli” al sottopagamento nel Contratto di categoria, creando così le condizioni favorevoli affinché gli editori in un futuro non lontano possano usare questi colleghi sottopagati al posto degli ex articoli 1 e 2.

Biasimiamo

la proposta di prevedere  l’ex fissa per alcuni giornalisti e per altri no.

Sosteniamo

la petizione lanciata su change.org da alcuni colleghi che chiedono la convocazione del Congresso anticipato perché il rinnovo del Contratto in una fase storica del giornalismo sia davvero, col contributo di tutti i giornalisti italiani, occasione di rilancio della professione.

Diffidiamo

l’attuale dirigenza FNSI dal firmare un contratto altamente lesivo della professionalità dei giornalisti tutti, contrattualizzati e autonomi. Un contratto che, se firmato, minerebbe definitivamente la libertà di opinione e di stampa e quindi il lavoro di tutti gli operatori dell’informazione.

Ci riserviamo fin da ora di ricorrere ad azioni collettive giudiziarie e alla Corte europea dei diritti dell’uomo per far valere i nostri diritti di lavoratori e valuteremo anche possibili comportamenti antisindacali.

Commissione regionale lavoro autonomo e Coordinamento giornalisti atipici e precari di Stampa Romana

E QUI SOTTO LA MOZIONE CHE CHIEDE LA RIAPOERTURA DELLE TRATTATIVE

 

DOCUMENTO DELL’ASSEMBLEA DEGLI ORGANISMI DELLA ASSOCIAZIONE STAMPA ROMANA SULLE TRATTATIVE CONTRATTUALI “PROSEGUIRE IL CONFRONTO COL GOVERNO SULL’OCCUPAZIONE

CONSULTARE LA CATEGORIA PER UNA PIATTAFORMA CONDIVISA”

 

L’assemblea degli organismi dell’Associazione Stampa Romana, visto l’andamento delle trattative contrattuali illustrato dal segretario della Fnsi, Franco Siddi, ritiene che i punti raggiunti finora siano largamente insufficienti a chiudere un accordo che rilanci l’occupazione stabile e contrattualizzata in modo da governare e superare una fase critica come quella che l’editoria sta vivendo. Così come sono assolutamente insufficienti a tutelare quella che è ormai la parte maggioritaria della professione, ossia le colleghe e i colleghi precari, autonomi e freelance.

L’assemblea chiede, quindi, alla Segreteria e alla Giunta della Fnsi di proseguire soltanto il confronto col Governo sull’utilizzo del Fondo Straordinario per l’Editoria in funzione di conservazione e allargamento inclusivo del mercato del lavoro giornalistico, vincolando ogni intervento pubblico a un congruo numero di stabilizzazioni a tempo indeterminato e con garanzie di dignità professionale, sulle quali misurare la tenuta della categoria stessa e dei suoi istituti. Confronto col governo nel quale si potrebbero anche inserire proposte di intervento per rilanciare e tutelare il settore.

Sul resto del dibattito contrattuale l’assemblea chiede si ritorni a consultare la categoria attraverso i suoi organismi di base (dalla Commissione Contratto alla Consulta dei Fiduciari e Cdr, alla Clan ecc) per definire una piattaforma, anche snella e di pochi punti, che miri veramente a riformare gli assetti di un accordo che ha ormai esaurito la sua tenuta, puntando su innovazione, inclusione e occupazione di qualità, pur con le necessarie flessibilità.

L’assemblea chiede, comunque, che qualsiasi articolato dovesse essere concordato, sia sottoposto a referendum preventivo nella categoria.

Nelle foto: Franco Siddi, i fantasmi dell’informazione organizzati a suo tempo dall’USGF (Unione Sindacale Giornalisti Freelance) e da Senza Bavaglio per portare all’attenzione i problemi dei liberi professionisti, Maria Giovanna Faiella, una delle colleghe animatrici della protesta a Roma contro la bozza di contratto, e Paolo Butturini, segretario di Stampa Romana.