MESSAGGERO/Grazie alla FNSI licenziati 5 giornalisti

Dopo la legge Fornero, anche nelle redazioni il clima è cambiato e gli editori impugnano la clava dei licenziamenti collettivi. Dopo il tentativo, fortunatamente bloccato sul nascere, di Adnkronos, tocca al Messaggero. L’editore del quotidiano più diffuso di Roma ha annunciato l’avvio della procedura per 5 licenziamenti secondo la legge 223, quella che disciplina i licenziamenti collettivi, e che la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, ha sempre sostenuto non potersi applicare per il mondo dell’editoria.
In realtà, è stato proprio il sindacato a creare i presupposti di questa situazione, firmando nel maggio  2012 un accordo per lo stato di crisi al Messaggero che stabiliva di mettere in cassa integrazione per 24 mesi  quattro colleghi contrattualizzati con l’articolo 2, quello dei collaboratori.
In pratica, stabilendo che la cassa integrazione non è più – come finora è sempre avvenuto nelle redazioni – un passaggio tecnico temporaneo, per consentire il prepensionamento di giornalisti con i requisiti di età e contributi, più gli eventuali scivoli: ma un mezzo per espellere dagli organici i colleghi pió deboli e meno garantiti.
Paradossalmente, l’intervento della Fnsi al tavolo delle trattative ha peggiorato la situazione: la bozza di accordo fra azienda e Cdr, infatti, prevedeva di mettere in cassa solo l’unico articolo 2 che aveva i requisiti per il prepensionamento, come avviene per gli articoli 1. Ma nella fase finale del negoziato, la Fnsi – nella persona del vicesegretario Luigi Ronsisvalle, designato dal segretario Franco Siddi l’ha invece avvallato la proposta peggiorativa: con l’assenso, va detto, del Cdr, tranne uno dei suoi componenti, Fabio Morabito, che non ha firmato l’accordo.
Anzi, in quanto membro della giunta della Fnsi, Morabito ha esposto in quella sede i gravissimi rischi per i colleghi, privati di ogni garanzia ed esposti al  possibile licenziamento:  cosa che è puntualmente avvenuta alla scadenza dello stato di crisi,  smentendo le finte rassicurazioni di Siddi e Ronsisvalle.  Anzi, insieme  ai 4 collaboratori è stata licenziata anche una collega articolo 1, anche lei cassaintegrata, che non ha voluto chiedere il prepensionamento, pur avendo maturato i requisiti: un suo diritto, calpestato dalla prepotenza degli editori e del sindacato connivente. Con quale credibilità ora la Fnsi puï andare alla vertenza per il rinnovo contrattuale?  La risposta è: nessuna.
Senza Bavaglio
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