RCS/Sconfitti i giornalisti abbandonati dal sindacato

Ve lo ricordate? “Non accetteremo mai le cessioni”; “Non accetteremo mai la cassa integrazione a zero ore”. I sindacalisti sbraitavano così, contro l’annuncio dei dirigenti della RCS di liberarsi di una decina di testate.

E quelli di Senza Bavaglio sono stati accusati di boicottare gli accordi per aver pubblicato un paio di post (http://www.senzabavaglio.info/index.php?option=com_content&view=article&id=633:rcsuna-guerra-che-provochera-morti-e-feriti-ma-il-sindacato-sembra-non-accorgersene&catid=1:ultime&Itemid=37 ) in cui si denunciava il comportamento stravagante di sindacalisti che stavano per raggiungere un accordo che avrebbe segnato la perdita del lavoro per un centinaio di colleghi.

L’orientamento a siglare l’accordo sindacale che sancisce la vendita di Novella 2000, Visto, Ok Salute, Astra e il polo dell’enigmistica da parte della RCS alla PRS è passato a maggioranza: 14 voti a favore, 10 contro, un astenuto.

L’intesa prevede la garanzia occupazionale di 24 mesi (e poi? Tutti a casa? PRS non si è trattenuta comunque dall’evocare lo spettro dei licenziamenti individuali, ex legge Fornero, poi espunto dal tavolo…), il pagamento forfettario di 5 mila euro (a compensazione degli integrativi RCS e dei benefit, auto compresa). I colleghi non avranno mensa né diritto a buoni pasto. Nulla è stato specificato riguardo la parte “normativa” che verrà applicata ai giornalisti dalla nuova società (orari, giorni di indisposizione, visite mediche…). Il verbale d’accordo prevede la possibilità di cinque dimissioni incentivate con una cifra pari a 30 mensilità nette (equivalenti a 24 di costo lordo). Chi saranno i cinque e come verranno scelti? Nessuno lo sa.

La Rcs pagherà ai giornalisti il Tfr (non è una conquista quei soldi sono dei giornalisti e solo in custodia alla RCS) e le ferie arretrate accumulate (diritto anche questo). PRS, dal canto suo, si impegna ad avviare un corso sulla multimedialità (4 giorni l’anno a testa) e a pagare, nel 2014, un premio di produzione di 700 euro lordi sulla base di parametri da individuare.

Il round delle cessioni l’ha vinto la RCS. Una partita facile per l’azienda che ha avuto di fronte un sindacato debole che non ha saputo guidare i colleghi, ma anzi li ha impauriti e intimiditi. Verrebbe voglia di denunciare i sindacalisti per comportamento antisindacale.

Il sindacato in queste settimane non ha fatto nulla. Vengono in mente le dichiarazioni bellicose dei primi giorni con le quali si prometteva di fare dalla RCS un caso nazionale. Invece no: si è data via libera alla rottamazione dei colleghi.

Gli avvocati avevano avvisato. Fate un esposto alla magistratura sull’affare Recoletos. Nessuno si è mosso. Ci sono dei dubbi che tutta la vicenda RCS sia stata irregolare, ma nessuno dei sindacalisti, Cdr, Lombarda, Romana o FNSI ha dato mandato a un avvocato di rivolgersi a un giudice.

Irretiti e spaventati i colleghi della RCS hanno avuto paura di muoversi da soli. “Una guerra che provocherà morti e feriti, ma il sindacato sembra non accorgersene”, titolavamo il nostro post nel quale cercavamo di far capire che se si proseguiva in questo modo si andava alla catastrofe. E alla catastrofe siamo arrivati.

Invece di riflettere su quanto avevamo scritto, siamo stati additati come colleghi senza scrupoli che cercavano di strumentalizzare la vicenda per fini elettorali. Per chi occupa poltrone a ripetizione appare impensabile che qualcuno faccia qualcosa senza per questo averne un ritorno personale.

Ora ai colleghi insoddisfatti di quest’accordo non resta altro che rivolgersi alla magistratura. La recente sentenza della Corte Costituzionale sullo scontro FIAT/FIOM garantisce la rappresentanza sindacale e il diritto al dissenso anche a chi non si sente rappresentato dai sindacati che hanno firmato gli accordi.

Intanto lunedì proseguiranno le trattative sindacali sulle testate che Rcs, non essendo riuscita a vendere, ha già chiuso. Per le colleghe e i colleghi di A, Brava Casa, l’Europeo, Yacht & Sail, Max, si profila una cassa integrazione a zero ore con una integrazione aziendale. Rcs ha nel frattempo già liquidato altre tre testate del sistema arredamento (Casa Amica, Case da Abitare, Abitare) più due del sistema infanzia (Donna&Mamma, Insieme, anche se la loro chiusura non è acora ufficiale).

Complessivamente dunque le testate chiuse o in via di cessione dall’inizio dell’anno salgono a 16 (I Viaggi del Sole è stata la prima a saltare): nel giro di sette mesi Rcs ha così dimezzato il numero di testate periodici nel suo portafoglio (32 a fine dicembre), senza contare il canale femminile Leiweb, per anni fiore all’occhiello dei progetti multimediali della periodici, che si appresta ad essere scaricato. Siamo disfattisti quando constatiamo che il sindacato non ha fatto nulla per contrastare questo sfacelo?

Una demolizione programmata – vendite e chiusure – mentre al Corriere della Sera si assume.

Senza Bavaglio
www.senzabavaglio.info

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