Sulla corruzione Renzi fa la tigre, ma è solo un gatto

Dopo l’ennesimo enorme scandalo, Renzi ha fatto di nuovo la “voce grossa”, ma solo quella. In Italia dire, come ha fatto il nostro capo del governo, che i politici condannati non devono più fare i politici, oppure che “i ladri saranno cacciati a calci dal Pd”, e non dire niente è la stessa cosa. E questo per un motivo molto semplice, perché parlano sempre al futuro.

Sembrano le letterine che scrivevamo da bambini a Natale, dove promettevamo sempre di essere più ubbidienti. E poi fanno sempre implicito riferimento alla condanna definitiva. In Italia condannare in via definitiva per fatti di corruzione, concussione o peculato, è un’impresa che riesce così raramente che è come se la norma penale non esistesse proprio.

Ma anche quando riesce è passato tanto di quel tempo che il malloppo nel frattempo si è ulteriormente ingrossato e il danno alla comunità civile ed economica è stato ampiamente consumato. Quindi quelle frasi servono solo a far fesso ancora una volta il popolo bue, servono solo a dissimulare la reale intenzione di non far nulla. Ormai immaginiamo che quando un politico dice quelle cose, subito dopo, a telecamere e microfoni spenti, si rivolge verso i suoi compagni di merenda e fa il gesto delle labbra che faceva Totò quando doveva fare il misterioso ed esprimere complicità con le parole “birra e salsiccia”.

Spero che ci siamo convinti finalmente tutti che la corruzione è il primo male del paese, perché mette a repentaglio sia la democrazia che l’economia, e getta la comunità in un degrado morale dove non si capisce più cosa è giusto e cosa è ingiusto.

Gli organismi internazionali, compresa l’Ue, cercano di farcelo capire in tutti i modi attraverso i documenti, e pensiamo che lo dicano ad alta voce negli incontri riservati (non lo dicono ad alta voce pubblicamente per rispetto verso il popolo italiano), ma i nostri governanti fanno sempre finta di non sentire. Allora, se la corruzione deve essere realmente combattuta, oltre ad assicurare che la giustizia possa fare il suo corso velocemente e efficacemente mandando in galera i colpevoli, e lasciandoceli per anni e anni, è necessario e urgente intervenire in maniera preventiva, solo così la lotta può risultare efficace.

Normalmente quando uno scandalo emerge, si sente molta gente dire “si sapeva che quell’opera era diventata una mangiatoia”, lo si è sentito anche negli ultimi scandali. E’ possibile che solo ai dirigenti dei partiti non arrivino queste vox populi? Si dirà: ma non si può agire solo per sentito dire. Signori, questo è vero per un tribunale ma non per un partito, un’impresa o un’organizzazione in generale.

Siamo riusciti a sconfiggere il terrorismo consentendo che fossero considerate “prove” nei tribunali accertamenti che erano poco più che vox populi, e lì si trattava di mandare in galera delle persone. Considerato che la corruzione ha la stessa pericolosità sociale del terrorismo e della mafia, bisogna ricorrere, quanto meno nei fatti interni di un’associazione privata come un partito, agli stessi metodi, lasciando ai tribunali le prassi più puntigliose. Quando si ha un fondato sospetto si faccia un’indagine interna e si emargini i soggetti corrotti.

Renzi è già partito con il piede sbagliato quando ha imbarcato nel suo governo tre sottosegretari indagati per peculato, adducendo che si deve attendere il terzo grado di giudizio e aggiungendo, berlusconianamente, che il “governo è garantista”?! Caro Renzi, anche i corrotti e i ladri di stato si dichiarano sempre “garantisti”.

Da parte nostra poi abbiamo più volte fatto notare l’inopportunità di nominare ministro l’ex presidente della Lega delle coop, oggi aggiungiamo che è stato inopportuno anche dare il ministero delle Infrastrutture, ex Lavori Pubblici, a Comunione e Liberazione; sono, queste, tutte mine disseminate sul camino del governo. Renzi! Dia un segno concreto di discontinuità a noi poveri elettori di centro sinistra, a noi che a furia di turarci il naso viviamo in apnea da diversi anni. Non lasci solo a Grillo la bandiera dell’anticorruzione, altrimenti ci travolgerà tutti.

Avvii subito qualche indagine interna su come certi corrotti abbiano potuto scalare i vertici del partito, come per esempio Penati; commissari subito la sezione di Torino che ha dato la tessera a Greganti, tanto per fare qualche esempio. Perché vede, caro Renzi, non bisogna cacciare a pedate solo i ladri, ma anche chi li ha protetti beneficiando di quei soldi senza sporcarsi, apparentemente, le mani. E bisogna farlo subito!