RIFORMA DELLA LOMBARDA/No all’abolizione della Commissione sindacale

Nel novembre scorso all’Associazione Lombarda dei Giornalisti si è insediata la Commissione che ha il compito di elaborare le proposte di riforma dello Statuto.

La riforma, che avrebbe dovuto essere promossa già da tempo, ha lo scopo di aggiornare il testo e uniformarlo allo statuto della Fnsi su aspetti non secondari, come ad esempio il rapporto fra professionisti e pubblicisti.

La Commissione è composta, oltre che dal presidente dell’Alg, Giovanni Negri (Stampa Democratica), da Ivana Zambianchi (in rappresentanza di Senzabavaglio, da Beppe Ceccato (Nuova Informazione), Riccardo Sorrentino (Quarto Potere), Pierfrancesco Gallizzi (Movimento Liberi Giornalisti), Enrico Campagnoli (pubblicista di Stampa Democratica), Domenico Tedeschi (pubblicista) e Pino Nardi (cattolici).

Dopo un paio di riunioni per mettere a fuoco i temi principali sui quali si concentrerà il lavoro della commissione, nell’incontro di martedì 25 febbraio si è cominciato ad entrare nel merito e le varie correnti hanno preso posizione.

L’interesse di quasi tutte le componenti si è concentrato sulla norma che regola le SCADENZE ELETTORALI. Tutti i presenti, salvo Senzabavaglio, hanno concordato sulla necessità di adeguare le scadenze elettorali dell’Alg, attualmente previste ogni tre anni, a quelle della Fnsi, fissate ogni quattro.

In un sindacato che mostra scarsa capacità di rinnovamento, l’allungamento dei mandati rallenta ulteriormente quel ricambio ai vertici, anche generazionale, che sarebbe indispensabile, soprattutto in tempi di profonde trasformazioni come quelli che attraversa il mondo dell’editoria.

Ancora più pericoloso il fatto che la maggioranza della Commissione proponga di non fissare alcuna scadenza definita per statuto, in favore di regola generica che stabilisca che “le elezioni della Lombarda si tengono in contemporanea con quelle della Fnsi”.

Questo significa che se la Federazione modificasse i tempi delle proprie elezioni, quelle dell’Alg cambierebbero di conseguenza. Vi è più di un dubbio sul fatto che una simile norma sia giuridicamente fondata, visto che, da un lato, escluderebbe ogni certezza circa i termini dei mandati, e dall’altro priverebbe l’Alg di qualunque autonomia su un tema cruciale per la sua vita democratica come le elezioni per il rinnovo delle cariche, affidato, peraltro, a un organismo con diversa rappresentanza.

Del tutto condivisibile, invece, l’idea di passare al voto elettronico; una scelta che oltre a ridurre i costi delle elezioni, potrebbe favorire una maggiore partecipazione degli iscritti al momento elettorale.

Sulla questione MOROSI, è emersa la proposta di sancire la decadenza automatica di coloro che non pagano le quote sociali per due anni consecutivi, saltando i richiami scritti e il passaggio dai probiviri, che rendono l’intero processo lungo e costoso per l’Alg.

La proposta è stata accompagnata da un progetto di sanatoria, che sarebbe già stata discussa in Direttivo, in base al quale tutti coloro che verseranno le quote per il 2014 si vedrebbero “abbuonare” le quote pregresse. Per tutti gli altri scatterebbe il decadimento.

Con tutti gli iscritti regolarizzati, dal 2014 entrerebbe in vigore la nuova norma e partirebbe il calcolo dei termini per il decadimento automatico. Una proposta sensata a patto che preveda, a tutela del moroso involontario, un richiamo via mail un mese prima che scatti il decadimento.

Uno degli obiettivi principali della riforma è la revisione del RAPPORTO PROFESSIONISTI/PUBBLICISTI all’interno del direttivo, attualmente composto da 20 professionisti e 10 collaboratori.

Una modifica quanto mai opportuna, che restituirebbe a coloro per i quali il giornalismo è la principale fonte di reddito, un controllo più stretto sulle politiche sindacali, limitando il potere di condizionamento dei collaboratori, per i quali l’attività giornalistica è complementare.

Si tratterebbe, dunque, di aumentare il numero dei rappresentanti dei professionisti e ridurre quello dei pubblicisti.

Del resto, se il “modello” di riferimento è lo statuto Federale la soluzione è a portata di mano: basta trasferire il rapporto fissato nel testo FNSI, ovvero 80/20 per cento, nel nuovo statuto della Lombarda.

Sul tema, invece, le posizioni divergono: Stampa Democratica, appoggiata dal pubblicista Campagnoli, spinge per un rapporto di 22 a 8, che ridimensiona si il peso dei collaboratori, ma in modo limitato, mentre Senza Bavaglio, Nuova informazione e Quarto potere si sono trovate d’accordo nel sostenere un rapporto di 24 a 6, in linea con quanto stabilito nello statuto FNSI.

Difficile dire al momento quale posizione prevarrà, visto che alla riunione mancavano i rappresentanti di diverse componenti, da Gallizzi a Nardi, il cui parere sul punto non è noto.

Siamo convinti che occorra cogliere  l’opportunità offerta da questa riforma per tornare a far funzionare la COMMISSIONE SINDACALE, la cui attività è sospesa da anni con il pretesto che il regolamento è inapplicabile. Un ostacolo oggettivo, usato però dalle correnti come pretesto prima – ai tempi della contrapposizione fra Stampa Democratica e Nuova Informazione – per giocare delle partite di potere; negli ultimi anni – quelli della grosse koalition – per eliminare ogni occasione di “disturbo” proveniente dalla base.

Non a caso, la proposta di riforma della maggioranza che governa l’Alg prevede la trasformazione della commissione sindacale sul modello dei dipartimenti della FNSI. Un modello, dunque, che continuerebbe ad escludere qualsiasi partecipazione degli organismi di base, cioè i Cdr, dalla vita e dalle decisioni dell’Associazione, perpetuando l’autoreferenzialita di un vertice sindacale che rifiuta ogni forma di controllo da parte dei propri rappresentati.

Pensiamo invece che sia indispensabile mantenere la commissione sindacale come imprescindibile elemento di raccordo fra dirigenza sindacale e base, oltre che come luogo di incontro e confronto fra gli organismi di base. La soluzione, quindi, non può essere la sua cancellazione, ma piuttosto la correzione di quelle norme dello statuto e del regolamento che ne impediscono il funzionamento.

Alla fine della discussione, Nuova Informazione e Quarto Potere sembravano mostrare un certo interesse per questi argomenti, ma l’approfondimento della discussione è stato rinviato al prossimo incontro.

Nel corso della riunione si è anche parlato dell’opportunità di semplificare le procedure di ISCRIZIONE, eliminando la necessità per l’aspirante socio di farsi presentare da due colleghi già iscritti, sostituendola con una sorta di autodichiarazione, che, nel caso risultasse mendace, provocherebbe la decadenza automatica e immediata.

Senza Bavaglio
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