Un acuto dilemma: renzi è un furbone o un fessacchiotto?

E’ un dilemma autentico quello indicato nel titolo, almeno per chi scrive. Noi pensavamo che Renzi volesse andare alle elezioni al momento giusto per poter avere “da solo”, grazie anche alla nuova legge elettorale, la maggioranza e poter governare in santa pace e realizzare le riforme che va predicando da anni. Invece ora viene fuori che ha una voglia matta di andare subito a Palazzo Chigi, presiedere un governo in cui deve combattere ogni giorno con Alfano, Monti, Cuperlo, Civati, cioè nella più classica delle paludi italiane, affrontare con lo stesso governo le elezioni europee, che sono un’incognita molto grande, ed entrare così nella marmellata generale della prima, della seconda e dell’ennesima repubblica. Abbiamo detto più volte che il programma di Renzi non ci convince, che il suo avvento sposta a destra l’asse della politica italiana, però gli riconoscevamo un certo intuito politico. A questo punto: o Renzi deve avere delle capacità tattiche eccezionalmente superiori e che gli fanno intravedere scenari che al momento ci sfuggono, o è il solito fessacchiotto che sta per esser fatto fesso dai politicanti di lungo corso e da Berlusconi, alla D’Alema del ’98 per intenderci. Vedremo nei prossimi giorni se alzerà anche lui il cartello “Scusate il disagio, stiamo lavorando per voi” rivolto a Forza Italia, come da vent’anni sta facendo il Pds-Ds-Pd, o se effettivamente c’è qualcosa che ci sfugge. Di certo oggi sembra troppo uguale al 1998, quando D’Alema pensava di avere la situazione in mano e invece ha solo “lavorato per Berlusconi” e contro il proprio elettorato, determinando il declino del centro sinistra.

13/2/14