Paolo Serventi Longhi, attenti agli imbonitori

Francamente sono sconcertato da quanto scrive Paolo Serventi Longhi sui vari siti della maggioranza per fare campagna elettorale per i suoi candidati e per difendere un contratto indifendibile.

Scrive Paolo: “Abbiamo fatto più di dieci giorni di sciopero per quella piattaforma, ma il negoziato si è veramente sbloccato quando Franco Siddi, Roberto Natale e Andrea Camporese sono riusciti a convincere il governo Berlusconi a finanziare i prepensionamenti con un fondo di venti milioni di euro, sgravando l’INPGI da un onere drammaticamente pericoloso, e gli editori ad accettare di versare all’Istituto il trenta per cento dell’ammontare delle pensioni anticipate”.

Paolo sorvola su un fatto. Che gli editori hanno approfittato delle norme contenute nel Contratto per sbarazzarsi dei colleghi più anziani senza assumere i più giovani. Il fondo di venti milioni di euro sono stati utilizzati solo in minima parte per pagare le pensioni anticipate. La maggior parte di quei pensionamenti sono stati d’anzianità e quindi gravano pesantemente sulle casse dell’INPGI. Ma che giornalismo è mai questo se sorvola su una notizia così importante?

L’astuzia degli editori ha trovato terreno fertile in un contratto bidone di cui sono responsabili quei sindacalisti che ora si candidano all’INPGI. Un altro contratto del genere e l’INPGI salta, caro Paolo.

Un dato conferma quanto ho appena spiegato. Alla RCS quotidiani (io sono nel CDR del Corriere della Sera) sono stati mandati in pensione 67 colleghi. Solo 14 hanno goduto di quel fondo apposito di cui parla Serventi Longhi con enfasi. Gli altri 53, la maggioranza, sono andati con la pensione d’anzianità, che grava totalmente sulle casse dell’INPGI.

Per favore, colleghi, stiamo attenti agli imbonitori quelli che, per dirla con Roberto Vecchioni, fanno “passar per fragola una mela”.

Massimo A. Alberizzi

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