La scorrettezza è un costume usuale in Veneto

Comprereste un’auto usata da Daniele Carlon, il segretario della Veneta che utilizza un istituto di tutti, il sindacato, appunto, a fini di parte? Carlon, assieme alla sua cricca, è tra i responsabili della devastazione della Casagit che ha chiesto ai suoi soci, cioè a tutti noi, maggiori contributi per sistemare le sue casse e ha difeso un contratto che ha distrutto il sindacato.

Ora Carlon, da consumato imbonitore, usa tutti i mezzucci scorretti per evitare che chi non la pensa come lui entri negli organi direttivi dell’INPGI. “Cosa nostra”, insomma, come si evince anche dal nome della lista che protegge: “l’INPGI siamo noi, non ti permettere di entrare”.

Perché Carlon, indicato come persona perbene e d’onore, si abbassa a violare elementari regole di correttezza democratica?

Scontato che Carlon protegge un evidente conflitto di interessi, giacche l’INPGI versa all’Associazione dei giornalisti del Veneto un consistente contributo in denaro. Quel contributo che permette all’Assostampa del Veneto di sopravvivere, viene utilizzato da Carlon, tra l’altro, per fini di parte. Ma la partita deve essere più grossa se lui si presta a pratiche eticamente scorrette.

Carlon, è ormai chiaro, ha paura. Ha paura che un forte movimento di giornalisti, contrattualizzati, freelance, precari, disoccupati voglia finalmente vedere le carte in mano ai manovratori. 

Con il cuo atteggiamento scorretto il segretario dell’Assostampa Veneta ricorda il ministro Tremonti e le sue fanfaronate. Ricordate? “Tutto va bene. Il Paese è solido. Le banche sono salde, dure e resistenti. La crisi non colpirà l’Italia”. Poi tutto è andato a scatafascio e stiamo scontando gli errori di una politica fatta di intrighi, prebende, corruzione dove il bene comune è stato sacrificato agli interessi di parte.

Questa dirigenza sindacale, che con prepotenza vuole mettere le mani su tutto, ci porterà nel baratro. Il contratto firmato due anni fa ha messo in grave crisi l’INPGI che, grazie a quell’accordo, ha visto diminuire pesantemente i contributi previdenziali.

Fate attenzione: un altro contratto di quel genere e l’INPGI sarà costretto ad abdicare. Stavolta, cari colleghi, votare – e votare contro – è essenziale.

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