I pensionati che lavorano ora pagano i contributi (di Simona Fossati)

Dal 6 gennaio 2012, tutti i pensionati della Gestione Separata che continuano l’attività professionale sono obbligati a iscriversi di nuovo all’INPGI 2 (a decorrere dal primo gennaio) e a pagare i contributi previdenziali.

Entrano infatti in vigore le disposizioni introdotte dall’art. 18, comma 11, del Decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, in materia di tassatività dell’obbligo assicurativo, anche per i pensionati, iscritti negli albi, che percepiscono redditi derivanti dallo svolgimento dell’attività professionali.

Come spiega il comunicato dell’INPGI: Il legislatore è intervenuto per dirimere il contenzioso instauratosi tra l’Inps e i liberi professionisti pensionati. Contenzioso che aveva ad oggetto la richiesta “da parte dell’Inps medesimo del versamento contributivo sui redditi conseguiti a seguito della prosecuzione dell’attività lavorativa in forma autonoma, in quanto non assoggettati a contribuzione presso il proprio ente previdenziale di categoria.

La pioggia di cartelle esattoriali da parte dell’Inps, caduta non solo sui pensionati Inpgi 2, ma anche sui pensionati di altre Casse privatizzate, i cui statuti, come il nostro, non prevedevano l’obbligatorietà di versamenti contributivi una volta in pensione, aveva scatenato panico tra gli iscritti e la reazione immediata delle Casse, per trovare una soluzione al problema in tempi rapidi.

A questo punto si chiude una vicenda spinosa. Il Comitato Amministratore ha deciso però di applicare il minimo della contribuzione previdenziale previsto dal legislatore, il 50 per cento del contributo attuale. Quindi tutti i liberi professionisti, già pensionati Inpgi 2, dovranno, se non lo hanno ancora fatto, iscriversi subito alla Gestione Separata INPGI, scaricando l’apposito modulo dal sito:

http://www.inpgi.it/?q=node/471

La quota a carico degli iscritti sarà del 5 per cento calcolato sui redditi netti. Resta invariata la rivalsa del 2 per cento sul lordo, contributo integrativo a carico dei committenti.

La norma vale anche per chi percepisce pensione da altri Enti e ha redditi da lavoro autonomo giornalistico.

Non si tratta comunque di contributi andati perduti: infatti ogni due anni, su richiesta dell’interessato, si trasformeranno in un’integrazione della pensione in corso.

Oppure, nel caso si smetta l’attività professionale, e non si abbiano raggiunto cinque anni di versamenti, i contributi verranno restituiti dall’Istituto con gli interessi maturati.

Per chi invece ha contratti CoCoCo, tutto come prima: infatti i versamenti dei contributi previdenziali erano comunque già previsti anche per i pensionati.

Simona Fossati
Consigliere di Amministrazione INPGI
in rappresentanza dell’INPGI 2
Candidata al Comitato Amministratore INPGI 2

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