FONDO COMPLEMENTARE/Facciamone l’INPGI 3!

Un organismo che conta ben 15.000 giornalisti iscritti e che gestisce 400 milioni di euro, destinati a diventare ben più di 500 nel giro di quattro anni, non può reggersi adeguatamente con il poco personale di cui dispone oggi, anche se si tratta di personale professionalmente ottimo.

Ecco perché ho proposto tra l’altro che il personale del Fondo Pensione Complementare venga aumentato. Un aumento di personale significa però aumento delle spese. Che si possono recuperare almeno in parte evitando di dover pagare l’affitto della sede, oggi al numero civico 349 di corso Vittorio Emanuele a Roma, nello stesso palazzo dove ha sede la FNSI.

L’affitto oggi viene pagato all’Inpgi, proprietaria dell’immobile, e a proposito di Fondo e Inpgi è il caso di fare un discorso chiaro, che non riguarda solo il risparmio dell’affitto, ma una riforma più complessiva ormai ineludibile e comunque di grande utilità, alla quale da tempo pensa per esempio il saggio e molto esperto collega Pierluigi Franz.

Non ha più molto senso che il Fondo, che si occupa di pensioni sia pure integrative, continui a essere un organismo separato dall’Inpgi, che delle pensioni dei giornalisti è l’Istituto nazionale e che quindi ne è il  responsabile istituzionale. Da notare inoltre che è proprio l’Inpgi a pagare le pensioni integrative ai colleghi che una volta messi in quiescenza preferiscono non intascare la cifra accumulata nel Fondo, ma destinarla invece all’integrazione della propria pensione, cioè per il suo aumento per quanto di non grande dimensione.

Insomma, propongo che la gestione del Fondo passi all’Inpgi. Diventandone così l’Inpgi 3. Esistono l’Inpgi 1 e l’Inpgi 2, quest’ultima responsabile delle pensioni – oggi sempre più un miraggio – di freelance e collaboratori privi di contratto a tempo indeterminato ma afflitti da vari tipi di precarietà.

Trasformiamo quindi il Fondo in Inpgi 3!

Chiarisco, a scanso di equivoci, che il Fondo diventato Inpgi 3 è bene che continui ad avere il suo CdA, mix di rappresentanti dei giornalisti e rappresentanti degli editori. Non è proprio il caso di caricare sulle spalle dell’Inpgi 1 anche il peso dell’Inpgi 3 erede del Fondo per la pensione complementare o integrativa che dir si voglia.

In un’epoca in cui anche la politica deve ridurre i costi, e le inefficienze (oltre che il malcostume….), non è assolutamente il caso che la categoria dei giornalisti continui invece  ad avere organismi separati anche quando è il caso di unificarne almeno uno sia per risparmiare sui costi sia per una maggiore efficienza. Non è più tempo di vacche grasse. Per sopravvivere, è meglio tenerne conto.

 

Pino Nicotri
Senza Bavaglio
Consigliere della Lombarda
Candidato di Uniti per il Fondo al CdA del Fondo per la pensione complementare

 

 

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